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Il delicato ruolo degli avvocati del lavoro

Per chi svolge la professione di avvocato del lavoro Roma senza dubbio è una delle piazze più movimentate; la Capitale, infatti, è teatro di numerose fattispecie che rendono questa specializzazione forense particolarmente articolata e complessa. Se i grandi processi penali ottengono spesso le luci della ribalta mediatica, magari con dirette o ricostruzioni in tv, le cause che riguardano il mondo del lavoro, pur svolgendosi solitamente all’ombra dei riflettori, non sono affatto meno intense e laceranti, purtroppo quasi sempre per la parte contrattualmente più debole. Se è vero, infatti, che la capitale detiene lo scettro per numero di cause di lavoro, il fenomeno si estende a macchia di leopardo su tutto il nostro territorio.

avvocato

Cresce difatti il contenzioso tra aziende e dipendenti, così come aumentano i casi e le tipologie degli aspetti di cosiddetta “criticità” del rapporto di lavoro. Al periodo di crisi economica che stiamo vivendo in questo particolare momento storico, conseguono sempre più di frequente tensioni tra lavoratori e datori; molte aziende sono in sofferenza, spesso costrette a ricorrere a procedure di mobilità o a modificare unilateralmente una o più condizioni del contratto di lavoro.

Le casistiche più diffuse che un avvocato del lavoro si trova ad affrontare nel quotidiano riguardano, infatti, sempre più di sovente gli aspetti gestionali del rapporto di lavoro, dall’applicazione di sanzioni disciplinari, ai trasferimenti, i demansionamenti fino ai licenziamenti individuali e collettivi. L’intervento di un giuslavorista è inoltre richiesto in controversie che riguardano il fenomeno del mobbing, i congedi parentali, il recupero dei crediti contributivi e le cause conseguenti ad infortuni sul luogo di lavoro.

Proprio il mobbing è tra la tematiche più attuali ed articolate, un fenomeno che investe indiscriminatamente i lavoratori del settore pubblico e privato. Il termine anglosassone, ormai perfettamente inglobato nel nostro lessico, sta ad identificare tutte quelle condotte vessatorie e di coercizione psichica volte a creare uno stato di malessere nel lavoratore, con lo scopo, il più delle volte, di indurlo a rassegnare dimissioni volontarie. E’ una problematica decisamente delicata da trattare, perché è spesso difficile ricostruire prove concrete degli abusi psicologici subiti, alla luce delle innumerevoli sfumature che il mobbing può assumere.

Gli epiloghi di queste controversie si svolgono, in extrema ratio, di fronte al giudice del lavoro, figura chiamata a dipanare le intricate matasse dei contenziosi e, in linea di principio, incline, in virtù anche del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dal nostro ordinamento, ad una soluzione bonaria tra le parti.

La figura dell’avvocato del lavoro è, pertanto, il punto di riferimento per dipendenti e aziende, dovendosi occupare del rapporto di lavoro nel suo intero ciclo di vita, dalla redazione di contratti e clausole particolari (patti di non concorrenza, di segreto, di confidenzialità), passando per gli aspetti organizzativi (redazione di procedure, policies, istanze) a quelli attuativi di politiche retributive (piani di bonus, piani di stock option), per finire a quelli più dolorosi, di gestione del rapporto, spesso in situazione di contenzioso, senza dimenticare quelli relativi alla riorganizzazione aziendale (trasferimenti d’azienda, due diligence, ristrutturazioni, procedure di mobilità), che insieme alle problematiche del diritto sindacale e della previdenza sociale, hanno riempito i palinsesti televisivi e le prime pagine dei giornali, nell’ultimo scorcio di storia del nostro paese.



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