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L’incognita dei tassi: quale tipo di mutuo conviene scegliere nel 2017?

Tra le tante incognite che possono affliggere l’italiano alle prese con l’acquisto di un immobile quella della scelta del mutuo non è certamente una delle meno trascurabile, soprattutto se si considera che si tratta di un debito che si trascina per un periodo che va tra i 15 e i 30 anni di vita di chi lo sottoscrive.

Le manovre estive della Banca Centrale Europee hanno rimesso in moto il mercato dei mutui immobiliari in tutta Europa, costringendo gli operatori finanziari a sbloccare una fetta della propria liquidità per investirla concretamente nell’economia reale.

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Il taglio dei tassi d’interesse interbancari deciso da Draghi quest’estate ha riaperto un meccanismo di finanziamento che negli ultimi anni aveva sofferto più di altri della crisi economica, lasciando moltissime famiglie senza le possibilità materiali di poter accedere all’acquisto di un’abitazione di proprietà.

Adesso che il mercato dei mutui è direttamente stimolato dalla politica economica europea il consumatore si troverà ben presto circondato da diverse offerte in ambito commerciale, e c’è da credere che molte famiglie approfitteranno dei nuovi mutui e dell’attuale basso costo del metro quadro per coronare il sogno di comprare la fatidica ‘prima casa’.

Quale mutuo scegliere, quindi?

Attualmente i mutui a tasso variabile offrono ovviamente il costo minore in assoluto, godendo dei bassissimi valori dell’indice Euribor e di un meccanismo di regolazione periodica del tasso che li vede, oggi come oggi, decisamente economici per chi li sottoscrive.

Ma in questo caso l’incognita riguarda il futuro, perchè l’attuale politica espansiva di Draghi, mirante a contrastare la deflazione, potrebbe prima o poi volgere di segno.

In tal caso il taso variabile potrebbe portare a delle rate più salate nel futuro di medio e [soprattutto] lungo termine.

In un momento come questo anche i mutui a tasso fisso possono senz’altro essere considerati appetibili per i consumatori.

Il tasso è al minimo storico, essendosi adeguato al taglio generalizzato del costo del credito determinato dalla Bce.

Ma proprio per le caratteristiche contrattuali del mutuo a tasso fisso, il consumatore in questo caso potrà contare sulla certezza dei costi del proprio finanziamento.

Ma al di là di ogni plausibile previsione macroeconomica, c’è da dire che attualmente il mutuo a tasso fisso non è senz’altro il tipo di mutuo più convenente in assoluto tra quelli disponibili sul mercato.

Allora qual’è il miglior mutuo per quelli che volessero accendere un finanziamento proprio ora, tra l’inverno del 2014 e i primi mesi del 2015?

La risposta è che probabilmente si dovrebbe dare una possibilità ad un terzo tipo di mutuo, almeno in riferimento alla determinazione del tasso d’interesse.

Sto parlando del cosiddetto mutuo a tasso misto.

Potrebbe infatti essere conveniente accendere oggi un mutuo del genere optando in prima istanza per la rata legata al tasso di tipo variabile, per sfruttare l’attuale congiuntura estremamente favorevole e pagare per il momento una rata molto bassa rispetto alle altre forme di finanziamento.

Fra cinque anni sarà possibile convertire la propria rata agganciandola invece al tasso fisso, che in uno scenario futuro di probabile ripresa dell’inflazione potrebbe al contrario garantire una rata più contenuta rispetto a quella agganciata ai tassi variabili.



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