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Risparmio, debito pubblico e Titoli di Stato

Le prime pagine dei giornali di questi ultimi mesi sono state spesso appannaggio della cronaca dei mercati finanziari con Borse e titoli di stato italiano costantemente sotto pressione. E quindi normale che oggi, ancor più che in passato, il piccolo risparmiatore italiano si rivolga al proprio consulente chiedendo di investire i propri soldi in titoli sicuri.

Occorre però sapere che non esistono forme di investimento sicure al 100%, persino il vecchio materasso dove nascondere i soldi presenta i suoi rischi. Si possono comunque fare distinzioni fra i diversi strumenti finanziari individuando quelli più affidabili.

Tra questi, nonostante tutte le turbolenze di questo periodo, si devono menzionare anzitutto i titoli di stato: Bot, Btp, Cct. Questi rimangono infatti pur sempre una delle migliori scelte per un investitore italiano, a meno che si creda veramente ad un possibile fallimento dello Stato, ma a quel punto sarebbero molti altri i problemi da cui guardarsi.

Visto il periodo però è opportuno ridurre la durata di questi titoli, per esempio non sottoscrivere i Btp di 10 anni. In generale può essere consigliabile non andare oltre i 3 anni.

Per gli investimenti a breve (entro i 12 mesi) si possono valutare i Bot. Una buona alternativa sono anche i conti di deposito che offrono i migliori rendimenti a 12 mesi: Conto Arancio il 4,2% ma anche le altre banche online propongono tassi prossimi al 4.

Da scartare, almeno in questo periodo, i Buoni Ordinari delle Poste in quanto offrono tassi di interesse nettamente inferiori non solo ai conti di deposito ma pure ai Bot.

Titoli di Stato (eventualmente non solo quelli italiani), conti deposito e buoni postali rappresentano gli strumenti di investimento più affidabili per il risparmiatore italiano. L’importante è ricordare che non esistono investimenti sicuri al 100%, quindi può essere opportuno diversificare.

inflazione

Titoli di Stato

Per Titoli di Stato si intendono delle obbligazioni periodiche emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il loro compito è di aiutare lo Stato a ripianare il debito pubblico, proprio fa una società che ha bisogno di denaro e vende le proprie azioni agli investitori.

Chi investe in Titoli di Stato sa di guadagnare poco ma in compenso sa anche che l’investimento è sicuro al 99,99%, in quanto la garanzia di uno Stato (a me no che non si trovi sull’orlo del precipizio) è la più alta di tutte.

I Titoli di Stato attualmente esistenti sono 4:

Buoni ordinari, i cosiddetti BOT, che durano meno di 1 anno e hanno come guadagno la differenza tra il valore di acquisto e quello di vendita.

Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): maturano interessi ogni 6 mesi ma la loro scadenza può finale può essere scelta tra 3, 5, 10 o 15 anni.

Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’Inflazione Europea (BTPEi): durano tra i 5 e i 10 anni e sono protetti da una eventuale inflazione.

Certificati di Credito del Tesoro (CCT): sono Titoli al portatore che scadono al massimo dopo 7 anni, e garantiscono rendimenti ogni 6 mesi.



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