Cronologia dell’Anti-Berlusconismo
Movimenti, lavoratori e società civile contro il berlusconismo
di Fabio Papalia
Una cronologia rapida, incompleta ed estremamente parziale delle lotte di resistenza al regime berlusconiano.
- Il primo governo Berlusconi
- Gli anni del centro-sinistra
- No-Global e Girotondi
- Il ritorno di Prodi
- Il movimento studentesco dell’Onda
- Le occupazioni dei tetti e il Popolo Viola
Il primo governo Berlusconi
27 marzo 1994
Le prime elezioni politiche dopo il crollo della prima repubblica vedono il successo di una coalizione di centro-destra, il cui perno trainante è il neonato partito Forza Italia, alleato con la Lega Nord (al nord, sotto le insegne del Polo delle Libertà) e con Alleanza Nazionale (al centro e al sud, con il Polo del Buon Governo). Leader indiscusso della coalizione è l’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, ‘sceso in campo’ solo il 26 gennaio del 1994 con un messaggio televisivo registrato. Il 10 maggio seguente Berlusconi vara il suo primo governo, che nella storia dell’Italia repubblicana è il primo che include la presenza di esponenti dell’ex Movimento Sociale Italiano. Attivo nell’edilizia e nell’editoria, Berlusconi è padrone di tre reti televisive nazionali. Nei mesi che precedono le elezioni molti attori del gruppo esprimono il loro sostegno politico a favore dell’editore, sfruttando trasmissioni e spot che vanno in onda sulle reti commerciali dello stesso Berlusconi.
25 aprile 1994
Il quotidiano Il Manifesto rilancia la partecipazione alla celebrazione nazionale della Liberazione organizzata a Milano. Oltre centomila cittadini sfilano intasando il centro della città, sotto una pioggia incessante. Il comizio finale vede una piazza Duomo gremita di bandiere della sinistra e di simboli dell’antifascismo, mentre ancora decine di migliaia di partecipanti non riuscivano a raggiungere la piazza, completamente congestionata dall’afflusso di manifestanti arrivati da tutto il paese. Ad un mese dal successo elettorale della destra di Berlusconi si tiene una delle più partecipate manifestazioni per la celebrazione del 25 aprile nella storia dell’Italia recente.
13 luglio 1994
Il governo vara il decreto Biondi, che abolisce la custodia cautelare limitandola ai casi di omicidio e ai reati associativi (mafia, terrorismo). Il provvedimento, ribattezzato poi ‘decreto salva-ladri’, aprirebbe le porte del carcere per molti degli imputati delle inchieste di Tangentopoli.
14 luglio 1994
I principali magistrati del pool milanese che ha animato la stagione di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, chiedono l’assegnazione ad altro incarico nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Procura della Repubblica di Milano. Il marciapiede su cui si affaccia l’ingresso principale del Palazzo di Giustizia ospita la manifestazione spontanea di un gruppo di cittadini, che protestano in solidarietà con i magistrati e contro il decreto presentato dal ministro della Giustizia in carica, Alfredo Biondi. Nelle 24 ore seguenti migliaia di fax invadono le redazioni dei principali quotidiani: è il popolo dei fax che si era già mobilitato durante Tangentopoli, sostenendo le inchieste di Milano.
21 luglio 1994
Sull’onda delle polemiche la Camera nega i “presupposti di necessità e urgenza” del decreto Biondi, invalidandone di fatto l’applicazione.
28 luglio 1994
Paolo Berlusconi, fratello minore e socio d’affari del presidente del Consiglio in carica, viene tratto in custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione della Guardia di Finanza da parte del gruppo Fininvest. Nelle seguenti settimane viene interrogato dal sostituto procuratore Di Pietro.
14 ottobre 1994
Le confederazioni sindacali proclamano uno sciopero generale e portano in piazza oltre 3 milioni di persone, in 90 manifestazioni nelle principali città della penisola. Record di presenze a Milano, Torino e Roma. L’agitazione contesta la finanziaria del governo, che prevede un consistente taglio alle spese per le pensioni. E’ il più grande sciopero degli ultimi vent’anni, in termini di partecipazione effettiva; eppure Berlusconi minimizza la giornata di lotta con alcune affermazioni rilasciate ai giornalisti, che lo intervistano nel corso di una visita ufficiale a Mosca: “Lo sciopero? Ho altro a cui pensare. […] Né uno né dieci scioperi generali possono cambiare la Finanziaria. […] I giornali parlano di tre milioni? Significa che allora venti milioni se ne sono stati a casa!”.
4 novembre 1994
Berlusconi rompe il tavolo di trattative tra governo e sindacati sul nodo della riforma del sistema pensionistico. Ripartono le agitazioni sindacali, viene programmata una manifestazione nazionale contro la finanziaria e contro il governo Berlusconi.
12 novembre 1994
Manifestazione nazionale indetta dai sindacati a Roma contro i tagli alle pensioni e in difesa dei diritti dei lavoratori. Più di un milione di persone riempie le piazze della capitale per protestare contro la manovra finanziaria del governo. È la più grande manifestazione sindacale di piazza nella storia dell’Italia repubblicana.
22 novembre 1994
Mentre presiede la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata Berlusconi si vede recapitare un invito a comparire dinanzi alla Procura di Milano, nell’ambito delle indagini sul suo gruppo. Il 13 dicembre viene interrogato per alcune ore dai magistrati del pool, che pongono domande sulla presunta corruzione della Guardia di Finanza da parte dell’azienda del premier.
1 dicembre 1994
Viene siglato un patto tra governo e sindacati. Il primo stralcia i provvedimenti sulle pensioni dalla manovra finanziaria per il 1995, in via di approvazione entro la fine del mese. I secondi rinunciano allo sciopero generale annunciato per l’indomani, il 2 dicembre.
6 dicembre 1994
Il sostituto procuratore di Milano Antonio Di Pietro si dimette dalla magistratura, sfilandosi la toga in aula alla fine dell’ultima requisitoria per il processo Enimont. Tra le motivazioni prevale la protesta contro la campagna di delegittimazione avviata nei confronti del pool di Milano, attraverso denunce e ispezioni ministeriali. Il popolo dei fax risponde inondando nuovamente le redazioni dei quotidiani, mentre alcuni cittadini manifestano a Roma (di fronte a Palazzo Chigi, dove vengono anche tirate delle monetine all’insegna di alcuni politici) e a Milano (gruppi di manifestanti si radunano spontaneamente sotto l’edificio della Procura della Repubblica).
22 dicembre 1994
Il governo Berlusconi I ha perso la maggioranza alla Camera perché il leader della Lega Umberto Bossi ha deciso di revocare l’appoggio all’esecutivo. Alla fine della seduta Berlusconi rassegna le dimissioni, chiedendo il ricorso alle urne. Il Presidente della Repubblica Scalfaro affida invece il mandato per la composizione di un nuovo esecutivo all’ex ministro del Tesoro del governo Berlusconi, Lamberto Dini, che il 17 gennaio 1995 vara un governo tecnico destinato a guidare la transizione verso le politiche del 1996.
Gli anni del centro-sinistra
21 aprile 1996
Nelle consultazioni politiche prevale l’Ulivo, coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi. Il professore bolognese vara il suo primo governo il 17 maggio 1996.
27 luglio 1997
Viene varata la legge Maccanico, dal nome del ministro delle Poste e Telecomunicazioni del governo Prodi. La legge stabilisce il tetto del venti per cento delle frequenze nazionali per ciascun editore di tv, affidando alla nuova Authority per le comunicazioni (AgCom) la vigilanza sugli stessi. La legge subordina l’intervento dell’AgCom ad una successiva fase, quando un non meglio determinato sviluppo dell’utenza di programmi televisivi via satellite o via cavo avrebbe di fatto permesso l’incremento dell’offerta generale, e il rafforzamento del pluralismo nel settore radiotelevisivo.
28 luglio 1999
L’AgCom bandisce la gara per otto concessioni televisive nazionali, da cui è necessariamente bandita ReteQuattro perché eccedente rispetto ai limiti anti-trust stabiliti dalla Maccanico. Una concessione viene infatti vinta dall’editore Francesco Di Stefano per Europa7. Il governo D’Alema concede una ‘abilitazione provvisoria’ a ReteQuattro, che potrà continuare a trasmettere in chiaro pur senza aver vinto la concessione.
8 marzo 2001
Paolo Sylos Labini pubblica e diffonde un Appello contro la Casa delle Libertà per denunziare i pericoli per la democrazia in caso di una vittoria elettorale di Berlusconi, e invitare gli elettori delusi del centro-sinistra a non rifugiarsi nell’astensionismo. “È necessario battere col voto la cosiddetta Casa delle libertà. Destra e sinistra non c’entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la Repubblica italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di diritto. Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all’estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora un paese civile? […] A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle libertà minerebbe le basi stesse della democrazia.” L’appello ottiene più di quattromila firme nel mondo della cultura. Tra i primi firmatari, insieme a Sylos Labini, ci sono Norberto Bobbio e Alessandro Galante Garrone.
