Mercoledi mattina, guido la mia auto
Attraverso il tempo, inosservato come desidero
Scruto dal finestrino appannato
La visione non è certo appagante
Apatico tiro dritto
Il tempo mi divora, mi assorbe come liquido in una spugna
Cè puzza nell aria, puzza di noia
La strada sotto di me corre lenta
Ai lati marciapiedi deserti
Mi chiedo dove siano finiti tutti…
Avidamente cerco un segnale
Dietro qualche finestra socchiusa, noto figure immobili davanti TV spente
Stringendo il volante rimango impietrito,
Cosa è successo?
Vado indietro con il pensiero
Tutto è cominciato rapido
Qualche muro cadde,fiumi di alcool annebbiarono le menti
Euforia generale, speranza
Love & Peace
Soldi,belle, donne, auto, vacanze in posti esotici
Globalizzazione
E poi? Ma poi?
Qualcuno tagliò i fili
La luce si spense, e fummo svegliati nella realtà
che nessuno aveva voluto vedere prima,
smarrimento…click.
Benvenuto tra noi Mauro!!!
Grazie del ‘regalo’ che ci fai, è una poesia struggente ma bellissima.
Fotografa delle sensazioni che mi sembra di condividere (o di aver vissuto, qualche volta, un mercoledì di questi..).
Davvero, da parte mia, BENVENUTO e GRAZIE di aver condiviso questo tuo cioccolatino in quest’angolo di web.
Già è andata proprio cosi…con la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80 i cambiamenti sono stati cosi rapidi e radicali da lasciarci disarmati e confusi. Mi piace, hai incorniciato la percezione di un attimo lungo almeno trent’anni di storia. Bravo