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Le terme: antica tradizione di benessere

La società in cui viviamo richiede sempre di più di avere un aspetto curato, dall’abbigliamento alla persona. Ma un bell’aspetto deriva soprattutto da un buon equilibrio tra mente e corpo. Lo sapevano bene i Romani, che con il detto mens sana in corpore sano riassumevano la necessità di occuparsi del benessere del proprio corpo per avere la mente lucida, pronta a dialogare col mondo e con la propria anima.

Non è un caso dunque, che le terme fossero elemento centrale nella vita sociale e culturale dei Romani. Nate ispirandosi al modello dei ginnasi greci, le Terme dei romani diventarono luoghi di socializzazione, dove dedicarsi sia all’attività fisica che alla cura del proprio corpo. L’ingegneria idraulica ed architettonica dei Romani ha saputo convogliare le preziose acque termali anche in luoghi lontani dalle sorgenti, distribuendo il calore negli ambienti attraverso muri cavi e pavimenti sovrapposti a vespaio, in cui circolava aria calda. Gli antichi centri termali Romani possono essere considerati come precursori degli attuali stabilimenti termali dove le virtù terapeutiche dell’acqua si sposano con trattamenti più generici per il benessere.

Già Ippocrate fu un grande studioso delle acque e le proprietà curative delle acque sulfuree erano note. Anche allora dolori muscolari e articolari, oltre ad alcune patologie della pelle venivano trattati con bagni sulfurei, usi rimasti inalterati nella sostanza (ma non nella forma) anche oggigiorno. L’acqua entrò molto presto a far parte dei costumi culturali dei Romani; i primi stabilimenti termali risalgono al 220 a.C. circa, piccoli e semplici. Con il progredire delle conoscenze idrauliche, durante l’età imperiale, i bagni assunsero via via importanza e calore, fino a dar vita a complessi monumentali come le bellissime terme di Caracalla.

Al suo interno si trovavano addirittura una biblioteca, una sala per incontri e conferenze, palestre, solarium e botteghe di ogni genere. Le terme erano aperte anche alle donne, solitamente in orari diversi da quelli destinati agli uomini, e in alcuni casi erano misti. Esistevano bagni pubblici con prezzi molto contenuti per poter favorire i meno abbienti, e altri stabilimenti privati, più eleganti ed esclusivi. Esempio straordinario di complesso termale sono le terme di Diocleziano, le più belle e grandi di Roma. Aperte nel 306 d.C., si estendevano su una superficie di quasi quattordici ettari!

Terme di Diocleziano

I bagni attraversavano tre stanze che si differenziavano per le temperature dell’acqua, partendo dalla più tiepida fino alla più calda. A queste, succedevano il tepidarium, la stanza più grande e lussuosa delle terme dove ci si massaggiava con olii; il calidarium con stanze più piccole ed infine del laconicum, stanza riscaldata con aria calda e secca, riscaldata con aria secca ad altissima temperatura. Dopo la pulizia del corpo e i massaggi, i Romani riprendevano il bagno facendo una nuotata nella piscina del frigidarium.

I romani si sottoponevano a quella che oggi si potrebbe definire “stimoloterapia aspecifica”, dove la stimolazione cioè deriva solo agli effetti fisici dell’acqua, come il calore, pressione idrostatica e galleggiamento e dallo sfruttamento di ambienti e acque a temperatura diversificata. Alcune funzioni organiche venivano energicamente stimolate con tecniche ancora oggi studiate. Nelle moderne strutture sono cambiati gli spazi, le abitudini, ma è stato mantenuto il ruolo di luoghi di benessere e relax, ma anche veri e propri presidi medici, dove tutto concorre a ristabilire un equilibrio psichico e fisico. Massaggi, idroterapie, terapie inalatorie, ma anche trattamenti estetici contribuiscono al recupero di una cultura antichissima, dove mente e corpo erano pensati per una comune sinergia. Una filosofia dal corso eterno, come l’acqua.



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