17 marzo 2001
A Napoli si tiene il vertice internazionale Global Forum sull’e-government. Il movimento no-global manifesta contro il summit ma il corteo degenera in duri scontri, che si propagano da corso Umberto fino a piazza Municipio. L’intervento delle forze dell’ordine, particolarmente brutale, porta a numerosi arresti tra i manifestanti. Radunati presso la caserma Raniero Virgilio di piazza Carlo III, i fermati vengono sottoposti ad abusi e violenze (nel gennaio 2010 la condanna di primo grado per undici poliziotti, per “sequestro di persona aggravato”).
13 maggio 2001
Le consultazioni politiche per l’elezione dei parlamentari per la XIV Legislatura vedono il successo della coalizione di centro-destra della Casa delle Libertà, costituita da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratici e Lega Nord. Silvio Berlusconi vara il suo secondo governo l’11 giugno 2001.
No-Global e Girotondi
19-22 luglio 2001
Genova è sede del vertice internazionale del G8. La città viene blindata e una zona rossa interdetta al transito pubblico viene disegnata intorno agli edifici che ospitano il summit. Il movimento no-global ha programmato diverse manifestazioni di protesta, raccogliendo adesioni da tutta Europa. Il clima che anticipa le giornate di Genova non è dei migliori, mentre i mezzi di informazione puntano i riflettori su manifestanti e forze dell’ordine. Venerdì 20 luglio diversi cortei attraversano la città, organizzati dalle composite realtà politiche presenti al contro-vertice (come ambientalisti, disobbedienti, mondo dell’associazionismo). In diversi punti della città si accendono focolai di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine; a macchia di leopardo, dato che si tratta di cortei separati (la manifestazione unitaria è in programma per sabato 21). In piazza Alimonda una jeep Defender rimane temporaneamente bloccata ed esposta all’assalto di un gruppo di manifestanti: un giovane carabiniere in servizio sull’automezzo, Mario Placanica, spara due colpi di pistola, uno dei quali colpisce alla testa un ragazzo, uccidendolo. La morte di Carlo Giuliani, ventitré anni, infiamma naturalmente i rapporti interni alla piazza. Il giorno seguente la manifestazione unitaria viene brutalmente attaccata dalle forze dell’ordine, che si abbandonano a pestaggi di massa in tutta la zona del lungomare del capoluogo ligure. Le brutalità dei tutori della legge vengono immortalate da migliaia di fotocamere e videocamere digitali (sull’onda della parola d’ordine ‘Become the media’) e fanno il giro del mondo. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio le forze dell’ordine fanno irruzione nella scuola Armando Diaz, concessa dal comune ai manifestanti per stabilirvi la sede del media center del contro-vertice, e utilizzata anche come dormitorio. I presenti vengono tratti in arresto dopo aver subito un pestaggio a freddo. Le percosse e gli abusi nei confronti dei manifestanti arrestati hanno poi avuto epicentro nella caserma di Genova Bolzaneto, sempre ad opera delle forze dell’ordine in servizio.
11 settembre 2001
Due attentati terroristici colpiscono le ‘torri gemelle’ del World Trade Center di New York e il palazzo del Pentagono.
3 ottobre 2001
La maggioranza di centro-destra approva la legge sulle rogatorie internazionali. La norma dichiara inutilizzabili tutti gli incartamenti probatori ottenuti da tribunali stranieri che non abbiano seguito una particolare procedura di trasmissione, che siano in qualche modo inficiati da una serie di vizi di forma. La legge è retroattiva, quindi andrebbe ad invalidare buona parte delle prove dei processi in cui è coinvolto Berlusconi; come per esempio il processo Sme-Ariosto, in cui i magistrati avevano a lungo indagato sui movimenti bancari esteri del gruppo. La legge contraddice diversi trattati internazionali, ed anche per questo avrà scarsa applicazione nei tribunali. Tra le prime reazioni contro il provvedimento gira un nuovo appello a firma di intellettuali, docenti e giornalisti di estrazione liberale e cattolica, come Enzo Marzo, Federico Orlando, Paolo Sylos Labini, Pietro Scoppola e Alessandro Pizzorusso.
7 ottobre 2001
La ‘Guerra al terrorismo’ proclamata dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush si concretizza nell’invasione dell’Afghanistan, governato da un regime islamico che si riteneva ospitasse l’organizzazione al-Qaeda, presunta responsabile per gli attentati dell’undici settembre. Dopo aver rovesciato il regime dei talebani la caccia ad Osama Bin Laden, leader dell’organizzazione terroristica, non ha ottenuto la cattura auspicata ufficialmente dalle amministrazioni USA.
12 gennaio 2002
All’apertura dell’anno giudiziario il Procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, lancia un chiaro appello contro gli attacchi alla magistratura da parte del Berlusconi II, che sta inanellando una serie di provvedimenti sulla giustizia per bloccare i processi che coinvolgono il leader-imprenditore Silvio Berlusconi. “[…] Al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave”.
19 gennaio 2002
A Roma Marina Astrologo e Silvia Bonucci, scrittrici e traduttrici, organizzano un presidio sotto al palazzo del Ministero di Giustizia, in segno di protesta per le ingerenze del governo sulla magistratura. Un centinaio di cittadini intervenuti da vita ai Presidi per la giustizia e l’iniziativa viene ripetuta nei due sabati seguenti, il 26 gennaio e il 2 febbraio.
24 gennaio 2002
A Firenze si tiene la ‘marcia dei professori’. Un folto corteo di dodicimila persone sfila sotto una pioggia scrosciante contro Berlusconi e per svegliare l’opposizione di centrosinistra: apre la sfilata lo striscione “Giustizia e informazione imbavagliate – Democrazia in pericolo”. La manifestazione è organizzata da alcuni docenti universitari come lo storico Paul Ginsborg e il geologo Francesco Pardi, ed è un chiaro un segnale di risposta all’appello di Borrelli. La marcia sfila dall’università al tribunale di Firenze in difesa dell’autonomia della magistratura e della libertà d’informazione: gli organizzatori avevano previsto la partecipazione di alcune centinaia persone, sulla base delle prime adesioni raccolte, mentre invece l’evento segnala la presenza di uno strato della società civile decisamente sensibile rispetto alla questione morale sollevata dal magistrato milanese.
26 gennaio 2002
A Milano viene organizzato dal gruppo PerManoPerLaDemocrazia il primo girotondo intorno alla sede del Palazzo di Giustizia. Più di quattro mila persone si tengono per mano circondando pacificamente l’edificio. Tra gli organizzatori ci sono cittadini, intellettuali, artisti. Tra cui Daria Colombo, Ottavia Piccolo, Marina Ingrascì, Luigina Venturelli, Mauro Orlando, Claudio Rossoni e Simone Coggi.
2 febbraio 2002
Il comitato parlamentare di centro-sinistra ‘La legge è uguale per tutti’ organizza una manifestazione con comizio in piazza Navona a Roma. Dal palco parlano anche leader nazionali come Francesco Rutelli, presidente della Margherita, e Piero Fassino, segretario dei Democratici di Sinistra. Verso la fine del comizio prende la parola Nanni Moretti. L’intervento del regista, presente tra gli astanti, non era ovviamente in programma. Si tratta di una profonda discontinuità per il nascente movimento dei girotondi, cui si richiama esplicitamente Moretti menzionando la marcia dei professori di Firenze e indicando in ‘Pancho’ Pardi una possibile alternativa per rilanciare l’opposizione di centro-sinistra al governo Berlusconi. Ma il messaggio più netto è proprio ai vertici del centro-sinistra presenti sul palco, alle spalle dell’artista romano: “Stranamente durante questa serata ho avuto dei momenti di ottimismo. Ma devo dire purtroppo, avendo ascoltato gli ultimi due interventi, che anche questa serata è stata inutile! Il problema del centro-sinistra è: per vincere bisogna saltare due, tre o quattro generazioni. Berlusconi fa il pieno del suo elettorato, parla alla pancia degli elettori del centro-destra. Naturalmente i voti non se li guadagna, se li compra attraverso le sue televisioni. […]. Però dico, negli ultimi due interventi di Fassino e Rutelli, che scarso rispetto per le opinioni delle elettrici e degli elettori! Nei precedenti interventi si chiedeva un minimo di autocritica rispetto alle scelte di questi ultimi anni, rispetto alla timidezza, rispetto alla moderazione, rispetto al non saper più parlare alla testa, all’anima e al cuore delle persone. Mentre invece la ‘burocràzia’ che sta alle mie spalle non ha capito nulla di questa serata. Noi, mi dispiace dirlo, con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai.”. Il breve intervento è accolto con enorme entusiasmo dai manifestanti, che gelano con fragorosi applausi le reazioni – attonite – di una parte degli organizzatori. Il discorso di Moretti viene amplificato dai media e nei giorni successivi la critica del regista occupa stampa e televisioni nazionali: è una delle cesure più evocative per quanto riguarda la nascita del movimento dei girotondi.
