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La posta elettronica certificata

In questo spazio analizzeremo l’evoluzione di un mezzo di comunicazione ad oggi fra i più usati in ambito lavorativo e non, scorrendone le fasi da un punto di vista storico, tecnologico e giuridico.

Un po’ di storia
Per parlare della storia dell’email, bisogna obbligatoriamente fare un passo indietro, ad internet e alla sua nascita.
Lungi da quest’articolo voler essere una esaustiva trattazione della sua storia, ma diciamo di voler fornire un piccola sintesi su quanto sia da sapere, per comprendere meglio il funzionamento odierno della grande rete e dalla posta elettronica in particolare.

Curiosamente, Internet, ritenuta a detta di molti un’istituzione anarchica e libertaria, nasce, al contrario, da pressanti esigenze della Difesa america. Negli anni ’60, infatti, la Guerra Fredda esigeva anche dalla ricerca un forte tributo nei confronti dello sviluppo di strategie in grado di garantire la continuità delle comunicazioni.
Il progetto ARPA (Advanced Research Projects Agency) nacque proprio dall’esigenza di rendere periferica la rete delle telecomunicazioni, in modo che la distruzione di un singolo nodo non influenzasse gli altri, in grado di continuare a gestire il complesso flusso di dati.
La sperimentazione iniziò nel 1969, con la creazione di un primo nodo rappresentato, da quattro computer dotati di 12kb di memoria totale, una cifra risibile se rapportata alle mostruose quantità spostate sulla grande rete oggi giorno..
Il network, denominato Arpanet, iniziò a perdere le sue caratteristiche prettamente militari, divenendo anche un mezzo per la trasmissione di dati tra università lontane.

Dopo numerosi incontri, il Network Working Group, nato dalla collaborazione tra le università collegate ad Arpanet, nel 1970 definisce il Network Control Protocol (NCP), ovvero l’insieme di regole necessarie per far “parlare” tra di loro due computer collegati alla rete tramite gli IMP (impulsi). In quell’anno la definizione di uno standard diventava ancora più necessaria, visto che ai primi quattro nodi iniziali di Arpanet, si aggiungevano anche i nodi situati presso la BBN, il Mit e Harvard. Nel 1971, il numero delle istituzioni collegate ad Arpanet sale a quindici, in quell’anno un ricercatore della Bolt, Baranek & Newman, Ray Tomlinson, spedisce il primo messaggio di posta elettronica della storia. Siete curiosi di sapere cosa ha scritto? Qualcosa come “qwerty 1-2-3”, si può dire che non sia stato un inizio interessante! Nel secondo messaggio, Tomlinson propone di utilizzare per gli indirizzi di posta elettronica una chiocciolina (@) che separa il nome dell’utente dal nome del server, il calcolatore incaricato della ricezione dei messaggi.

Lo Standard ufficiale dell’email, viene elaborato così nel corso degli anni attraverso varie tappe, l’ultima delle quali è la RFC 821 dell’agosto 1982, con la quale si definisce l’SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), il protocollo di trasmissione dei messaggi email tuttora in uso.
In Italia la diffusione dell’email e di internet in generale, ha subito numerose traversie nella diffusione, principalmente motivate dalla struttura obsoleta dell’intera rete telefonica, ma uno sprint enorme è giunto in questi ultimi anni dalla massificazione anche in Italia della così detta “banda larga”, con una maggior economicità di questa connessione caratterizzata da un enorme capacità di traffico, tale da permettere una effettiva “multimedialità” di internet (con pagine dinamiche, filmati in streaming diretto e musica fruibile in tempo reale ).


L’email, la sua diffusione e la svolta giuridica

La posta elettronica è, oramai, lo strumento di comunicazione elettronica più utilizzato per lo scambio di comunicazioni, il cui principale vantaggio è l’immediatezza. I messaggi possono includere, testo, immagini, audio video o qualsiasi tipo di file.
La Posta elettronica certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con effettiva valenza legale, attestante l’invio e la consegna di documenti informatici. “Certificare” l’invio e la ricezione (due momenti fondamentali nella trasmissione dei documenti informatici), significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale allegata documentazione. In modo uguale, quando il messaggio giunge al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna con una precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, esse possono venire reperite tramite il gestore, che conserva, per un periodo di tempo variabile da gestore a gestore, copia delle ricevute.

Il servizio di PEC, equivale e sostituisce la posta raccomandata tradizionale, garantendo un elevato grado di affidabilità e sicurezza con un costo pari a zero.
Le caselle di posta elettronica certificata, diverse dalle normali caselle di posta elettronica, consentono l’invio di posta certificata in conformità a quanto previsto nell’articolo 14 del dpr 445 del 28 dicembre 2000.
Con l’introduzione del recente DPR del 28 gennaio 2005, la posta certificata può essere utilizzata in sostituzione della posta raccomandata cartacea, i messaggi ricevuti nella casella di posta certificata, si intendono pervenuti al titolare della casella come da articolo 14 comma 1 T.U. Documentazione Amministrativa.

Le caratteristiche principali della posta certificata sono:

– la conservazione di log degli eventi principali per almeno due anni
– allineamento al tempo ufficiale dell’ora delle ricevute e del messaggio di trasporto, a meno di un secondo.

Nella ricevuta di consegna inviata al mittente viene allegato, tutto il messaggio originario (come prova di quanto spedito e consegnato)
Ricevuta di presa in carico tra diversi provider di posta certificata.
Emissione di una ricevuta di consegna per ogni messaggio depositato in una casella.
Incapsulamento dei messaggi in ingresso, non provenienti da posta certificata, in un “messaggio di anomalia”.

Le novità contenute nel DPR dell’11 febbraio 2005 sono:
Nelle catene di trasmissione potranno scambiarsi e-mail certificate sia i privati, sia le Pubbliche Amministrazioni. Saranno i gestori del servizio (art.14), (iscritti in apposito elenco tenuto dal CNIPA (che verificherà i requisiti soggettivi ed oggettivi inerenti ad esempio alla capacità ed esperienza tecnico-organizzativa, alla dimestichezza con procedure e metodi per la gestione della sicurezza, alla certificazione ISO 9000 del processo), a fare da garanti dell’avvenuta consegna.
I messaggi verranno sottoscritti con la firma digitale avanzata che dovrà essere apposta sia sulla busta, sia sulle ricevute rilasciate dai gestori per assicurare l’integrità e l’autenticità del messaggio.
I gestori sono tenuti a verificare l’eventuale presenza di virus nelle e-mail ed informare in caso positivo il mittente, bloccandone la trasmissione.
Le imprese, nei rapporti intercorrenti, potranno dichiarare l’esplicita volontà di accettare l’invio di PEC mediante indicazione nell’atto di iscrizione delle imprese.

posta-certificata

Il CNIPA effettuerà le attività di vigilanza e controllo che sono assegnate dalla norma e, con apposito Centro di competenza, supporterà le PA ai fini dell’introduzione della PEC nei procedimenti amministrativi.

La Posta Elettronica Certificata, quindi, grazie ad una serie di garanzie tecnologiche e giuridiche, si proporrà negli anni a venire, come principale mezzo di comunicazione ufficiale tra enti pubblici, privati e aziende con una enorme riduzione dei costi, una sicurezza elevata ed una rapidità che, si spera, snelliscano i passaggi burocratici che fino ad ora hanno determinato una lentezza cronica nelle comunicazioni.



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