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Intrattenimento domestico tra presente e futuro

Siete frastornati dalla tempesta di parole come decoder, via-cavo, digitale terrestre, on-demand, pay per view, piattaforma, fibre ottiche? E chi non lo sarebbe? Cerchiamo allora di fare chiarezza nel panorama delle nuove offerte televisive. Ormai possiamo utilizzare il nostro televisore per ricevere quattro tipi diversi di segnali. La “tradizionale” trasmissione analogica terrestre, la tv satellitare, la tv via-cavo (adsl o a fibra ottica) o la più recente tv digitale terrestre. Un’offerta articolata che rischia di diventare fin troppo complessa e confondere gli utenti, un po’ come già accade per la telefonia.

Digitale terrestre

Alla tv “generalista” analogica si sono aggiunte le trasmissioni digitali terrestri, che finora non hanno comportato novità sostanziali in quanto a canali e offerta. Per poter ricevere questo tipo di segnale abbiamo bisogno di un apposito decoder il cui costo, nel caso si sfrutti il contributo governativo (ne sono disponibili ancora più di 270mila) e qualche offerta commerciale, parte da 50-60 € (altrimenti se ne spendono circa 150-300). Si avrà così accesso alla medesima programmazione prevista dalle principali emittenti nazionali in analogico, e a qualche canale, spesso già disponibile gratuitamente via satellite (tra gli altri, RaisportSat, RaiNews24, RaiDoc, BBCworld, 24OreTv) e ad alcuni giochi o servizi interattivi (che prevedono però costi aggiuntivi come traffico telefonico). Tuttavia, si tratta di un tipo di segnale dalle enormi potenzialità, destinato a soppiantare quello analogico poiché, a differenza di quest’ultimo, supera il problema delle frequenze limitate. Attenzione però. Solo una parte del territorio nazionale è attualmente già raggiunto dal segnale digitale terrestre: prima di acquistare il decoder necessario per vedere i programmi è opportuno verificare la copertura dei multiplex nazionali già attivati (Rai, Mediaset, La7, D-free) tramite i relativi siti internet. I decoder interattivi venduti per ricevere il digitale terrestre sono ad oggi circa 500 mila.

Tv satellitare e via-cavo

Nel settore della pay tv via satellite domina Sky, con pacchetti abbonamento dal costo mensile tra i 20 e i 55 €. Un’ampia offerta di canali alternativi alla programmazione della tv “generalista”, divisi per macrosettori: informazione, sport, cinema, documentari, fiction, cartoon, nonché di alcuni canali satellitari gratuiti. Esiste poi la possibilità di acquistare in modalità pay per view, cioè di “pagare per vedere” un singolo evento, un film o una incontro sportivo. Gli utenti pare siano circa 2,4 milioni.
Nel mercato televisivo ha fatto il suo ingresso prepotente anche la tv via-cavo, cioè tramite connessione adsl e computer. Da quest’anno infatti le partite del campionato di calcio saranno offerte oltre che da Fastweb, oltre che da Telecom Italia attraverso il portale Rosso Alice. Sempre tramite connessione telefonica, Fastweb oltre al calcio mette a disposizione il video on demand, nonché diversi canali tematici quali Cnn, Cartoon Network e Disney Channel, mentre su Rosso Alice sono disponibili film e prossimamente il Grande Fratello.

Quali mezzi tecnologici dobbiamo acquistare per ricevere questa pioggia di canali e programmi. Se volessimo sfruttare tutte le soluzioni a nostra disposizione potremmo in primo luogo affiancare al decoder Sky un altro decoder (costo da 300 a 600 €) per ricevere e gestire i migliaia di canali video e radio trasmessi nel mondo via satellite (con una parabola fissa e un doppio alimentatore si riceve dai satelliti sia Astra sia Hotbird). Ma è una soluzione per iper-appassionati. Per vedere la tv via-cavo sono sufficienti connessione adsl e computer, ma se volessimo ricevere sul nostro televisore anche i programmi diffusi tramite cavo telefonico o fibra ottica, dovremmo installare un set top box.

Windows Media Center

Bisogna tenere presente, nell’effettuare una scelta che per un utente medio è economicamente gravosa, che quello che oggi è disponibile con un supplemento domani potrebbe diventare gratuito (o viceversa). In questa fase di transizione poi non è ancora chiaro quale tecnologia sarà predominante. Per esempio esistono già televisori digitali che non richiedono decoder per ricevere il segnale digitale terrestre. Attualmente il loro costo li pone fuori mercato ma in 2-3 anni i prezzi potrebbero allinearsi a quelli di un televisore “tradizionale”. Non solo; quelli della Microsoft hanno sviluppato una piattaforma integrata per ogni fonte di intrattenimento: il futuro, assicurano gli uomini di Bill Gates, lo vedremo sul Windows Media Center, che consentirà la ricezione del segnale digitale terrestre e di quello satellitare, potrà essere collegato alla linea adsl o alla fibra ottica, registrerà i programmi su Dvd, nonché consentirà la fruizione di formati digitali prodotti dall’utente. Tutto in un unico dispositivo, con un solo telecomando e a un prezzo competitivo. Non resta che aspettare il futuro!

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