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Nutrirsi meglio

Solo fino ad un secolo fa, quando ancora non sapevamo cosa fossero le onde elettromagnetiche, i prodotti surgelati, gli edulcoranti e tutti quei cibi che assumiamo quotidianamente, l’essere umano era infinitamente più consapevole di se stesso, del proprio organismo e dei segnali che quest’ultimo ci invia ogni momento della nostra giornata. Il legame fra le mente e il corpo era molto più sviluppato, e senza dubbio ciò si rifletteva anche nel tipo di alimenti che consumava abitualmente. Insomma, il rapporto tra i cibi che consumava e il suo stato di salute era di stretta dipendenza, proprio come lo è oggi, ma con la grande differenza che le condizioni di salute degli uomini all’epoca erano molto migliori rispetto ad oggi.

Con il passare dei decenni, soprattutto in seguito alla diffusione della seconda rivoluzione industriale, ha avuto inizio l’era moderna, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che essa comportava. Da un lato progresso, civilizzazione, aumento del livello di benessere e delle conoscenze tecnologiche. Dall’altro lato, però, l’essere umano perdeva progressivamente contatto con se stesso, con le proprie radici, con il suolo sopra cui poggiavano i propri piedi. Si dimenticava sempre più l’importanza della natura e dei frutti naturali della terra, a beneficio di prodotti tanto belli da vedere quanto ricchi di fertilizzanti e poveri di sostanze nutritive.

caviale

E dopo decenni, nel ventunesimo secolo, siamo arrivati ad uno stadio che definire critico sarebbe poco. Ormai l’italiano medio (ma il discordo è ovviamente valido anche per il resto del mondo “civilizzato”) si è abituato ad assumere i prodotti “raffinati” delle fabbriche, piuttosto che quelli naturali della terra, con la conseguenza che il tasso di incidenza delle patologie a carico dell’apparato digerente è ormai sempre più elevato. Già, perché una cosa è certa: il nostro organismo non può essersi già abituato a questi alimenti ricchi di conservanti e altre schifezze. Il nostro attuale DNA è il risultato di un processo evolutivo durato millenni, dei quali gli ultimi 60 anni sono soltanto una frazione infinitesimale.

Il nostro corpo ci manda continuamente dei segnali in questo senso, per mezzo di disturbi quali il mal di testa cronico e l’insonnia, fino ad arrivare a problemi più seri quali la gastrite acuta o la colite ulcerosa. Il nostro organismo cerca di dirci che dobbiamo modificare il nostro attuale regime alimentare e recuperare le abitudini salutari del passato. Per farlo, è necessario imparare ad abbinare i cibi nel modo giusto (ad esempio, accoppiando nel modo giusto le proteine ed i carboidrati), evitare i cibi inadatti alla nostra costituzione, smettere di assumere in dosi industriali (è proprio il caso di dirlo) gli zuccheri, i prodotti a base di farina bianca e così via.

Con un minimo di motivazione e di voglia di migliorare drasticamente le proprie condizioni di salute, è possibile cambiare in meglio la proprio vita nel giro di poche settimane, e riprendere finalmente il contatto con se stessi.



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