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Le banche italiane esposte alla crisi

Il Financial Times, prestigioso quotidiano inglese di informazione economico-finanziario, ha pubblicato un articolo in cui si afferma che, dopo il downgrade dell’outlook da parte dell’agenzia di rating Standard and Poors, nel caso di un deperimento ulteriore della crisi del debito italiano, le conseguenze per il nostro paese, e non solo, sarebbero drammatiche.

I numeri pubblicati dall’articolo in questione dimostrano l’enorme esposizione che le banche italiane e straniere hanno verso il debito sovrano italiano.

inflazione

I titoli di stato sono ormai nelle mani delle banche che, in questo modo, hanno cercato di aumentare la loro redditività esponendosi però ad un pericoloso rischio. Un rischio che la crisi mondiale ha senza dubbio acuito.

Le partecipazioni che le varie banche posseggono sui debiti dei paesi maggiormente indebitati, ossia, nell’ordine, la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna e l’Italia, sono concentrate, in misura maggiore, proprio nei confronti del debito italiano.

In pratica, sono le banche internazionali le vere proprietarie del debito italiano. Questo spiega che se il debito italiano dovesse entrare in crisi, l’effetto boomerang si rivolgerebbe nei confronti degli istituti bancari con conseguenze inimmaginabili e in misura ben peggiore rispetto a quanto accaduto per la Grecia.

I dati sono stati ricavati a partire dai risultati degli stress test che si sono svolti pochi mesi orsono.

Un motivo in più per sperare che la situazione si stabilizzi e migliori.

Cosa sono i BOT?

I BOT, o Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli di credito a breve scadenza con una durata che può andare dai 3 ai 12 mesi. Vengono emessi dal Ministero del Tesoro per finanziare il debito pubblico. Gli interessi dei Buoni Ordinari del Tesoro derivano dalla differenza che intercorre tra il prezzo di sottoscrizione e quello di rimborso. Questo significa che l’investitore, al momento della sottoscrizione, andrà a pagare una somma più bassa. Inoltre, scaduti i titoli, andrà ad incassare il capitale investito più la percentuale degli interessi stabilita in sede d’acquisto.

I BOT vengono acquistati dagli investitori tramite gli intermediari autorizzati, i quali a loro volta li comperano all’asta finanziaria, dove viene determinato anche il loro prezzo.

Generalmente sono le banche a partecipare all’asta, acquistando i BOT e rivendendoli ai propri clienti.



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