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La separazione da tre punti di vista

Un fatto può essere interpretato in centinaia di modi diversi. La separazione è considerata un evento pari alla morte di una persona cara: un vero proprio “lutto” (nel senso psicologico di evento traumatizzante, che incide sulla vita delle persone), che può essere elaborato in maniera diversa.

La figura da tutelare è sicuramente quella dei figli, ai quali si deve maggior tutela quanto minore è l’età: più si è bambini, più si pensa che la causa della separazione siano i propri capricci, oppure si può ritenere che si sarà abbandonati da un momento all’altro.

Per evitare questi problemi, sarà necessario evitare di litigare di fronte al bambino, oppure di parlare al bambino di situazioni legali con l’altro coniuge. Se da un lato, è necessario mantenere il rapporto con i figli per la loro crescita, è anche vero che non si può prescindere dai propri doveri.

Il rapporto tra i coniugi può restare sereno con un po’ di intelligenza e di maturità: una storia d’amore può anche finire per incompatibilità di carattere, ma concordare le visite e mantenere un rapporto di reciproca educazione possono diminuire le spese in tribunale e dare ai figli maggiore stabilità.

Per arrivare a questo punto è necessario elaborare un percorso insieme, nel pieno interesse dei figli. Un percorso possibile solo con l’aiuto di uno psico-terapeuta: un sociologo saprà valutare le necessità degli ex coniugi, garantendo il minore contro ulteriori disagi.

Purtroppo, non sempre il buonsenso ha prevalso nella recente cronaca, tutto perché si tende a pensare di poter risolvere la situazione da soli, mentre nelle aule di tribunale si ottiene una giustizia lenta e sofferta.

Spesso riuscirsi a parlare è il primo passo: l’interesse è sempre verso i figli. Da questo punto in comune, sarà necessaria una consulenza esterna per evitare che quello che è un disagio diventi un trauma tutta la vita.

Si smette di essere marito e moglie, ma non si smette di essere genitori finché non sono i figli stessi a doverlo constatare. A quel punto, il dolore fa posto all’indifferenza e recuperare un proficuo rapporto di comodo è impossibile anche per chi lavora affianco agli adolescenti nell’ambito della psicologia e della sociologia.

La crisi ha purtroppo reso più evidente il fenomeno: i contrasti in famiglia vanno appianati subito, affinché si evitino situazioni che possono sfociare nel disagio giovanile.

Tre punti di vista per lo stesso evento: i genitori che cercano il benessere dei figli e questi che cercano la stabilità (che non deve significare il continuare una situazione impossibile).

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