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Lo spazzacamino: da manovale a professionista

Nell’immaginario di massa più recente quella dello spazzacamino è una figura quasi romantica, solitaria e cupa ma decisamente romantica.

Stiamo tutti pensando allo spazzacamino di Mary Poppins, quel Bert, sempre sporco ma bello, interpretato dall’attore americano Dick Van Dyke.
Quello spazzacamino romantico faceva la corte alla magica babysitter, senz’altro la più famosa del grande schermo nella sua categoria.

Ma l’immagine di disneyana memoria è decisamente lontana dalla verità, e tanto vale per gli spazzacamini ottocenteschi quanto per quelli attuali.

spazzacamino

Fin dall’epoca moderna il ruolo dello spazzacamino era riservato a figure del sottoproletariato urbano, con caratteristiche determinanti per svolgere un ruolo tanto delicato quanto decisamente disagevole.

Dovevano essere poveri e preferibilmente senza famiglia. Perchè il grado di ‘sicurezza’ che era applicato alle operazioni di pulizia della canna fumaria era decisamente precario, insufficiente a garantire l’incolumità del lavoratore.

Dovevano anche essere magri e discretamente agili, proprio per riuscire a inserirsi negli spazi angusti della canna fumaria per espletare le operazioni di pulizia, e in ogni caso per minimizzare il rischio di cadere dal tetto.

Quindi non era tanto infrequente impiegare dei giovani orfani per svolgere questo genere di mestiere; possiamo solo immaginare le condizioni sociali entro cui maturavano tali mansioni, per’altro collettivamente riconosciute.

Solo nella seconda metà del novecento lo spazzacamino cambia radicalmente la sua posizione sociale, passando più o meno repentinamente dalla manovalanza urbana sottopagata al professionismo contemporaneo, con tutto quel che comporta.

Se è vero infatti che i ‘vecchi’ spazzacamini non erano forse figure così romantiche, ma piuttosto socialmente emarginate, i ‘nuovi’ spazzacamini sono tutt’altro che ‘cupi’ e solitari, e hanno senz’altro gli strumenti professionali per evitarsi persino quel volto sporco di fuliggine con cui tutti ricordiamo lo spazzacamino di Van Dyke.

Oggi uno ‘spazzacamino‘ opera quasi sempre in piccole squadre di professionisti ultraspecializzati, che con metodi moderni riescono ad espletare le operazioni di pulizia in piena sicurezza e senza ‘sporcarsi’ troppo.

Ovvero con tecniche di contenimento della fuliggine e del catrame che preservano l’interno dell’abitazione in cui risiede il camino, e che contemporaneamente proteggono la salute del lavoratore che sta operando nella canna.

Anche i prezzi sono evidentemente cambiati.

La piccola mancia che era sufficiente con lo spazzacamino proletario delle conglomerazioni urbane ottocentesche, almeno in Europa, è oggi decisamente da dimenticare.

Le moderne aziende di spazzacamini sono composte da professionisti specializzati che costano di conseguenza; in molti paesi europei si tratta di una professione soggetta ad autorizzazioni particolari e in alcuni lo spazzacamino assolve compiti di manutenzione disciplinati dalla legge, assicurando tra l’altro il corretto funzionamento del camino e la sua sicurezza in termini di rischi per la salute (come nel caso del noto accumulo di monossido di carbonio, tipico dei camini che ‘tirano’ male).



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