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La Poetica Fotografica di Giuseppe Cavalli

“…la fotografia non si limita a funzioni prettamente documentarie, ma può essere un linguaggio di forte potenza espressiva nel campo del sentimento, e quindi della poesia…” così si esprimeva lo stesso Giuseppe Cavalli, affrancando la fotografia dalla sua funzione documentaria. Figlio di avvocato e avvocato egi stesso, le opere di Cavalli vivono l’affinità con il mondo della pittura (dalla metafisica, al surrealismo, all’astrattismo) a lui noto anche attraverso l’esperienza dei fratelli-pittori Emanuele e Pasquale.

Giuseppe-Cavalli

Ma a differenza di un ritrattista che crea i soggetti dei suoi quadri, Cavalli parla attraverso i soggetti che ha di fronte, “cogliendo l’attimo” se l’immagine è significativa, oppure aspettando a lungo per raggiungere l’intensità di luce voluta o la composizione desiderata. Eccezionali…i suoi particolari, che spingono l’osservatore ad immaginare, a risalire al tutto. Levare il sur plus di significato, smaterializzare una persona, un oggetto per arrivare all’essenza delle cose, ai sentimenti espressi attraverso uno scatto fotografico, che tanta affinità hanno con la poesia di Quasimodo. E poi la luminosità dei toni tendenti al bianco, per immaginare un viaggio verso la luce!



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