4 febbraio 2002
Con una lettera a Repubblica (‘Così continuiamo a farci del male’) il presidente dei Ds Massimo D’Alema risponde all’intervento di Nanni Moretti in piazza Navona, sostenendo senza alcuna eccezione le scelte politiche delle leadership di centro-sinistra di quegli anni: “Credo […] non sia utile alla formazione di una nuova classe dirigente travolgere in un’ondata di radicalismo e di moralismo qualunquista quella generazione che con i suoi limiti ed errori in questi anni ha governato l’Italia, le nostre città, province, regioni come mai era avvenuto in cinquant’anni”.
22 febbraio 2002
Nella Sala dello Stenditoio, al complesso del San Michele di Roma, si tiene un’assemblea Ds con la partecipazione di Piero Fassino, aperta a intellettuali ed esponenti della società civile del movimento dei girotondi (tra i presenti, oltre ai politici Fassino, Melandri e Berlinguer, ci sono i registi Nanni Moretti ed Ettore Scola, oltre a giornalisti e intellettuali come Furio Colombo, Alberto Asor Rosa, Nicola Tranfaglia, Moni Ovadia e Miriam Mafai). Il leader dei democratici di sinistra tenta di ricucire lo strappo di piazza Navona, quello ‘schiaffo dell’elettore’ sferrato da Moretti tre settimane prima.
17 febbraio 2002
Girotondo organizzato a Roma sotto l’edificio del Palazzo di Giustizia, per protestare contro la legge Frattini sul conflitto d’interessi. Il gruppo dei Presidi per la giustizia, forte stavolta della partecipazione diretta del regista romano Nanni Moretti e di tanti altri, raduna oltre settemila persone sotto la sede del tribunale.
23 febbraio 2002
Il direttore di MicroMega, Paolo Flores D’Arcais, organizza insieme a Nando Dalla Chiesa un incontro pubblico al Palavobis di Milano in occasione del decennale delle inchieste del pool di magistrati di Mani Pulite, sui temi della legalità e dei diritti democratici. Sotto il simbolo di un tulipano arancione oltre quarantamila persone assediano il Palavobis, decretando il successo, straordinario e inatteso, della ‘giornata della legalità’. Mentre l’esterno del palazzetto è gremito di persone, nella platea sono presenti numerosi politici di centro-sinistra, come il verde Pecoraro Scanio, Diliberto del Pdci e i diessini del ‘correntone’ Berlinguer, Mussi e Folena. Ma dal palco gli interventi più importanti sono quelli degli intellettuali, tra cui si segnalano sicuramente quello di Pardi, di D’Arcais e dell’ex magistrato Antonio Di Pietro. Paolo Sylos Labini denuncia la drammaticità della situazione italiana: “Al potere è andata la criminalità organizzata. L’etichetta può colpire, ma […] l’ex presidente della Repubblica Oscar Scalfaro ha detto cose più circostanziate e più dure di quelle che ho detto io. E cioè ha detto che lo stesso Mussolini non aveva mai osato proporre o portare avanti leggi che potessero eliminargli le accuse e i reati di cui veniva ritenuto responsabile. Neppure Mussolini!”. Ancora dal palco artisti come Dario Fo e Sabina Guzzanti attaccano satiricamente Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema, il secondo per aver taciuto di fronte alle inique manovre politiche del primo. Più in generale la critica espressa nei confronti dell’opposizione è quella di non aver prodotto una legge sul conflitto d’interessi nel periodo dei governi di centro-sinistra degli anni novanta, tra il 1996 e il 2001. Oltre alle divisioni elettorali del 2001 questa sembra essere la più evidente smagliatura nelle strategie politiche della coalizione di centro-sinistra. La critica nei confronti della dirigenza diessina riceve gli scroscianti applausi del pubblico, come nel caso delle graffianti battute del premio nobel Fo: “Non dimenticare che D’Alema è rimasto quattro anni al governo e in tutto questo tempo aveva il sacrosanto dovere di varare una legge contro il conflitto d’interesse. Era un dovere costituzionale, civile. Per metterci a pari con tutte le altre nazioni europee. E invece: “Ma no, non c’è fretta…” […] Berlusconi, se non ci fosse stato D’Alema col cavolo che tu saresti diventato Presidente del Consiglio del Governo italiano!!!”. Il giorno dopo il segretario Ds Piero Fassino dichiara piccato: “La linea non si cambia. Io non abbandono la scelta riformista”, dimostrando la scarsa permeabilità alle critiche della dirigenza diessina, arroccata in difesa del proprio ruolo egemone nella sinistra del paese.
25 febbraio 2002
Al Palazzo dei Congressi di Firenze viene organizzato un incontro dai comitati cittadini che hanno promosso la marcia dei professori di gennaio. Tema del dibattito ‘Il ruolo dell’opposizione e la società civile’. Tra gli intervenuti, oltre ai ‘girotondini’ Ginsborg, Pardi, Givone e Donati, anche il presidente Ds Massimo D’Alema. Parola chiave dell’incontro è una celebre battuta del regista Moretti, “D’Alema dì qualcosa di sinistra”, replicata su alcune decine di cartelli esposti dai partecipanti al convegno, nella platea del palazzetto. Quando afferma dal palco che “in Italia non c’è un regime” il leader Ds viene fragorosamente fischiato dagli astanti.
28 febbraio 2002
La Camera dei deputati approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi, che stabilisce la compatibilità tra la “mera proprietà” di importanti gruppi imprenditoriali e l’assunzione di alte cariche di governo. L’unico effetto concreto della legge, almeno per quel che riguarda Silvio Berlusconi, riguarda la presidenza della squadra calcistica del Milan, carica che viene formalmente abbandonata dall’imprenditore a partire dal 2 gennaio 2005. Durante l’approvazione alla Camera i deputati dell’Ulivo abbandonano l’aula in segno di protesta.
2 marzo 2002
Manifestazione nazionale organizzata dall’Ulivo in piazza San Giovanni a Roma. Il movimento dei girotondi da la sua adesione, ma dal palco parlano solo alcuni dirigenti politici dei partiti di centro-sinistra.
10 marzo 2002
In tutta Italia vengono organizzati dei girotondi in difesa della Rai. Vengono contate circa quindici mila persone sotto la sede Rai milanese di corso Sempione e diecimila al girotondo organizzato a Roma sotto gli uffici di viale Mazzini. Migliaia di partecipanti convergono sulle sedi televisive di Cagliari, Firenze, Bologna, Bari, Perugia e Palermo. Partecipano anche molti dei leader politici di centro-sinistra, come ad esempio Bertinotti e Diliberto, Rosy Bindi e Fassino. Ma nei comizi parlano gli organizzatori girotondini, esponenti della società civile come l’ex giudice antimafia Caponnetto e lo storico Ginsborg (Firenze), la scrittrice Bonucci e il regista Moretti (Roma). I girotondi sfilano intorno ai palazzi dell’emittente pubblica per ‘presidiare i simboli della democrazia’.
17 marzo 2002
Viene presentato in una conferenza stampa a Montecitorio un appello trasversale contro Berlusconi per “difendere lo stato di diritto in Italia”, ancora in reazione alla legge Frattini. Lo firmano oltre 200 intellettuali di diversa estrazione politica, provenienti per lo più dal mondo delle università e della cultura, come Camilleri, Biagi, Sylos Labini, Rea e Vetri.
19 marzo 2002
Al teatro Quirino di Roma viene tenuto un incontro pubblico dal movimento dei girotondi. Tra i relatori Nanni Moretti, Paolo Flores D’Arcais, il segretario Fiom Claudio Sabattini, Andrea Camilleri e Giovanni Sartori, in collegamento telefonico dagli Stati Uniti. L’assemblea, battezzata come la ‘primavera dei movimenti’ dagli organizzatori della rivista Micromega, si occupa di rispondere alle critiche sollevate ai girotondi dalla nomenclatura ulivista. Dal palco Moretti replica ai leader Ds che è antipolitico chi legittima politicamente Berlusconi come statista e fa personalismi ai vertici della coalizione di centro-sinistra, e non i gruppi di cittadini che si mobilitano autonomamente in difesa della democrazia e dello stato di diritto.
