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I mosaici di Fernanda Tollemeto

Fernanda Tollemeto è una celebre mosaicista contemporanea, che ha scritto un nuovo capitolo nella storia dell’arte musiva: andiamo a scoprire questa geniale artista e le innovazioni che ha apportato, indagando la sua produzione artistica e lasciamoci trasportare dalla poesia della sua arte.

Era molto giovane Fernanda quando si è imbattuta per la prima volta nell’arte musiva, era il 1959 ed ha avuto la fortuna di beneficiare degli insegnamenti di Gino Severini, illustre artista italiano d’avanguadia del ‘900. La Tollemeto sin da subito ha cominciato a rivoluzionare il consueto modo di fare mosaico: apportare cambiamenti non è stato semplice, visto che sono andati a sovvertire una tradizione secolare e la mosaicista si è dovuta confrontare con un passato musivo illustre e schiacciante, difficile da uguagliare e da superare. Fernanda ha riassunto in sé i tre principali cambiamenti che hanno sconvolto il campo dell’arte musiva nel ‘900.
Innanzitutto progetta e realizza praticamente i suoi mosaici, pertanto ha riunito in una sola persona due ruoli che da sempre sono stati distinti ( e tutt’ora a volte lo sono ancora!), quello del pictor imaginarius, che inventa l’idea e stabilisce i colori, e quello del musivarius, cioè dell’artigiano che manualmente produce il mosaico. Bisogna considerare che in passato il mosaicista era considerato solo un protagonista subalterno e i mosaici prendevano il nome dei pittori famosi che li progettavano. Fernanda invece è artista e mosaicista allo stesso tempo e realizza opere originali e uniche senza mai copiare o imitare.

La seconda grande rivoluzione che ha interpretato è il passaggio dalla rappresentazione figurativa all’astrazione: in sintonia con le ricerche d’avanguardia del 900, Fernanda ha deciso di esprimersi attraverso forme astratte, ma non per questo le sue immagini sono meno chiare o comunicative, anzi da esse sembra emergere una vibrazione calda e profonda che penetra dritta nel cuore dello spettatore.
La terza rivoluzione è  la liberazione dalla tessera. Anche in questo caso la Tollemeto ha avuto dei precursori, infatti già dai primi anni del ‘900 circolavano fermenti innovativi e anticipatori come Gaudì apportavano i primi cambiamenti. Fernanda li ha ereditati e portati alle estreme conseguenze: ella non ha abbandonato del tutto la tessera, ma l’ha usata con parsimonia e l’ha stravolta perché non ha più contorni regolari; inoltre ad essa ha accompagnato l’uso di molti altri materiali che fino ad ora non erano mai stati adoperati nel mondo del mosaico. Grossi frammenti di vetro aggettanti, trucioli e schegge di metalli, polveri di marmo e sabbie di ogni colore e granulometria, lastre e lamine di metallo estese per ampie superfici, brandelli di stoffa, plastiche e congegni elettrici e termici per dar vita all’opera con luce movimento e calore. Anche la malta partecipa a dar vita all’opera e rimane a vista come gli altri materiali, dotata anch’essa di un ruolo estetico e non più esclusivamente funzionale. Infine la Tollemeto applica spesso dei fori sul supporto dei suoi mosaici nei quali poi incastona blocchi di vetro attraverso cui filtra la luce creando giochi di trasparenze molto suggestive. Certo, noi siamo abituati ai celebri buchi sulle tele di Lucio Fontana, ma dobbiamo riconoscere che nel campo dell’arte musiva lo sfondamento del supporto non era mai avvenuto.

Quali sono gli esiti di tutte queste innovazioni che abbiamo indagato? Mosaici unici e originali, di grandi dimensioni, scintillanti in giochi di luci e trasparenze, con forme molto aggettanti che lasciano trapelare il debole dell’ artista (che proviene da un passato di scultrice) per la tridimensionalità; opere la cui materia e le forme astratte sono intrise di profondi contenuti e dai cui emergono la gioia, il dolore, e la speranza che Fernanda prova di fronte all’esistenza. I materiali che utilizza infatti, dopo essere stati da lei assemblati, sembrano tornare a noi rinnovati di una misteriosa alchimia e non parlano più di materia, ma di trascendenza. Così attraverso le sue opere la mosaicista ci racconta la sua visione dell’universo rappresentando galassie e buchi neri con atmosfere astrali ed esplosive; in altri mosaici scruta l’inconscio umano penetrando negli abissi dell’anima e realizzando sublimi ritratti spirituali; ha poi ritratto la natura e i suggestivi paesaggi spirituali sono la testimonianza di un’artista che ha la capacità di osservare ogni giorno con occhio nuovo il mondo e la quotidianità che la circonda; ella ha anche raccontato la storia, la politica e la società attuale gridando con rabbia e violenza il suo credo ideologico; nelle chiese ha dato voce a temi religiosi esprimendo la gloria divina; nelle ricerche più recenti infine, sperimentando luci e trasparenze,  ha indagato le possibilità applicative dell’arte musiva all’architettura.

La Tollemeto in più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre quattrocento opere che hanno fatto il giro del mondo con mostre itineranti e con acquisizioni: ha esposto non solo in Europa, ma anche in America, in Russia, in Africa, in Giappone, in Australia e i suoi mosaici sono conservati in collezioni pubbliche e private, italiane e straniere. Fernanda ha fatto parlare di sé in numerosi congressi e riviste e nel 1983 ha fondato l’Associazione Culturale Arte-Scienza-Spettacolo “Mosaico Oggi” allo scopo di promuovere il mosaico e questo progetto a lei molto caro è attualmente ancora attivo. Ella è stata ed è tutt’ora un’artista energica ed autentica, che non ha avuto paura di interpretare la sua epoca e ha avuto il coraggio di rinnovare l’arte musiva; ha predicato per una vita la necessità interiore di vivere lasciando una traccia e ci ha regalato un messaggio indimenticabile di luce e colore.

tollemeto



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