
Leggendo questa nuova raccolta di poesie dal titolo che ci introduce nel mondo delle elucubrazioni femminili è doveroso ricordare una frase di Eugenio Montale: “È ancora possibile la Poesia?” Sotto lo sfondo così cupo dell’attuale civiltà, anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità. La tecnologia comunicativa sembra sia riuscita ad annientare ogni possibilità di solitudine e di riflessione.
“Siamo spiriti di un secolo che divora le memorie” ricorda la Zanarella in una sua poesia qui raccolta.
Il tempo si fa più veloce, opere di pochi anni fa sembrano “datate” e il bisogno che il poeta ha di farsi ascoltare prima o poi diventa bisogno spasmodico dell’attuale, dell’immediato.
“Michela Zanarella è una voce giovane che trabocca di vitalità e di amore per la vita, vuole donare se stessa e non teme di manifestarsi con slancio in un mondo invece sempre più invaso dal cinismo e sempre più spento di sentimenti, dove anche la poesia diventa spesso solo un arido De profundis.”
Così Donatella Bisutti chiarifica la Poesia raccolta nella silloge Meditazioni al Femminile, e Giuseppe Neri specifica che: “Questa nuova raccolta di liriche di Michela Zanarella si configura come un intenso canzoniere d’amore che oscilla tra sensualità e spiritualità, tra naturali pulsioni dei sensi e l’esigenza di sublimarle al fuoco della passione.”
In un tale paesaggio di esibizionismo quasi isterico di scrittura, quale può essere il posto della più discreta delle arti, la Poesia? Un’arte che scaturisce dal silenzio e dalla meditazione, frutto di solitudine e di lenta maturazione espressiva poetica che trova il suo transfert comunicativo in Michela Zanarella, nata a Cittadella, Padova, il 01-07-1980. Inizia a scrivere poesie nel 2004, ed è ora tradotta in inglese, francese, spagnolo, arabo.