23 marzo 2002
La Cgil porta in piazza tre milioni di persone a Roma in occasione dello sciopero generale contro le politiche del governo Berlusconi sulla riforma del mercato del lavoro. Un imponente corteo invade la capitale dando vita alla più corposa manifestazione sindacale dell’Italia repubblicana, superando in partecipazione perfino le sfilate dell’autunno ’94. Si manifesta in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che tutela dal licenziamento arbitrario i dipendenti assunti a tempo indeterminato nelle imprese di dimensione medio-grande. Ma anche contro il terrorismo, che ha recentemente colpito il giurista Marco Biagi. Pur centrata sulla difesa dell’articolo 18 la manifestazione ha assunto parole d’ordine più ampie, anche in risposta alle provocazioni di Berlusconi all’indomani dell’attentato brigatista, che aveva criticato il “clima di odio” presente nel paese facendo riferimento al previsto appuntamento sindacale. Il leader Cgil Sergio Cofferati parla in difesa della “democrazia e per l’affermazione dei diritti delle persone” da un palco allestito al Circo Massimo, completamente gremito di manifestanti: “I diritti sono sostanza della libertà, della coesione sociale, e dunque della democrazia. Perciò la democrazia si difende anche come facciamo noi oggi, difendendo i diritti e la loro universalità. Ai tanti che sono qui, diversi da noi, agli intellettuali […], ai tanti giovani, ai ragazzi e alle ragazze dei movimenti per la pace, a coloro che vogliono regole nella globalizzazione, a quelli che hanno a cuore come tanti altri le tematiche ambientali, a tutti loro dico: continuate a rappresentare le vostre idee e le vostre istanze, non fatevi intimidire. Dalla Cgil avrete sempre attenzione e rispetto. […] Stimolate i partiti, costringeteli a guardare a voi, alle vostre istanze”. Al successo della manifestazione, pur ampiamente connotata dai simboli sindacali, avevano contribuito anche le sigle della galassia no-global, insieme ai coordinamenti dei movimenti pacifisti e alla nascente ondata di mobilitazione civile che si andava costituendo attorno ai girotondi.
11 aprile 2002
Viene definitivamente approvata la legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio, materia su cui il governo aveva ottenuto una legge-delega già il 3 ottobre del 2001. Il testo finale, tra le altre cose, amplia le soglie di tolleranza per la non punibilità della falsa comunicazione sociale e dimezza i tempi per la prescrizione del reato. Silvio Berlusconi in quel periodo aveva cinque processi per falso in bilancio, poi tutti cancellati o archiviati in seguito all’applicazione dei nuovi termini di legge.
13 aprile 2002
Girotondi in tutta Italia per difendere la scuola pubblica contro la riforma del ministro Letizia Moratti e i tagli ai fondi pubblici per la ricerca scientifica e per l’università. A Roma si manifesta davanti al ministero della Pubblica Istruzione, nelle altre città davanti ai Provveditorati agli Studi.
16 aprile 2002
Sciopero generale di otto ore proclamato dai sindacati confederali in difesa dei diritti sociali e dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Manifestazioni nelle principali città italiane. Ad incrociare le braccia, secondo le stime fornite da Cgil-Cisl-Uil, sono stati 18 milioni di lavoratori.
18 aprile 2002
Nel corso di una visita ufficiale in Bulgaria Berlusconi tiene una conferenza stampa a Sofia. In questa occasione pronuncia il discorso poi passato alla storia come l’editto bulgaro ai danni dei giornalisti Rai Michele Santoro ed Enzo Biagi, e dell’attore satirico Daniele Luttazzi. Denunciando quello che a suo avviso era un “uso criminoso” della televisione pubblica, Berlusconi si augurava esplicitamente l’utilizzo di provvedimenti repressivi da parte dei vertici Rai. Nei fatti i tre vennero esiliati dai palinsesti della televisione pubblica. Luttazzi non ha più ottenuto programmi in Rai, mentre Biagi ebbe nuovamente un suo spazio solo nel 2007, con un programma su RaiTre. Michele Santoro, da parte sua, intentò una causa di lavoro con l’azienda pubblica, vincendola già nel giugno del 2003. Dalla fine delle trasmissioni di Sciuscià, programma sospeso a partire dal palinsesto autunnale del 2002, sarà necessario comunque attendere fino al 14 settembre 2006 per assistere alla messa in onda del nuovo programma a cura di Santoro, Anno Zero.
19 aprile 2002
Michele Santoro apre la puntata del venerdì sera di Sciuscià – Edizione straordinaria cantando la canzone partigiana Bella Ciao, senza musica e stonando, in uno studio televisivo muto ma carico di tensione.
20 aprile 2002
Il Bo.Bi. (Boicottiamo il Biscione) di Gianfranco Mascia lancia la giornata dell’Os.Te. (Oscuriamo la Televisione), contro la legge del conflitto di interessi di Frattini. E’ uno sciopero di telespettatori contro le reti Mediaset di Berlusconi. Si tengono girotondi e incontri pubblici in diverse città italiane.
Nel frattempo Nanni Moretti, Paolo Flores D’Arcais, Serena Dandini e Fiorella Mannoia convocano una manifestazione di protesta contro l’editto bulgaro, che riempie il teatro Ambra Jovinelli di Roma creando due lunghe code di cittadini che raggiungono piazza Vittorio e piazza della stazione Termini. Migliaia di cittadini vogliono entrare nel teatro, che naturalmente non può contenerli. Intervengono artisti e intellettuali come Paolo Virzì, Corrado e Sabina Guzzanti, Lidia Ravera, Luca Barbarossa, Nicola Piovani, Ricky Tognazzi e Sandro Veronesi. Moretti legge dal palco una lettera indirizzata al presidente della Repubblica: “Certe volte, caro presidente Ciampi, il silenzio non basta. Certe volte smette di essere una forma di rispetto delle istituzioni e diventa un via libera a chi calpesta la democrazia. Perciò intervenga, presidente. Lo faccia adesso. Alzi la voce, fermi Berlusconi e ristabilisca il perimetro della libertà comune.”. Nelle prime file siede anche Michele Santoro, intervenuto con moglie e figlia alla serata. Nelle fasi preliminari della serata si era affacciato dal palco per salutare con un cenno i partecipanti, mentre l’intero teatro aveva preso a intonare Bella Ciao, spontaneamente e in segno di solidarietà al giornalista Rai. Dirà poi dal palco Nicola Piovani, già premio Oscar per la musica: “Non avrei mai pensato che questa sarebbe tornata ad essere una canzone sovversiva”.
30 luglio 2002
Viene promulgata la legge n.189, poi nota come ‘legge Bossi-Fini’. Il provvedimento è inteso a disciplinare le politiche sull’immigrazione, attraverso l’irrigidimento delle norme di espulsione e delle sanzioni penali previste per gli immigrati clandestini.
31 luglio 2002
Un girotondo di oltre settemila cittadini sotto la sede del Senato manifesta contro la proposta di legge sul legittimo sospetto presentata dal senatore Melchiorre Cirami. La legge, poi definitivamente approvata il 7 novembre 2002, avrebbe dovuto favorire lo spostamento di alcuni processi in corso nei confronti del gruppo Berlusconi, invalidando gli atti raccolti dal tribunale di Milano e costringendo all’apertura di un nuovo procedimento presso il tribunale di Brescia. Ma nonostante la nuova legge, nel gennaio 2003 la Corte Suprema di Cassazione respingerà l’istanza di legittima suspicione intentata dai legali di Berlusconi e Previti, confermando l’imparzialità e la competenza territoriale del tribunale milanese. Al girotondo, ripreso anche dalla stampa estera, parlano gli organizzatori, come Moretti, Pardi e D’Arcais. I girotondini gridano “Imputati, imputati”, riferendosi a Berlusconi, Previti e Dell’Utri. Tra i convenuti si vedono personalità come Santoro e Serventi Longhi, ma sfilano anche moltissimi politici del centro-sinistra, dalla Bindi a Fassino, a Di Pietro. Rutelli invece, che passa per rilasciare una dichiarazione alla stampa, viene accolto da qualche fischio.
14 settembre 2002
Il movimento dei girotondi organizza una Festa di protesta in piazza San Giovanni a Roma. La piazza è gremita e la giornata rappresenta probabilmente l’apice del movimento dei girotondi, nati solo alcuni mesi prima. Dal palco parlano gli organizzatori, come Nanni Moretti, Daria Colombo, Paolo Flores D’Arcais e Francesco Pardi. Ma anche personaggi dell’impegno civile, come don Luigi Ciotti e Gino Strada; giornalisti come Furio Colombo, all’epoca direttore de l’Unità; politici come Vittorio Foa e artisti come Fiorella Mannoia e Francesco De Gregori. La data del 14 settembre è stata scelta per manifestare contro l’avvio delle discussioni parlamentari sulla legge Cirami. Il discorso di Moretti dal palco è un accorato appello alla società civile per proseguire l’opera di vigilanza democratica inaugurata dai girotondi: “Non perdiamoci di vista. Ora che ci siamo ritrovati rimaniamo in contatto. Noi cittadini possiamo fare politica, possiamo farla con piacere e possiamo farla ognuno con le proprie idee ma rimanendo uniti […]. Sì, noi continueremo a delegare ai partiti, ma visto che un po’ ci siamo svegliati la nostra delega non sarà sempre in bianco. […] Berlusconi dice che la sinistra non è democratica. Ma lui deve ancora imparare cos’è la democrazia. E qualcosa forse la può imparare proprio dalla sinistra italiana. E a questo proposito mi dispiace che anni fa, morendo, il Partito comunista italiano non seppe comunicare al Paese che la sua storia aveva più a che fare con l’Emilia-Romagna che non con l’Urss. Berlusconi non è contro la democrazia. E’ qualcosa di diverso. Lui è estraneo alla democrazia. Intimamente estraneo, perché è qualcosa che non conosce e non capisce e che comunque gli fa perdere un sacco di tempo. Un’ultima cosa. Mi chiedono – e io stesso mi chiedo – perché in questi mesi ho fatto tutto questo. Perché la situazione s’è fatta troppo seria per far finta di niente. E poi perché se un domani dovesse, Dio non voglia, diventare presidente della Repubblica, cioè di tutti gli italiani, l’uomo più di parte che c’è in circolazione oggi, perché quotidianamente offende metà dei cittadini italiani, ecco domani io ripensando a questo periodo, se non avessi fatto nulla, proverei vergogna.”
