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Garantirsi una pensione integrativa con i fondi pensione

Non è mai troppo presto per iniziare a pensare alla pensione. Ora magari siamo giovani e il momento in cui ci ritireremo dal lavoro perché anziani ci sembra lontanissimo ma visti i tempi che corrono di estrema incertezza e precarietà essere previdenti non è mai una cattiva idea. Perché allora non valutare l’idea di una pensione integrativa che potrà aiutarci in caso di difficoltà e darci maggiore sicurezza e tranquillità economica? Informarsi e calcolarne vantaggi e svantaggi è sempre il primo passo per decidere se sia la scelta giusta.

Per garantirsi una pensione integrativa, ovvero una pensione in più rispetto a quella riconosciuta dallo Stato, occorre iscriversi ad un fondo pensione in cui investire i propri risparmi o il proprio Tfr. Il fondo pensione nella forma del Piano individuale pensionistico (Pip) è una polizza assicurativa che consente di ottenere una pensione aggiuntiva in cambio del versamento di denaro proveniente dai propri risparmi o dai propri guadagni. I fondi pensione possono essere negoziali o a fondo aperto ed hanno carattere societario o di gruppo mentre i Piani individuali pensionistici sono appunto a carattere singolo/individuale: questo consente di interrompere e poi riprendere  il versamento dei premi stabiliti senza penalizzazioni o interruzione del contratto.

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Chi può aderire ad un Piano individuale pensionistico? È aperto a dipendenti privati e pubblici che vogliano garantirsi una continuità di reddito rispetto al periodo lavorativo ma anche a liberi professionisti, alle casalinghe e agli studenti che vogliano assicurarsi una tranquillità futura in tempi di grande incertezza.

I contratti stipulati con le varie compagnie assicurative hanno tutti le stesse condizioni ma variano i costi ed il tipo di rendimento. Per scegliere quella giusta si possono consultare rapidamente i vari preventivi disponibili online. Ci sono varie soluzioni personalizzabili, flessibili e vantaggiose dal punto di vista fiscale: tutte infatti consentono la deducibilità dei contributi versati fino a 5.164,54 euro annui ed una tassazione agevolata sui rendimenti ottenuti nel periodo di contribuzione e sulle prestazioni percepite.

Il Fondo pensione aperto prevede, oltre ad una forma individuale, anche una forma di adesione collettiva o aziendale per garantire il futuro pensionistico dei propri dipendenti. Sono possibili varie tipologie di investimento in base al profilo di rischio prescelto che varia da basso a medio-alto ma possono essere anche combinate tra loro e comunque modificabili in genere dopo un anno dalla sottoscrizione. È consigliabile effettuare la scelta in base al numero di anni mancanti per la pensione: meglio mantenersi con un rischio prudente se si è vicini all’età della pensione mentre se si è giovani ci si può assumere un rischio maggiore. Nel caso di una scelta così importante farsi consigliare da un esperto è comunque la soluzione migliore. Voi avete pensato alla vostra pensione integrativa?



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