“Reading di poesia – Charles Bukowski” ha ottenuto 3 commenti

  1. Massimo vaj scrive:

    È singolarmente presente, in ogni suo scritto, questo bisogno di giudicare ed escludere ciò che è ritenuta da lui essere una mediocrità dello scrivere perché prova dell’assenza di talento. Naturalmente il talento è solo quello che decora la personalità istrionica del Bukowsky…
    A me Bukowski piace, ma per la stessa via che percorre il mio piacere quando guarda un film mediocre che si crede un capolavoro.

  2. Massimo vaj scrive:

    Bukowsky è stato baciato non dal talento, ma dalla fortuna che si diverte a premiare i mediocri. È stato, per lunghi anni, un impiegato delle Poste, frustrato e alcolizzato per quella frustrazione. Poi si è licenziato e ha iniziato a scrivere, innaffiando un’inclinazione tra le meno vertiginose della sua forte personalità. Ha avuto successo e, per quel successo si è potuto comprare più alcool in modo da morire felice di non essere più vivo. In molti dei suoi scritti si legge il malanimo che l’autore prova per tutti quegli scrittori che, considerati da lui mediocri, magari anche a ragione, non hanno avuto le palle per buttarsi dall’unica finestra che ha la camera della banalità. È un comportamento volgare, conseguenza della stessa volgarità che ha animato Bukowski nel suo credersi un genio compreso.

  3. Gutenberg scrive:

    Trovo che il suo cinismo abbia qualcosa di straordinario.

    Preferisco la sua volgarità ‘sudata’ alla ricercatezza educata di un Gore Vidal, che pure ho letto spesso.

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