I libri più famosi pubblicati con il self publishing
Il self publishing è una modalità di pubblicazione che rappresenta un’opportunità per tutti coloro che vogliono raccontare una storia senza passare da un editore tradizionale e che negli ultimi anni ha preso campo grazie alle potenzialità della rete e alla sempre più facile comunicazione veicolata dai nuovi media.
Benché vada ricordato che le autopubblicazioni non sono una modalità tipica della nostra era e che moltissimi grandi autori del passato (e tra questi D’Annunzio, Charles Dickens, Ernest Hemingway, James Joyce, Stephen King, Italo Svevo, Anais Nin, Walt Whitman, Virginia Wolf, Mark Twain, Lev Tolstoj, Ezra Pound, Edgard Allan Poe e anche Lewis Carroll con la sua “Alice”) hanno pubblicato senza il tramite di un editore, il mercato del self publishing è oggi in grande espansione e non passa inosservato all’editoria tradizionale. Negli ultimi anni, infatti, anche grandi editori italiani hanno abbondantemente attinto da siti e piattaforme specializzate per cercare nuovi autori o ripubblicare testi che avevano già ottenuto un buon seguito sul web.
Non sono infatti rari i casi di autori che dal self publishing passano all’editoria tradizionale, alcuni vincitori di concorsi letterari anche importanti, e che diventano anche casi editoriali di successo.
È questo ciò che è accaduto ad alcuni giovani o meno giovani scrittori, come per esempio Kora Smooth e Ghoost, che dopo milioni di lettori in rete, hanno inaugurato una collana apposita lanciata da Mondadori qualche anno fa.
Allo stesso modo si sono affacciati al mercato dell’editoria cartacea autori italiani ormai di successo, quali Roberto Emmanuelli (per molto tempo in cima alle classifiche di Amazon con l’autopubblicazione “Davanti agli occhi”, che poi ha avuto un ottimo successo con i suoi successivi romanzi, editi da Rizzoli e DeA Planeta Libri); Sara Dardikh (a partire da “Baci nell’ombra”), Francesco Grandis (che ha ottenuto un buon successo con “Sulla strada giusta”, pubblicato poi da Rizzoli); Sara Tessa (a partire da “L’uragano di un batter d’ali”, pubblicato poi da Newton Compton); Lucrezia Scali (notata da Newton Compton dopo l’autopubblicazione di “Te lo dico sottovoce”); Anna Premoli (che nel 2013 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo “Ti prego lasciati odiare”, inizialmente pubblicato in rete e poi da Newton Compton); Martin Rua (che ha all’attivo molte pubblicazioni, a partire dal suo self “Le nove chiavi dell’antiquariato”, primo della sua “Parthenope Trilogy”).
Per non parlare del caso eclatante della scrittrice britannica E. L. James, autrice del romanzo erotico best seller “Cinquanta sfumature di grigio”, seguito da “Cinquanta sfumature di nero” e “Cinquanta sfumature di rosso”, saga di larghissimo successo, nata come fanfiction pubblicata in rete con lo pseudonimo di Snowqueen Icedragon con il titolo “Master of the Universe”.
Il fenomeno del self publishing è quindi un’importante risorsa, un modo anche per i grandi editori di sondare nuove idee e trovare nuovi autori da poter lanciare.
Esempio di grande successo nel self publishing l’autore americano John Locke, il primo a superare il milione di copie in autopubblicazione, che ha attirato l’attenzione dell’editoria tradizionale a seguito della sua seguitissima serie di romanzi sull’ispettore “Donovan Credd”, così come Hugh Howey, con la trilogia del Silo, aperto dal volume “Wool”, passato dalle short novel pubblicate con Amazon alla grande editoria di successo e anche al cinema, interessando registi come Ridley Scott.
Stessa cosa per i romanzi della trilogia inaugurata da “Metro 2033” dell’autore russo Dmitry Glukhovsky, diventato ormai un caso editoriale, e anche per Amanda Hocking, che dopo la pubblicazione in self publishing del primo episodio della sua trilogia “Switched”, ha rappresentato il più grande caso di self publishing mondiale con oltre due milioni di e-book venduti.
Se è vero che il self publishing è in molti casi visto dagli esordienti come un trampolino di lancio per farsi notare da medi e anche grandi editori tradizionali (è il caso per esempio di Elisa S. Amore, seguita moltissimo sul web per il primo libro della sua pentalogia, uscito poi con il titolo “La carezza del destino – Touched” per le edizioni Nord), a volte è anche approdo per autori già affermati che vedono in questa modalità di pubblicazione molti vantaggi e che la utilizzano anche se hanno già alle spalle edizioni con grosse case editrici.
È questo per esempio il caso di Roberto Vacca, professore e divulgatore scientifico anche per la Rai, che dopo aver pubblicato con editori quali Fabbri, Mondadori, Rizzoli, Bompiani, ha deciso di ripubblicare e vendere alcune sue opere sul web.
Per la serie “anche i self publisher possono diventare famosi”, ecco un altro paio di autori italiani che hanno ottenuto un ottimo successo in rete che vogliamo segnalare: Adam Thomson, originario di Modica, con il libro “Delitti vaticani”, pubblicato su Amazon e che è stato l’autore più letto durante il primo lockdown, e, per la letteratura per l’infanzia, Simon Sword, pseudonimo di Simone Spada, originario di Milano, che ha venduto decine di migliaia di copie digitali delle sue fiabe “Il mio amico Alfred” e “La città degli aquiloni”.
