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Le sculture del Museo Barracco

Finalmente la collezione donata da Giovanni Barracco al Comune di Roma, è nuovamente visibile per la gioia, se così possiamo dire, di quest’uomo che ha dedicato tutta la vita a collezionare il “bello”.

Nato nel 1829 ad Isola di Capo Rizzuto (Crotone), da nobile famiglia, fece parte di quella gioventù napoletana che combatté per la libertà del popolo, tanto che nel 1860 la sua famiglia contribuì alla spese per finanziare i garibaldini durante la liberazione dell’Italia del sud. Nel 1870 fu nominato senatore del Regno d’Italia e venne a Roma, dove la sua passione per l’archeologia lo portò a divenire collezionista, acquistando i capolavori sul mercato antiquario o recuperandoli dai grandi scavi archeologici effettuati dal 1870 al 1903 per l’edificazione di Roma Capitale.
Non avendo eredi diretti, nel 1904, decise di donare la sua prestigiosa raccolta di sculture antiche, i 380 esemplari che compongono la collezione, al Comune di Roma.

Capolavori egizi, assiri, ciprioti, fenici, etruschi, greci e romani, ospitati dal Museo Barracco, ritornano visibili ad un pubblico più vasto grazie alla realizzazione al piano terra di un’idonea area di accoglienza per pubblico con difficoltà motorie.
Sarà così possibile conoscere la Collezione Barracco grazie ad una postazione informatica che consentirà la visita virtuale al Museo ammirando alcune opere della collezione. Si potrà accedere alla Biblioteca Barracco che raccoglie alcuni capisaldi dell’archeologia ottocentesca e rare edizioni di classici del Seicento e del Settecento, e alla Biblioteca Pollak con la sua collezione di circa 2.500 volumi appartenuti a Ludwig Pollak, archeologo, collezionista e mercante d’arte. Inoltre, il pubblico non vedente potrà “visitare” il museo attraverso una planimetria in Braille ed una guida del Museo in Braille disponibile per consultazione in italiano ed in inglese.

Prima di essere trasferita nell’attuale sede, nella palazzina denominata Farnesina ai Baullari, la preziosa raccolta di sculture fu ospitata dal 1904 al 1938 presso il Museo di Scultura Antica progettato da Gaetano Koch in Corso Vittorio Emanuele, in un’area di fronte S. Giovanni dei Fiorentini. Per consentire una visione ottimale delle opere, l’edificio fu dotato di ampie vetrate e di basi girevoli per le sculture. Lo stesso Barracco seguì il Museo per circa dieci anni e ne arricchì la collezione con la collaborazione di Ludwig Pollak, il direttore del Museo. L’edificio fu demolito nel 1938 per esigenze del piano regolatore a causa del completamento di Corso Vittorio. La collezione fu, quindi, trasferita temporaneamente presso l’Osteria dell’Orso e poi nei Magazzini dei Musei Capitolini, dove rimase chiusa ed imballata in casse durante la Seconda Guerra Mondiale fino al 1948, anno in cui fu allestita nuovamente nella sede di Corso Vittorio Emanuele II.
Un altro gioiello della città di Roma che si va ad aggiungere agli altri e che la rende incomparabile.

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