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Est! Est!! Est!!!

Nel 1113 il barone tedesco Giovanni Defuk bevve tanto di quel vino che il suo servitore aveva segnalato come est est est, che ne morì, ma ogni anno sulla sua tomba doveva essere versato un barile di quell’est che tanto aveva apprezzato in vita.

Montefiascone, importante centro agricolo, da sempre famoso per i suoi vini, si è sempre dissetato di quella poca acqua che l’altezza gli concedeva, ed il lago l’ ha dovuto sempre guardare dall’alto, in basso, pescatori, agricoltori, pastori e lavandaie che largheggiavano con l’acqua di quel lago, che costituisce la cornice panoramica della vita degli abitanti di Montefiascone. Dunque perché scegliere la cresta del vasto cratere vulcanico per abitare, invece delle comode rive come gli abitanti di Capodimonte o Marta? Forse la spiegazione è nel nome stesso: Mons Faliscorum, il monte che per la ricca vegetazione offrì asilo ai Falisci, scacciati da Faleri dai Romani, ma ancor prima, probabilmente, vi era ubicato il Fanum Voltumnae, il santuario dove si radunava la confederazione delle dodici città etrusche. Posizione strategica da conquistare e per la quale lottare, ai tempi della lotta tra impero e papato, tra il grande antagonista della Chiesa di Roma: Federico II e i papi, e per renderla inespugnabile nel 1262 il pontefice Urbano IV fece edificare la Rocca, dalla quale si domina il lago. Ma nonostante i tanti tentativi di conquista la città rimase nei secoli sempre fedele al Patrimonio di San Pietro, e a testimonianza rimane la grande cupola del Duomo che domina con la sua possanza l’intero paese. Tuttavia la chiesa più conosciuta è forse San Flaviano, per il fatto di conservare la tomba del barone tedesco Giovanni Defuk. Qui leggenda e storia s’intrecciano.

Si narra che nel 1111 il barone Giovanni Defuk fosse al seguito dell’imperatore Enrico V, ed essendo appassionato degustatore di vini prelibati mandava il servo in perlustrazione, avanti a lui, con l’incarico di scovare le località dove si beveva del buon vino e di indicarle con la parola Est (è, c’è). A Montefiascone il servitore trovò che il Moscatello locale fosse così squisito da contrassegnare il luogo ripetendo tre volte il segnale: est, est, est. Sopraggiunto in paese il barone condivise talmente la scelta del servitore da fermarsi a Montefiascone e tanto ne bevve che ne morì, nel 1113, lasciando i suoi beni al Municipio con la precisa clausola che ogni anno sulla sua tomba doveva essere versato un barile di quel vino che tanto aveva apprezzato in vita! In effetti a San Flaviano c’è una tomba a lui dedicata forse dal servitore, con su scritto: “Est Est Est pr(opter) nim(ium) est hic Jo(annes) De Fuk do(minus) meus mortuus est” cioè : per il troppo Est qui Giovanni Defuk mio signore morì.

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