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La vendita di vino in Italia

Il 2013 è stato il terzo anno consecutivo in cui si è registrato una riduzione dei consumi di vino in Italia, dovuti alla crisi. Oggi la disoccupazione è arrivata a livelli molto alti, ma il settore del vino crea ancora dei posti di lavoro, soprattutto per le donne e i giovani.

Nel 2013 i vini rossi e i bianchi prodotti in Italia sono stati esportati con un aumento annuo del 12% e 4,4 miliardi di euro di guadagno con 24 milioni di ettolitri di vino consumati nei paesi esteri. Una vendita di vino davvero eccezionale, che permette all’Italia di detenere il primato mondiale dei paesi esportatori di vino, con il 24,3% del mercato totale. Questi dati riguardano anche l’occupazione. Difatti in Italia ci sono 250 mila aziende vinicole, che danno lavoro a più di 200 mila soggetti tra di questi circa 50 mila sono giovani. Nonostante tutto sarebbe necessario trovare anche altri consumatori nel mercato interno.

Dal 1995 al 2013 il consumo di vino è sceso notevolmente. In base alle indagini nelle enoteche, lo spumante è il prescelto come regalo per le feste. Tuttavia gli acquisti nel periodo delle festività sono solo lievemente ridotti. Si rileva più importante la riduzione dei volumi complessivi, con dei prezzi elevati, che stentano a calare. Nel periodo festivo e nel mercato interno si assiste alla crescita dell’acquisto degli spumanti generici a scapito di quelli Doc dolci e aromatici. Le uniche etichette in crescita sono il Prosecco doc e il Valdobbiadene Docg. Franciacorta e Trento sono tra i più venduti grazie agli sconti introdotti, con risultati migliori per le vendite di Franciacorta. Si riducono anche le vendite dei vini spumanti rosati.

Migliorano invece le vendite dei nuovi spumanti e dei vini frizzanti, come il Moscato, il Soave, il Lambrusco, la Malvasia, il Pinot e il Trebbiano. Gli italiani hanno ridotto di circa l’11% la spesa di fine anno, con una spesa sugli spumanti che si è ridotta anch’essa. I produttori devono intervenire e cercare di porre un rimedio a questa situazione, per non rinunciare ai buoni risultati conseguiti nell’ultimo decennio sul mercato interno. Le cause principali legate al calo della vendita dei vini sono dovute: al prezzo, alla incostanza, alla malafede e al disinteresse dei produttori vinicoli. Infatti se si evita un contatto diretto con i consumatori, in maniera fondata e costante, i prezzi bassi dei supermercati oppure i prezzi elevati hanno la meglio.

Tutta la fascia intermedia ne risente. E’ necessario avere un accostamento diretto al consumatore. Si devono prendere nuove misure di intervento a favore dei consumi.

vino bianco

La vendita vini online in Italia non si è ancora affermata. Infatti, solo una piccola parte dei navigatori utilizza la rete, per comprare le proprie bottiglie di vino.

Il giro di affari italiano relativo alla vendita del vino online non supera i 30 milioni di euro. Un valore davvero esiguo se si considera che il valore totale della produzione è di 4 miliardi di euro. Rimarremo ancora più sorpresi se consideriamo i dati complessivi dell’e-commerce, che arrivano a 19 miliardi di euro.

Inoltre i vincoli legislativi relativi alle vendite all’estero e la mancanza del contatto umano nell’acquisto online rappresentano ulteriori limitazioni all’affermarsi di questo nuovo canale.

Nonostante tutto la vendita online sarà destinata ad avere successo anche in Italia. Infatti sono numerosi coloro, in particolare giovani con studi di marketing, che realizzano vincenti piattaforme di vendita.

Questa situazione suscita un notevole interessante e riconosce il ruolo rivoluzionario che internet sta assumendo nelle nostra vita. Il vino ha tratto un notevole giovamento dalla rete, grazie alla diffusione di valutazioni e pareri anche autorevoli, ma per la vendita la situazione è più difficoltosa.

Innanzitutto si parla di soldi e sotto questo punto di vista la recessione economica ha avuto la sua influenza. La rete presenta anche dal punto di vista strutturale ancora delle lacune, infatti sono diverse le zone non coperte.

Inoltre la spedizione della merce non è sempre puntuale e garantita.

Tutti questi aspetti coinvolgono negativamente il settore delle vendite online, che ha il suo fascino, ma che deve scontrarsi con il paese in cui opera. Ormai la connessione alla rete fra pochi anni coprirà tutto il paese, ma non ci siamo ancora resi conto delle sue straordinarie potenzialità, come quella di potere accedere a servizi efficienti, sicuri, affidabili e in grado di favorire lo sviluppo economico.



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