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2 Comments

  1. sandro c, altrove
    8 Giugno 2011 @ 16:44

    Se non sbaglio anarchia significa negazione del potere, non negazione delle maggioranze o minoranze o altro.
    Non si tratta di forme di comportamento o di non fare leggi.
    Per quanto abbia capito, non nega il progresso, quello vero che migliora la qualità della vita, nega che vi sia qualcuno che abbia il potere di decidere e di fare in modo di assoggettare il potere ad esso.
    Ma esistono altri modi di impostare il progresso.
    Se così possa essere, mi spiegherò meglio appena avrò più tempo.

  2. sandro c, altrove
    9 Giugno 2011 @ 16:23

    Provo a spiegarmi meglio.
    Partendo dal presupposto che anarchia non è caos ma l’esatto contrario, dobbiamo iniziare a riflettere se, e come, sia possibile impostare un sistema di sviluppo civile che riesca a evitare che vi siano persone, o meglio, gruppi di persone che abbiano o si arroghino il potere di prendere decisioni in modo soggettivo o parziale.
    Quello che si dovrebbe evitare è che vi sia la possibilità ,per chi gestisce il sistema sociale, di poter imporre leggi o norme che possano privilegiare una parte invece di un’altra.
    E’ fuor di dubbio che vi debbano essere delle norme, delle direttive; sociali, civiche, economiche, sanitarie, di sviluppo ecc ecc, a cui si debba far riferimento, senza le quali il sistema sarebbe davvero un caos dove vige la legge del più forte, all’incirca quello che succede ora.
    Una soluzione possibile, anche se improbabile, è quella che vi sia una specie di costituzione, o come diavolo la si voglia chiamare, che regolamenti tali aspetti nei punti fondamentali in modo che; chi, a turno, gestisca ciò che è di tutti, non abbia la possibilità di fare a “modo suo”, o meglio, il modo nel quale gruppi di potere cercano di imporre e, conseguentemente, impongono con la forza.
    Certamente tale condizione richiede una forte coscienza comune, che al momento, considerando l’attuale ambito, è utopia.
    Non sarebbe, invece, utopico, se in un determinato territorio vi fosse una maggioranza consapevole dei bisogni di tale sistema, reale, di uguaglianza dei diritti ma anche dei doveri.
    In questo caso la maggioranza non sarebbe dannosa.
    Sarebbe possibile solo in tal caso.

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