18 ottobre 2002
Sciopero generale di otto ore proclamato dalla Cgil e dalle associazioni sindacali di base, in difesa dell’articolo 18 e contro la partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan. Il blocco ottiene un discreto successo, dando vita tra l’altro ad un consistente numero di manifestazioni articolate a livello territoriale, che coinvolgono circa 120 città italiane.
5 novembre 2002
Il No Cirami Day occupa le principali piazze dei capoluoghi italiani con cortei, sit-in e presidi in segno di protesta contro l’approvazione della legge sul legittimo sospetto, che sarebbe stata firmata da Ciampi proprio nei giorni successivi. A Roma si svolge un doppio appuntamento di protesta: ai Fori Imperiali i girotondini, con Bonucci e D’Arcais ai megafoni, volantinano davanti la sede del senato romano. Tanti gli slogan: “Legge Cirami: una camicia di Forza-Italia ai giudici”, “Dopo il pianista di Tornatore, arrivano i pianisti al Senato”. Poco dopo a piazza Navona, in cui si fa vedere anche Moretti, si tiene un concerto per pianoforte in segno di protesta contro i brogli operati da alcuni senatori di centro-destra nel corso delle votazioni parlamentari, sorpresi dalle telecamere a votare per conto di assenti, pigiando come pianisti i bottoni per il voto elettronico che ci sono sugli scranni del Senato.
10 gennaio 2003
Al Palsport di Firenze diecimila persone prendono parte al convegno organizzato dall’associazione Aprile, vicina al ‘correntone’ Ds. Moretti, chiamato come moderatore, plaude dal palco alla prospettiva di un’eventuale candidatura del leader sindacale Cofferati alla guida del centro-sinistra, perchè “abbiamo dei dirigenti che non solo non sanno scaldare i cuori, ci fanno pure perdere”. Ma proprio poche ore prima il segretario Ds Fassino aveva denunciato i rischi di cadere nel ‘cofferatismo’.
14 febbraio 2003
Approvazione della legge n. 30 che delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro. Il provvedimento, noto con il nome di ‘legge Biagi’ nonostante sia il ministro Maroni il firmatario ufficiale, viene poi integrato dal decreto legislativo n. 276 del 13 settembre 2003, che ne sancisce le linee attuative definitive. Sostanzialmente la ‘legge 30’ introduce forti elementi di flessibilità nel mercato del lavoro. Questo provvedimento ha di fatto spianato la via alla babele di forme contrattuali che caratterizzano ancora oggi i rapporti di lavoro nel mondo del precariato, in ogni tipo di settore produttivo.
15 febbraio 2003
Giornata internazionale contro la guerra. Milioni di persone manifestano in tutto il mondo per la pace e contro il previsto intervento statunitense in Iraq: oltre 300 città ospitano cortei pacifisti in cui sventola la bandiera arcobaleno contro la guerra. Secondo la Cnn è stata la più grande manifestazione mondiale di tutti i tempi, con oltre 110 milioni di persone in marcia nelle strade di New York, Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Tokyo, Melbourne, Atene, Tel Aviv, Il Cairo, Roma e tantissime altre città europee, asiatiche e americane. Il movimento pacifista italiano, mobilitato dai social forum locali, sfila in un’imponente manifestazione a Roma per gridare il proprio no alla guerra “senza se e senza ma”. Un corteo si dipana per dieci chilometri nel centro storico della capitale, per concludere con un comizio in piazza San Giovanni: 30 treni speciali e migliaia di pullman hanno radunato oltre tre milioni di partecipanti, secondo gli organizzatori; almeno 650 mila secondo la questura. Nei giorni precedenti e successivi della giornata mondiale le bandiere arcobaleno prendono a sventolare dalle abitazioni di centinaia di migliaia di famiglie italiane, issate sui balconi della abitazioni private per ricordare ai concittadini che “l’Italia ripudia la guerra”. Alcuni balconi ospiteranno quelle bandiere per mesi, in tutte le città del paese.
20 marzo 2003
Nell’ambito della lotta al terrorismo internazionale l’amministrazione Bush dichiara guerra all’Iraq di Saddam Hussein e procede con l’invio di truppe militari d’occupazione. La seconda ‘guerra del Golfo’ rovescia rapidamente il regime del dittatore iracheno, ma l’occupazione genera anche forti movimenti di resistenza armata, alimentati dai diversi gruppi etnici presenti sul territorio. L’impegno militare americano, e di diversi paesi occidentali tra cui l’Italia, prosegue negli anni successivi nel tentativo di stabilizzare politicamente l’area. La presenza su suolo iracheno di armi di distruzione di massa, vale a dire una tra le principali motivazioni addotte dai responsabili politici di Usa e Regno Unito (George Bush e Tony Blair) per giustificare l’operazione militare, viene smentita dai fatti.
22 marzo 2003
Corteo pacifista a Roma contro l’intervento militare in Iraq, la manifestazione sfila da piazza della Repubblica a piazza Navona.
12 aprile 2003
Manifestazione nazionale a Roma contro l’intervento militare in Iraq. Tra le organizzazioni che aderiscono al corteo anche i sindacati confederali, oltre alle sigle dell’arcipelago no-global e dell’associazionismo pacifista.
7 maggio 2003
Girotondo sotto la sede del Senato in segno di protesta contro la proposta di legge sostenuta da Forza Italia per concedere l’immunità giudiziaria alle alte cariche dello Stato. La protesta contro il lodo Schifani raccoglie alcune centinaia di persone con megafoni e cartelli, che vengono però confinate con delle transenne dai cordoni di carabinieri presenti davanti a palazzo Madama. Uno dei fondatori del movimento girotondino, il docente di filosofia estetica Edoardo Ferrario, commenta laconicamente: “Non si sa neanche più contro cosa protestare, ogni giorno questo governo ne fa una nuova.”.
20 giugno 2003
Il lodo Maccanico-Schifani diventa legge dello Stato. I presidenti delle Camere, della Repubblica, del Consiglio dei Ministri e della Corte Costituzionale non possono essere sottoposti a procedimenti penali nel corso del loro mandato istituzionale. La legge venne poi dichiarata incostituzionale con una sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2004.
16 novembre 2003
Su RaiTre va in onda la prima puntata di un programma satirico scritto e interpretato da Sabina Guzzanti, Raiot – Armi di distrazione di massa. La trasmissione ottiene un milione e ottocentomila spettatori e uno share del diciotto per cento. Il giorno seguente arriva una querela per diffamazione da parte di Mediaset (poi vinta dalla Guzzanti nel 2004). Alcuni giorni dopo il consiglio d’amministrazione Rai vota all’unanimità (4 consiglieri in quota centro-destra più il voto di Lucia Annunziata, ‘presidente di garanzia’ concesso all’opposizione di centro-sinistra) la sospensione del programma.
23 novembre 2003
Un ‘varietà di protesta’ raduna oltre quindicimila persone all’Auditorium di Roma, che riescono a seguire lo spettacolo solo grazie ai maxi-schermi disposti all’esterno del teatro. La serata è una risposta alla censura che ha colpito il programma Raiot di Sabina Guzzanti. Tra gli intervenuti in solidarietà con l’attrice Dario Fo, Paolo Rossi, Franca Rame, Fiorella Mannoia, Serena Dandini, Beppe Grillo (in collegamento telefonico), David Riondino, Corrado Guzzanti e Nicola Piovani.
5 dicembre 2003
Viene approvata dal Parlamento la legge Gasparri, ministro delle Comunicazioni. La legge amplia il tetto anti-trust già determinato dalla Maccanico del 1997, tutelando nei fatti ReteQuattro che doveva passare sul satellite entro il 31 dicembre. Il presidente Ciampi rispedisce la legge alle Camere perché ritenuta incostituzionale, dunque il governo è costretto a promulgare il decreto n. 352 del 24 dicembre 2003 (poi ‘decreto salva-ReteQuattro’), che proroga l’abilitazione provvisoria di ReteQuattro a trasmettere in chiaro e su frequenza nazionale.
14 dicembre 2003
Il movimento dei girotondi rilancia la protesta contro la censura del programma della Guzzanti e per la libertà d’informazione. Viene organizzata una manifestazione-spettacolo al Palalido di Milano, cui si connetteranno auditorium e teatri di tutto il paese, oltre ad una costellazione di reti satellitari riunite nel consorzio di Emi.li Tv. Oltre ai numerosi artisti intervenuti, compresa naturalmente la stessa Sabina Guzzanti, partecipano anche giornalisti (come Santoro, Colombo e Travaglio) e altri personaggi pubblici di rilievo (come Paolo Serventi Longhi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ).
