Condizionamenti esterni e rapporti di forza: la psicoterapia di coppia
Tutti noi siamo, consapevolmente o incosciamente, condizionati dal mondo esterno. Attraverso le esperienze e le relazioni, ci viene dato un mondo da scoprire, ma anche da interpretare secondo canoni più o meno rigidi.
Il condizionamento si manifesta soprattutto negli occhi degli altri, che, attraverso frasi o comportamenti più o meno sottili, riescono a colpire nel segno, facendo crollare anche la coppia più stabile.
Quali sono i condizionamenti più frequenti?
I condizionamenti possono essere i più disparati: ci si basa sul concetto sbagliato di “livello”, definendo così la classe sociale di appartenenza. Questa definizione non è sempre valida. Anzi.
In un periodo in cui si perde facilmente il posto di lavoro, parlare di classi sociali più o meno definite secondo schemi visti su riviste patinate non è il massimo. Soprattutto se si fa riferimento ai test di coppia.
Si tratta di test che, anche se curati da esperti, non possono essere definiti “validi” per due motivi:
1) Sono uguali per tutti. Senza tener conto della situazione che vive una coppia, il test è identico in ogni copia della rivista. La soluzione risulta quindi sfalsata: usate i test come modo per mettervi in gioco, magari per divertirvi un po’.
2) Si basano su fattori generici. Il fatto che per una volta non riusciate a vedervi, non significa che la coppia stia fallendo… Sono cose che capitano tutti i giorni a causa degli impegni.
Quando è importante rivolgersi a un esperto esterno?
Un esperto è necessario quando ci sono dei problemi all’interno della coppia e quando il condizionamento è tale da creare difficoltà. La coppia non si accorge del condizionamento, perché si preferisce dare la colpa all’oggetto della diceria.
In una sorta di vortice in cui ognuno incolpa l’altro, solo un terapeuta esperto nelle relazioni di coppia può appianare i contrasti e far capire a entrambi che il problema è stato causato dall’esterno.
Sia chiaro: lo psicoterapeuta non è certo un “Cupido miracoloso”, capace di risolvere ogni problema esistente, ma se l’idea è quella di trovare una soluzione e di rendere più serena la vita di tutti i giorni, sicuramente è un’ottima soluzione, anche solo per un consulto.
Nella vita i condizionamenti sono, lo ripetiamo, ovunque: fare finta che non esistano è deleterio, così come subire passivamente le angherie di amici e parenti che non hanno niente di meglio da fare.
Allora perché non tutelarsi, magari scoprendosi più uniti e più vicini di prima?
I rapporti di forza tra lui e lei
In una relazione, non si instaura mai un rapporto paritario. Più questo rapporto diventa importante, più i ruoli si definiscono. Quando questi ruoli vengono disattesi, la coppia scoppia, c’è poco da fare.
Tutto dipende dal carattere delle persone: il modo di dire “Gli opposti si attraggono” non sempre funziona. Una persona troppo remissiva accanto a una persona troppo forte genera uno scompenso di equilibri, che a lungo andare può portare a una rottura definitiva.
In più, a complicare le cose ci pensano i ruoli che la società o le convinzioni impongono. Un esempio di rottura in una coppia può essere il fatto che una donna lavori e anteponga il lavoro alla famiglia.
Rinunciare al lavoro è una scelta sbagliata: parlarne con calma all’interno della coppia può essere un’ottima idea, magari con un consulente esperto che appiani i contrasti con un occhio esterno.
Quali sono gli elementi che devono destare preoccupazione?
In pubblico non deve essere una persona a parlare, ma ognuno deve parlare per sé, anche se si parla dello stesso argomento e la coppia è abbastanza unita.
Un altro elemento che deve preoccupare è il fatto che un elemento della coppia non sia in grado di decidere da sé per questioni che riguardano la coppia, per non prendersi la responsabilità con il coniuge/partner.
Naturalmente, non è detto che sia una cosa grave. Tacere questi aspetti ha già portato però, a casi molto gravi, soprattutto contro le donne. La mentalità chiusa e il completo asservimento della donna nei confronti del suo uomo genera anche l’impossibilità di uscire da quella situazione (può accadere anche il contrario, sebbene il fenomeno sia meno diffuso).
In una situazione di stallo del genere, con l’assenza del denaro sufficiente per ricostruirsi una vita, tanti sopportano in silenzio. Non è detto che sia necessario separarsi, oppure arrivare alla violenza per essere costretti a trovare una via di uscita.
In certi contesti, prevenire è meglio che curare: un confronto può essere chiarificatore ed evitare il solo nascere di queste difficoltà, che sono acuite anche dalla crisi economica e da un welfare non sempre sostenibile.
Come evitare queste situazioni sul nascere?
Per evitare queste situazioni, è importante la fase di conoscenza. Se già dall’inizio vi trovate di fronte a persone troppo possessive o troppo remissive, è importante tenere gli occhi bene aperti.
In un rapporto di forze, creare un equilibrio deve essere uno sforzo di entrambi, non di una parte sola. Non è un’operazione facile e chiedere una mano non è una vergogna.
