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Effetto serra bollente ed energie rinnovabili

Quanti di noi si sono mai fermati a riflettere sull’importanza che ha l'”energia” nella nostra vita? Forse non in molti. Eppure senza di essa numerose attività, non solo lavorative, non sarebbero possibili e altre probabilmente lo sarebbero ancora, ma in modi e tempi diversi.

Quasi nessuno di noi considera l’energia (chilowattora elettrici, metri cubi di metano, litri di benzina…) come “merce” alla pari di un qualunque altro bene da noi acquistato. Ne valutiamo piuttosto l’utilità, la apprezziamo in quanto strumento che ci consente di ottenere un determinato risultato: pensiamo ai trasporti, all’illuminazione, all’uso di elettrodomestici, di ascensori, di computer, agli impianti di riscaldamento e condizionamento.

Non percependo l’energia come un prodotto, non ci interessa per esempio, prima dell’acquisto, capirne la provenienza o giudicarne la qualità e gli eventuali difetti, soppesando il tutto con il costo.
Né tanto meno ci interessa domandarci le conseguenze del suo uso successivo.

I pochi che si pongono queste domande non saranno tuttavia nella situazione di chi può scegliere di comprare un oggetto piuttosto che un altro come si fa con i beni di consumo più svariati. Ma l’approccio diverso può evitare che si abbia una visione limitata e parziale del tema.

Si potrà, forse, cessare di ignorare tutto quello che è a monte dell’utilizzo che noi facciamo dell’energia, in termini di fonti primarie (gas, petrolio, carbone), dei processi di trasformazione e di distribuzione; e anche tutto quello che può essere a valle dell’utilizzazione di una certa forma di energia piuttosto che di un’altra.

Si potrà soprattutto inquadrare in modo più corretto tutto il discorso relativo ai cambiamenti climatici e alle conseguenze sull’ambiente, di cui si sente più spesso parlare. E arrivare, ce lo si augura, ad una buona consapevolezza di certe problematiche, necessaria per poter ciascuno di noi dare un contributo in positivo, in termini di comportamento e di scelte.

L’EFFETTO SERRA

Ormai ci si è abituati a sentir parlare di “effetto serra” o di “buco dell’ozono” e si sta imparando a convivere con tali fenomeni, accettando a malincuore quelle che sono le dirette conseguenze, concrete e tangibili per chiunque di noi: i periodi di caldo e di freddo eccessivi, l’aumento, in frequenza ed intensità, di alluvioni e piogge. I discorsi relativi allo scioglimento dei ghiacciai, alla crescita del livello dei mari, alla desertificazione ci suonano già un po’ più lontani rispetto a quella che è la nostra vita di città. E comunque certe questioni si percepiscono di dimensioni tali da farci sentire completamente inermi ed impotenti per poter cambiare qualcosa.

Si tratta di fenomeni molto complessi, non ancora completamente decifrati da chi ha questo arduo compito (IPCC , Intergovernemental Panel on Climate Change). Tuttavia alcune cose sono decisamente chiare. Il mondo sviluppato con il suo modello economico e sociale di vita, sta modificando la composizione dell’atmosfera, sovrapponendo all’ “effetto serra naturale” un altro effetto serra, “antropogenico”, e provocando cambiamenti ai quali la Terra si sta adeguando nella ricerca di un nuovo equilibrio, che potrebbe non essere compatibile con la prosecuzione della vita dell’uomo.

L’effetto serra naturale è quel meccanismo che consente di avere una temperatura media sulla Terra di circa 15°C contro i –19°C che si avrebbero in assenza del fenomeno. Questo si basa sulla capacità che hanno i cosiddetti gas serra presenti nell’atmosfera, (il vapor acqueo, l’anidride carbonica, il metano e il protossido di azoto sono i principali) di assorbire parte del calore riemesso dalla Terra, a seguito del suo riscaldamento provocato dall’energia che le arriva dal Sole. Questo calore intrappolato nell’atmosfera verrà a sua volta riemesso verso la Terra, che potrà così mantenere la temperatura di cui parlavamo. Senza l’effetto serra naturale quindi, la vita sulla Terra non sarebbe possibile.

L’effetto serra antropogenico, invece, è quello relativo alle attività umane che provocano emissioni di quantità ulteriori di gas serra, rompendo quindi l’equilibrio. Queste emissioni derivano dal consumo e dalla combustione di fonti fossili (gas, carbone e petrolio) e in quantità inferiori da alcune produzioni industriali, dall’agricoltura, dall’allevamento, dalla gestione dei rifiuti.

Il principale gas serra di origine antropogenica è l’anidride carbonica e i settori responsabili di tali emissioni sono l’industria, i trasporti e, non ultimo, quello civile degli edifici.

Risulta evidente, e non siamo noi a dirlo, che la necessità principale è quella di ridurre le emissioni di anidride carbonica, (“Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici” del 1992 e successivo “Protocollo di Kyoto”, del 1997).

LE FONTI RINNOVABILI

Una delle politiche che viene indicata, a livello internazionale, per raggiungere tale urgente scopo è quella relativa allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.
Le fonti rinnovabili di energia sono il sole, il vento, l’acqua, le biomasse ed in Italia, a differenza di quanto avviene in Europa, anche i rifiuti. Sono definite rinnovabili perché data la loro natura si “rigenerano” continuamente e si possono considerare virtualmente inesauribili (a differenza del petrolio il cui ciclo di formazione è troppo lungo rispetto a quello di utilizzo, e del cui esaurimento infatti si parla da tempo). Sono indicate tra le strategie da applicare perché il loro sfruttamento, con tecnologie appropriate, non comporta sostanziali emissioni di anidride carbonica.

LE NOSTRE CITTA’

Solo per accennare alcuni dati che in seguito approfondiremo, possiamo dire che sono le città dove viviamo ad avere un ruolo importante nell’emissione di anidride carbonica: il 40% delle emissioni totali proviene dalle aree urbane e in questo ambito il peso dei nostri edifici in condominio è pari al 42%.
È in questo ambito quindi che c’è spazio per l’applicazione di tecnologie che sfruttino le fonti rinnovabili, e in particolare il sole che risulta essere quella più appropriata.

Purtroppo l’applicazione di tali tecnologie da sola non è sufficiente ad invertire la rotta. Parleremo allora, non solo di impianti fotovoltaici e di collettori solari, illustrandone possibilità di applicazione e spiegandone funzionamento, vantaggi e svantaggi, tipologie, costi e possibilità di finanziamento, risparmi sulle bollette, ma anche di risparmio energetico, inteso come una serie di operazioni che ci consente di mantenere la stessa qualità di vita attuale utilizzando meno energia, spendendo meno in soldi e salute.



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