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Tanti partiti non fanno un governo

Non c’è nulla di così ingombrante, di così disgustoso come l’abbondanza. Michel de Montaigne

berlusconi
Alla faccia del bipolarismo all’italiana, le prossime elezioni per la diciassettesima legislatura della Repubblica vedono la partecipazione di 184 simboli elettorali, non uno di meno.

Un’ubriacatura di democrazia, verrebbe da pensare. Ed effettivamente questa volta è veramente difficile non sentirsi rappresentati, sia pure di striscio.

Oppure no, visto che alcuni parlano di un’astensione prossima ai valori del 30%, cui siamo ormai abbastanza abituati.

bersani

In ogni caso ce n’è per tutti i gusti; ammesso che sia abbia lo stomaco abbastanza forte per votare, ovviamente.

La tradizione che non cambia dei tradizionali schieramenti di potere, quel centro-destra berlusconiano che non tramonta a sè stesso, e quel centro-sinistra piddino che anche questa volta ha dato per scontato una vittoria ancora tutta da dimostrare.

monti
C’è il tecnico Monti, subito politicamente coinvolto con politicanti di vecchio pelo – zona vecchia balena bianca, roba d’altri tempi.
Anche lui ha fatto una campagna elettorale come se avesse la vittoria in tasca, ma andremo a vedere se riesce a prendere la metà delle poltrone che crede.

Poi ci sarebbe Ingroia con Rivoluzione Civile, tanto per citare il primo dei non eletti – o eletti poco.

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Ingroia che di stima come magistrato a Palermo nè ha raccolta tanta, anche se poi anche la sua è una coalizione elettorale alla ‘dentro tutti’. Che rischia per’altro l’esclusione, porcellum permettendo.

Una delle novità più interessanti è senza dubbio la formazione politica di Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle.

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Sulla carta promette una moralizzazione del ceto politico italiano, all’insegna di una maggiore trasparenza e di un diverso rapporto tra classe dirigente e cittadini.

Ma se volete un’anticipazione valida sugli esiti del voto, beh, non avrete troppa difficoltà nell’impresa, non ci vuole molta fantasia.

Lo spettro di un paese ingovernabile anche nel dopo-voto, questo lo scenario ben noto agli analisti politici più avveduti.
Governi retti da coalizione parlamentari fragili e prive di mandato politico univoco a governare, formule da prima repubblica insomma.

In attesa del prossimo Parlamento, buon voto a tutti.

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