10-11 gennaio 2004
Al Teatro Vittoria di Roma si tiene un incontro pubblico tra partiti, movimenti e società civile per il confronto sul programma dell’Ulivo per le elezioni del Parlamento Europeo. Il titolo: «Facciamoci del bene. Società civile, partiti, movimenti: uniti per vincere, oggi in Europa domani in Italia».
20 marzo 2004
Manifestazione nazionale del movimento pacifista in occasione del primo anniversario dell’offensiva militare americana in Iraq. Nel corso del corteo di Roma il segretario dei Democratici di Sinistra Piero Fassino, a capo di una delegazione del partito, viene duramente contestato da gruppi di manifestanti, fino ad essere costretto ad abbandonare il corteo, dopo aver incassato fischi, cori di scherno e anche qualche spintone.
3 maggio 2004
Promulgazione definitiva della legge Gasparri 2, che regola l’assetto del sistema radiotelevisivo italiano. Le soglie anti-trust sul controllo delle reti televisive da parte di singoli editori sono dilatate dall’introduzione del digitale terrestre nel paniere tecnologico che vincola le trasmissioni a carattere nazionale. Concretamente la legge chiude la vicenda giuridica legata alla concentrazione di televisioni nelle mani di Silvio Berlusconi, salvando ReteQuattro dall’oscuramento e dal trasferimento su canale satellitare.
31 dicembre 2004
Roberto Dal Bosco, giovane muratore mantovano in viaggio di piacere a Roma, riconosce il premier Silvio Berlusconi mentre passeggia in piazza Navona. Colto da improvviso raptus di odio scaglia il treppiede della sua macchina fotografica contro il premier, causandogli un ematoma nella zona dell’orecchio destro.
19 marzo 2005
Giornata internazionale contro la guerra in occasione del secondo anniversario dell’inizio del conflitto in Iraq. Manifestazione nazionale a Roma.
4 giugno 2005
In occasione del Pride 2005 la rete di associazioni del movimento per i diritti civili di gay e lesbiche organizza una manifestazione nazionale a Milano per chiedere l’introduzione dei Pacs (Patti Civili di Solidarietà) nel diritto di famiglia.
10 settembre 2005
Incontro nazionale dei girotondi alla Casa delle Culture a Roma. Il movimento discute la scadenza elettorale delle politiche del 2006.
9 ottobre 2005
Manifestazione unitaria del centro-sinistra a Roma, Romano Prodi parla dal palco allestito in piazza del Popolo.
19 ottobre 2005
A Locri si tengono i funerali del vicepresidente del consiglio regionale della Ragione Calabria, Francesco Fortugno, freddato il 16 ottobre da killer della camorra. Un piccolo gruppo di studenti liceali e universitari partecipa al corteo funebre con uno striscione di denuncia: “E adesso ammazzateci tutti”. Il neonato movimento spontaneo e apartitico Ammazzateci tutti, coordinato tra gli altri da Aldo Pecora, raccoglie adesioni da tutta la Calabria e raduna oltre 15 mila persone per un nuovo corteo di protesta a Locri, il successivo 4 novembre.
25 novembre 2005
Sciopero generale dei sindacati confederali contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi. Manifestazioni in tutta Italia, articolate su base territoriale. “Un rito inutile”, il commento del premier alla stampa.
5 dicembre 2005
Approvata la legge ex Cirielli, poi ribattezzata legge salva-Previti. Il provvedimento riduce i tempi di prescrizione dei reati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione comminata agli imputati ultrasettantenni. Condannato il 4 maggio 2006 in via definitiva a sei anni di detenzione per l’accusa di corruzione nel processo Imi-Sir, Cesare Previti, ex avvocato di Silvio Berlusconi, viene affidato ai servizi sociali già il 10 maggio seguente, dopo aver scontato solo alcuni giorni di carcere nell’istituto romano di Rebibbia.
11 febbraio 2006
No Vat Day in difesa della laicità dello Stato e della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. In occasione dell’anniversario della firma dei Patti Lateranensi una manifestazione nazionale attraversa le strade del centro storico di Roma, chiedendo la fine delle ingerenze della Chiesa Cattolica nella sfera pubblica italiana.
20 febbraio 2006
Approvazione della legge Pecorella, che nelle intenzioni vuole abolire il ricorso in appello da parte dei pubblici ministeri, in caso di assoluzioni o prescrizioni nel primo grado di giudizio. Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, aveva presentato una prima versione del testo di legge nel dicembre 2005, bocciato da Ciampi perché ritenuto incostituzionale. Dopo uno slittamento della scadenza della legislatura, ottenuto dal premier Berlusconi, la legge viene ripresentata nel gennaio 2006, fino ad ottenere la firma definitiva da parte del Capo dello Stato. La legge sarà poi dichiarata incostituzionale con una sentenza della Corte Costituzionale del 6 febbraio 2007.
18 marzo 2006
Manifestazione nazionale a Roma del movimento contro la guerra, in occasione del terzo anniversario dell’inizio del conflitto in Iraq.
24 marzo 2006
Ammazzateci tutti propone un disegno di legge di iniziativa popolare per vietare la partecipazione alle campagne elettorali da parte di individui sottoposti misure di sorveglianza speciale: pur ottenendo la sottoscrizione di 150 deputati e 50 senatori, il ddl rimarrà lettera morta nelle aule parlamentari.
Il ritorno di Prodi
9-10 aprile 2006
Nelle consultazioni politiche per il rinnovo dei due rami del Parlamento la coalizione di centro-sinistra dell’Unione, capeggiata da Romano Prodi, ottiene una risicata maggioranza parlamentare, particolarmente debole al Senato dove avrà spesso bisogno del voto di fiducia dei senatori a vita. Rispetto al 2001 l’Unione accoglie i contributi di Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Il 17 maggio viene varato il Prodi II.
9 agosto 2006
Il movimento Ammazzateci tutti promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall’assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Antonino Scopelliti. A partire dall’anno seguente (9-10-11 agosto 2007) la commemorazione diverrà fulcro di un meeting nazionale dei giovani contro la mafia (LegalItàlia), che si ripeterà annualmente coinvolgendo associazioni di familiari delle vittime, magistrati, giornalisti e associazioni giovanili di tutto il paese.
4 novembre 2006
Manifestazione nazionale della Fiom a Roma, contro la precarietà e per una nuova politica economica e sociale. La manifestazione “contro la precarietà del lavoro” raccoglie oltre duecentomila partecipanti, tra precari, studenti e lavoratori, che marciano per chiedere l’abolizione della legge 30 e l’estensione dello Statuto dei Lavoratori alla galassia di lavoratori flessibili, precari e temporanei. “Siamo qui per scuotere il governo e far sentire la nostra voce”, dichiarano le sigle del movimento giovanile precario. Invano.
10 marzo 2007
Manifestazione in piazza Farnese a Roma in sostegno della legge per le unioni di fatto (‘Dico’), inclusa nel programma del governo Prodi. Alla manifestazione sono presenti anche il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, e il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. La proposta di legge non avrà alcun seguito legislativo.
17 marzo 2007
Nella giornata internazionale contro la guerra si tiene un corteo pacifista a Roma, in segno di protesta contro la presenza militare in Iraq, che prosegue a distanza di quattro anni dall’invasione.
11 maggio 2007
Manifestazione-presidio sotto la sede del Ministero dell’Economia organizzato da un insieme di gruppi e assemblee autoconvocate di precari della ricerca e dell’università.
9 giugno 2007
In occasione di una visita ufficiale del presidente degli Stati Uniti George W. Bush il movimento pacifista organizza a Roma una manifestazione nazionale contro la guerra in Iraq. Il No Bush Day vede sfilare più di centocinquantamila persone per le strade della capitale, da piazza della Repubblica a piazza Navona; mentre il presidio organizzato a Piazza del Popolo dai partiti di sinistra non raccoglie più di alcune centinaia di militanti.
26 giugno 2007
In un discorso al Parlamento Europeo il comico Beppe Grillo denuncia la presenza di un gruppo di condannati in via definitiva sugli scranni parlamentari italiani. Poco dopo annuncia ai giornalisti l’organizzazione di una giornata di protesta per la raccolta di firme necessaria a presentare alcune leggi di iniziativa popolare. Il Vaffanculo Day è il culmine della sua campagna per un ‘parlamento pulito’ (cioè senza condannati) e per il ricambio della classe dirigente del paese.
