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Treno per Vinitaly

Mi piace scrivere in treno.

Ovviamente la Freccia Argento di Trenitalia ti offre un certo tipo di comodità se vuoi scrivere col netbook, tra cui non ultima la presa elettrica sotto al tavolino, indispensabile corredo per chi non ha batterie proprio al cento per cento.

Mi piace scrivere di soppiatto, mentre origlio le conversazioni dei viaggiatori dirimpettai, solo apparentemente immerso negli affari miei.

E’ una forma di assenza vigile, la scrittura, in fondo.

Il punto è che con l’alta velocità, totem nazionale con cui chiamiamo dei comuni treni ‘veloci’, è troppo rapida per promettere lunghe sedute letterarie.

Giusto il tempo di un post, qualche sbadiglio distratto al panorama che scorre svelto al mio fianco, la solita speranza di non sentirsi tropppo spaesati nella stazione di arrivo.

vinitaly

In questo caso scendo a Verona, verso l’ora di pranzo di questa tiepida primavera.

Meta della gita in treno è il quarantottesimo Salone internazionale del vino e dei distillati, il Vinitaly.

Mi aspettano tre giorni di bacchici incontri e aromatiche degustazioni, in quel di Verona.

E mentre arringo il palato, preparandolo alle pantagrueliche bevute prossime a venire, sono qui che scrivo in treno, dubbioso della connessione che – forse – porterà queste quattro righe verso il web.

A pochi chilometri da Firenze, con le case che ancora circondano i binari, sono pronto a mettere punto e premere ‘Pubblica’ sul pannello del blog.

arena



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