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Quando l’amore è danza: il Romeo e Giulietta di Prokofiev torna al Bolshoi

Tra i balletti più noti e danzati di tutto il mondo c’è l’intramontabile Romeo e Giulietta. Il drammatico intreccio nato dalla penna di Shakespeare è diventato oggi il simbolo dell’amore con la A maiuscola, intenso, impossibile, continuamente messo alla prova dalle circostanze esterne, eppure più forte, persino, della morte. Non è possibile non conoscere i protagonisti del dramma, Romeo e Giulietta, così come non è possibile non pensare immediatamente al balletto di Prokofiev e alla sua interpretazione della vicenda in musica e danza.

romeo and juliet

Il compositore russo nato nel 1891 che fu anche musicista e pianista, ha lasciato una ricca serie di composizioni nell’arco della sua carriera ma il grandioso lavoro di Prokofiev “Romeo e Giulietta” è ritenuto da molti il suo capolavoro. Gli fu commissionato negli anni Trenta del Novecento direttamente dal Balletto Kirov di Leningrado. Prima del 1940 però non fu mai messo in scena: solo allora fu rappresentato prima a Kirov e, in seguito, sei anni dopo al Bolshoi. Si presenta come una composizione estremamente ricca sotto il profilo ritmico e melodico, dove i personaggi sono contraddistinti da una grande freschezza nella caratterizzazione.

Appunto, il ballerino e coreografo Yuri Grigovich si occupò anche della produzione della tragedia per l’Opéra della capitale francese. A Parigi il racconto fu trasposto e interpretato secondo la visione personale e creativa di Grigovich. La novità è che quest’anno il Romeo e Giulietta torna in scena a marzo proprio al Bolshoi, dove è inserito nel cartellone dello storico teatro.

La tragedia d’amore è stata variamente raccontata nel corso della storia, e se andiamo a ritroso nel tempo, addentrandoci nel panorama della letteratura latina, ci renderemo conto che già lo scrittore Ovidio, nelle sue Le Metamorfosi, aveva presentato un racconto molto simile a quello poi strutturato nella sua formula definitiva da Shakespeare. Piramo e Tisbe erano appunto i due giovani amanti che avevano incontrato ostacoli familiari all’interno della loro vicenda sentimentale. Anche qui si creava un fraintendimento legato a una morte apparente che contribuisce a rendere il finale malinconico, tragico, così simile a quello di Romeo e Giulietta.

Se poi volgiamo lo sguardo all’epoca rinascimentale scopriremo che nel Quattrocento fu Masuccio da Salerno a raccontare la storia dei due amanti nella sua formula attuale. L’opera in cui compare questo intreccio è chiamata Novellino. Solo nel Cinquecento però l’opera fu ambientata a Verona e i protagonisti vennero ribattezzati con i loro nomi attuali. Le varie versioni del racconto arrivarono poi in Europa, in Francia e in Inghilterra dove viveva e lavorava Shakespeare sino a influenzarlo per la creazione di Romeo and Juliet.

Appunto, il mondo della danza classica fu piuttosto affascinato dalla storia, com’è semplice intuire. Proprio il grande spirito creativo di Prokofiev riuscì a trasporre tale intreccio d’amore in musica e in un balletto a due atti. Oggi è l’Orchestra del Bolshoi Teatro Accademico di Stato con i solisti e con il corpo di ballo dello stesso Bolshoi a rimetterlo in scena per la stagione 2014/2015 del celebre teatro, con la coreografia di Yuri Grigorovich.



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