8 settembre 2007
Il V-Day riempie diverse piazze italiane e raccoglie più di trecentomila firme per la presentazione delle leggi di iniziativa popolare proposte da Grillo. Le principali richieste riguardano la reintroduzione della preferenza diretta nelle consultazioni elettorali, il divieto di candidatura per condannati in qualsiasi grado di giudizio e il divieto di elezione per ciascun cittadino che sia risultato eletto per più di due legislature parlamentari. Il movimento dei ‘grillini’ è frutto della collaborazione dei lettori del blog dell’attore genovese e si è organizzato nel corso degli anni attraverso gruppi autoconvocati su base territoriale (‘i ragazzi dei meetup’). Privo di particolari connotazioni politiche preconfezionate, il movimento dei ‘grillini’ è attivo localmente su temi ambientali, conducendo campagne di sensibilizzazione e di intervento attivo sulle amministrazioni locali.
17 gennaio 2008
Il ministro della Giustizia del governo Prodi II, il segretario dell’Udeur Clemente Mastella, annuncia le sue dimissioni dopo esser stato indagato insieme alla moglie dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in un’inchiesta che investiga su presunte malversazioni di finanziamenti statali e della Comunità Europea (il reato contestato al ministro è “abuso d’ufficio”). Mastella afferma che l’Udeur garantirà l’appoggio esterno al governo Prodi.
21 gennaio 2008
Mastella torna sui suoi passi e dichiara che l’Udeur ha intenzione di revocare l’appoggio parlamentare al governo in carica.
24 gennaio 2008
Dopo aver ottenuto la fiducia della Camera dei deputati il governo Prodi viene sfiduciato al Senato, dove la sua esile maggioranza ha perso alcuni voti necessari per la sopravvivenza.
23 febbraio 2008
Il meetup di Napoli del movimento dei ‘grillini’ organizza il Monnezza Day per denunciare la crisi che incombe sulla Campania dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti urbani.
8 marzo 2008
Manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil a Roma per celebrare il centenario della festa della donna. Le parole d’ordine sono: sviluppo, lavoro, qualità della vita, libertà di scelta.
13-14 aprile 2008
Le consultazioni elettorali per l’elezione della XVI legislatura parlamentare vedono il successo della coalizione di centro-destra composta dal Popolo delle Libertà e dalla Lega Nord. Il 7 maggio 2008 Silvio Berlusconi, candidato premier della coalizione, vara il suo quarto esecutivo.
Il movimento studentesco dell’Onda
25 aprile 2008
Si tiene il V-Day 2 sul tema della libera informazione, anche in questo caso manifestando nelle piazze di alcune città italiane. Stavolta i grillini raccolgono le firme per la presentazione di tre referendum abrogativi. Chiedono l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, l’abolizione dei contributi pubblici all’editoria e l’abolizione della legge Gasparri.
27 giugno 2008
Il consiglio dei ministri approva il disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, che introduce l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Il lodo Alfano sembra piuttosto simile al precedente lodo Schifani, poi bocciato dalla Corte Costituzionale. La principale modifica riguarda proprio l’esclusione del presidente della Corte Costituzionale dall’elenco di cariche coperte da immunità. Anche in questo caso il lodo sarà respinto come incostituzionale da una pronuncia della Corte Costituzionale del 7 ottobre 2009.
8 luglio 2008
In piazza Navona a Roma si tiene una manifestazione nazionale contro il governo Berlusconi e contro le ‘leggi-canaglia’ che sono in discussione o in via di approvazione in Parlamento. Il No Cav Day è stato lanciato e organizzato dalla rivista MicroMega di Paolo Flores D’Arcais e subito appoggiato e sostenuto da giornalisti come Colombo e Travaglio, girotondisti come Pardi e politici come Di Pietro, dell’Italia dei Valori. La manifestazione raccoglie circa quindicimila persone e ospita sul palco un cospicuo numero di personalità del mondo dell’arte, dello spettacolo, del giornalismo e dell’impegno civile. Il tono degli interventi è molto acceso: spiccano gli attacchi di Travaglio e Grillo (in collegamento) contro il presidente della Repubblica Napolitano, e quelli di Sabina Guzzanti nei confronti del Papa e del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Il Pd decide di non prendere parte alla manifestazione.
6 agosto 2008
Con la legge n. 133 si apre la serie di provvedimenti legislativi che compongono la riforma Gelmini, in materia di istruzione pubblica ed università. La filosofia del pacchetto di riforme mira alla riduzione della spesa pubblica per l’istruzione, attraverso la reintroduzione del maestro unico per la scuola primaria e il taglio delle ore impartite nelle medie di primo e secondo livello, particolarmente per gli istituti tecnici. Per l’università la riforma prevede l’accorpamento delle facoltà e il taglio di alcuni dei corsi di laurea sorti a partire dall’introduzione del nuovo ordinamento accademico. Non accennando affatto alla stabilizzazione del lavoro precario nelle scuole e all’università, la riforma prescrive un sostanziale taglio dei posti di lavoro a tutti i livelli di formazione.
27 settembre 2008
Giornata di mobilitazione sindacale convocata dalla Cgil contro la politica economica del governo. In diverse città italiane il sindacato organizza manifestazioni per protestare contro i tagli alla spesa pubblica ed in difesa dei diritti dei lavoratori.
Ottobre 2008
Nel corso del mese di ottobre monta un movimento di studenti universitari e medi che si estende repentinamente in tutte le città italiane, sull’onda delle contestazioni alla riforma elaborata dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Nel mirino delle assemblee studentesche ci sono alcuni provvedimenti legislativi approvati dal governo Berlusconi, che riguardano sostanzialmente una forte riduzione delle sovvenzioni statali al Fondo per il Finanziamento Ordinario, unica fonte di sostentamento delle università pubbliche. Il movimento dell’Onda (o Onda anomala) cresce attraverso le agitazioni di scuole medie e facoltà universitarie in tutta Italia, a partire dall’ottobre 2008.
4 ottobre 2008
Manifestazione nazionale antirazzista a Roma, contro i Centri di Permanenza Temporanea e il ‘pacchetto sicurezza’ del governo.
6 ottobre 2008
Occupazioni studentesche all’università di Firenze.
8 ottobre 2008
Vengono occupati alcuni locali dell’università di Pisa, gli studenti proclamano l’agitazione permanente.
14 ottobre 2008
Un corteo interno al campus universitario della Sapienza di Roma sfila contro la riforma Gelmini. Il movimento studentesco proclama lo stato di agitazione permanente. I romani danno vita ad un nuovo corteo interno il giorno successivo, mentre giovedì 16 uno spezzone studentesco abbandona la Sapienza sfilando per le strade del centro, fino a concludere il suo percorso con l’occupazione simbolica di alcuni binari della stazione Termini.
17 ottobre 2008
A Roma e a Milano gli studenti dell’Onda scendono in piazza in occasione dello sciopero delle rappresentanze di base. Il primo No Gelmini Day contesta i tagli alle spese per l’istruzione e la ricerca scientifica. A Roma il corteo riesce a raggiungere la sede del Ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere, dopo aver superato un cordone di carabinieri.
20 ottobre 2008
Cortei studenteschi a Palermo e Livorno.
21 ottobre 2008
Presidi e manifestazioni studentesche nelle strade di Torino, Milano, Napoli, Bologna, Roma e Firenze.
22 ottobre 2008
Occupazioni di facoltà all’Università di Cagliari.
23 ottobre 2008
Un corteo studentesco parte dalla Sapienza di Roma per raggiungere Palazzo Madama, sede del Senato. Qui i manifestanti in presidio lanciano cori di protesta nei confronti del governo.
24 ottobre 2008
Un corteo studentesco raggiunge l’Auditorium di Roma, bloccando l’ingresso al Festival del Cinema. A Venezia uno spezzone studentesco occupa il ponte di Rialto.
26 ottobre 2008
Cortei dell’Onda a Napoli e Roma. Nella capitale gli studenti raggiungono nuovamente la sede del Senato.
28 ottobre 2008
Manifestazioni studentesche a Torino, Venezia, Palermo e Roma. Il corteo romano conclude ancora con un sit-in sotto la sede del Senato della Repubblica.
29 ottobre 2008
Il decreto legislativo varato per riformare la scuola primaria e secondaria viene convertito in legge. Cortei studenteschi sorgono spontanei in diverse città italiane, vengono effettuati blocchi stradali e ferroviari (occupazione dei binari). Al concentramento degli studenti medi di piazza Navona a Roma irrompono alcuni provocatori del Blocco Studentesco, formazione di estrema destra che in diverse occasioni aveva tentato di inserirsi nel movimento. Nascono dei feroci tafferugli tra i manifestanti e i neofascisti del Blocco, sedati solo con l’intervento della polizia.
30 ottobre 2008
In occasione dello sciopero nazionale del settore ‘Scuola’, convocato dalla Cgil, il movimento studentesco dell’Onda celebra il secondo No Gelmini Day. Le manifestazioni studentesche sfilano a Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Brescia, Firenze, Palermo, Reggio Calabria, Cagliari e Bari. A Roma lo spezzone studentesco raggiunge la sede del Ministero della Pubblica Istruzione, assediandolo simbolicamente.
7 novembre 2008
Si accendono numerose manifestazioni studentesche in diverse città italiane, tra cui spiccano i più imponenti cortei di Milano e Roma, che paralizzano i rispettivi centri urbani.
14 novembre 2008
In occasione dello sciopero dell’università, convocato dalla Cgil, il movimento dell’Onda celebra il terzo No Gelmini Day, sfilando stavolta in una manifestazione a Roma. I diversi spezzoni studenteschi passano per il centro cittadino e arrivano ad incontrarsi a piazza Venezia. Da qui il corteo riesce a raggiungere piazza di Montecitorio, concludendo la giornata con un sit-in sotto la sede della Camera dei deputati.
12 dicembre 2008
Sciopero generale della Cgil contro le politiche economiche del governo. Il movimento studentesco dell’Onda partecipa alle numerose manifestazioni organizzate dal sindacato nelle principali città italiane.
13 febbraio 2009
Sciopero generale della Cgil. Nel segno di una ‘Unità anticrisi’ sfilano a Roma i lavoratori del pubblico impiego e i metalmeccanici, con un corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni che coinvolge più di settecentomila persone.
18 febbraio 2009
Esasperati dalle condizioni di reclusione patite, gli immigrati rinchiusi nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa danno vita ad una sommossa che si conclude con un incendio che devasta buona parte della struttura di detenzione.
18 marzo 2009
Agitazioni studentesche all’università la Sapienza di Roma in occasione dello sciopero dei lavoratori della conoscenza indetto dalla Cgil. Gli attivisti dell’Onda arrivano a scontrarsi con le forze dell’ordine in più riprese.
28 marzo 2009
Manifestazione nazionale a Roma del sindacalismo di base, contro la crisi economica e contro le politiche di flessibilizzazione della forza lavoro. La giornata di mobilitazione è stata organizzata per contestare il summit G14 dei Ministri del Welfare, convocato a Roma proprio in quei giorni. Il movimento dell’Onda partecipa al corteo sindacale.
4 aprile 2009
Manifestazione nazionale della Cgil al Circo Massimo di Roma. Al centro della protesta l’accordo Confindustria-Governo sulla riforma della contrattazione nazionale.
28 aprile 2009
In un’intervista all’Ansa Veronica Lario, moglie del premier Berlusconi, critica duramente alcuni comportamenti inopportuni del marito, portati alla luce dai dibattiti giornalistici dei giorni precedenti. La first lady attacca le candidature di veline e soubrette nelle liste per le elezioni europee, successivamente ritirate dal partito. Ma il disappunto maggiore è riservato alla frequentazione di ragazze minorenni da parte del premier, circostanza che sarebbe emersa con maggior dovizia di dettagli sui quotidiani dei giorni successivi. Il 2 maggio la Lario chiede il divorzio attraverso il suo avvocato, e rilascia alcune dichiarazioni al quotidiano la Repubblica: “Sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi qui. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni. […] Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile.”.
19 maggio 2009
A Torino gli studenti dell’Onda organizzano una manifestazione nazionale in segno di protesta con il G8 University Summit. Alla fine del corteo gli studenti tentano di forzare i cordoni delle forze dell’ordine per penetrare nel palazzo del Valentino, sede del vertice internazionale. La polizia disperde i manifestanti con un nutrito lancio di lacrimogeni. Si tratta probabilmente degli scontri più cruenti tra quelli che hanno coinvolto il movimento dell’Onda Anomala.
20 luglio 2009
Il settimanale l’Espresso pubblica l’audio di alcune conversazioni avvenute nel 2008 tra Berlusconi e un’escort, che avrebbe registrato alcuni dialoghi nel corso dell’incontro, all’insaputa del cliente. Dopo la richiesta di divorzio da parte di Veronica Lario, l’emersione dello scandalo legato al nome di Patrizia D’Addario apre un periodo durante il quale le discutibili abitudini sessuali del settantaquattrenne presidente del Consiglio saranno in più riprese oggetto dell’attenzione dei mezzi di informazione.
Le occupazioni dei tetti e il Popolo Viola
4 agosto 2009
In segno di protesta contro lo smantellamento dello stabilimento industriale della Innse di Milano quattro operai salgono su uno dei carri ponte dell’azienda, una sorta di gru per usi industriali. Vi rimangono per una settimana, ottenendo lo sblocco delle trattative per evitare la chiusura e il definitivo sgombero del sito produttivo. L’episodio, che naturalmente attira i mezzi d’informazione, propone una forma di protesta disperata e radicale che si diffonderà in tutto il paese.
14 agosto 2009
Per protestare contro le precarie condizioni di lavoro nell’istituto presso cui lavorano, sette vigilantes decidono di arrampicarsi in cima al secondo anello del Colosseo di Roma, esponendo uno striscione di rivendicazione.
1 settembre 2009
Il movimento di lotta per la casa di Roma, dopo aver subito lo sgombero di uno stabile occupato ad uso abitativo, organizza una tendopoli in piazza del Campidoglio, procedendo all’occupazione simbolica del tetto dei Musei Capitolini.
2 settembre 2009
Nello stabilimento della Esab Saldatura di Mesero (MI) sei operai decidono di accamparsi sul tetto aziendale in segno di protesta contro l’ondata di licenziamenti che ha colpito i lavoratori, che vedono avvicinarsi la completa dismissione delle produzioni dell’officina da parte della casa madre di origine britannica.
4 settembre 2009
Un gruppo di dieci precari della scuola occupa a Roma il tetto dell’ufficio scolastico sede dell’ex Provveditorato agli studi. Contestano i tagli strutturali alla scuola pubblica inseriti nel pacchetto della riforma Gelmini.
15 settembre 2009
Studenti universitari della Sapienza di Roma occupano il tetto dell’ateneo contro i tagli all’istruzione e in solidarietà con i precari della scuola e dell’università.
3 ottobre 2009
Manifestazione nazionale della FNSI in difesa della libertà d’informazione e contro il disegno di legge sulle intercettazioni presentato in Parlamento dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.
17 ottobre 2009
A venti anni dalla prima manifestazione contro il razzismo in Italia (7 ottobre 1989), viene organizzato a Roma un corteo nazionale antirazzista, in segno di protesta con le politiche sull’immigrazione del governo di centro-destra e per l’abrogazione del ‘pacchetto sicurezza’. La marcia sfila da piazza della Repubblica fino alla Bocca della Verità.
14 novembre 2009
La Cgil organizza una grande manifestazione nazionale a Roma contro la crisi economica e per il rilancio delle politiche per l’occupazione.
5 dicembre 2009
A Roma si celebra una manifestazione nazionale autoconvocata da un gruppo di cittadini e blogger a partire dal popolare social network Facebook. L’idea di una manifestazione per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi nasce all’indomani della dichiarazione di incostituzionalità del lodo Alfano, e riceve l’immediata adesione di riviste e giornali come Il Fatto Quotidiano e MicroMega, partiti come l’Idv e la Federazione della Sinistra, artisti indipendenti e giornalisti democratici. Manca l’adesione del Pd, sconfessata per bocca del segretario Pierluigi Bersani. La piazza di San Giovanni a Roma viene gremita con il colore viola scelto per rappresentare il movimento, che si è organizzato capillarmente in Italia e all’estero riuscendo a garantire mobilitazioni analoghe a quella di Roma in numerose altre città. Dai comitati spontanei sorti per l’organizzazione del No Berlusconi Day nasce l’apparato organizzativo del movimento del Popolo Viola, che sarà tra i principali protagonisti delle manifestazioni dell’anti-berlusconismo del 2010.
11 dicembre 2009
Sciopero generale dei lavoratori della conoscenza indetto dalla Cgil, per contestare la politica di tagli indiscriminati all’istruzione pubblica previsti dal pacchetto di provvedimenti legati alla riforma Gelmini. Uno spezzone studentesco dell’Onda celebra l’ennesimo No Gelmini Day, sfilando pacificamente nel centro di Roma prima di scontrarsi con la forza pubblica all’altezza di piazza dei Cinquecento.
13 dicembre 2009
Dopo un comizio in piazza Duomo a Milano Silvio Berlusconi viene aggredito da Massimo Tartaglia, perito elettronico che scaglia contro il premier una riproduzione del Duomo, causandogli delle contusioni al volto. L’aggressore viene poi assolto perché incapace di intendere e di volere.
16 dicembre 2009
In segno di protesta contro i licenziamenti previsti dalla dirigenza aziendale quattro operai della Yamaha di Lesmo (MB) si accampano sul tetto dello stabilimento.
17 dicembre 2009
Nell’ambito di uno sciopero dei lavoratori Fiat di Pomigliano D’Arco (NA) un gruppo di operai occupa la sala consiliare del comune campano, per poi arrampicarsi sul tetto del municipio, in segno di protesta contro il mancato rinnovo del contratto in scadenza.
23 dicembre 2009
In piazza del Popolo a Roma il neonato movimento del Popolo Viola tiene una manifestazione in difesa della libera circolazione delle informazioni e della libertà della rete internet. Lo slogan della protesta è: “Libera Rete in libero Stato”.
6 gennaio 2010
Un gruppo di lavoratori della Vinyls occupa la Torre Aragonese di Porto Torres (SS), in difesa del posto di lavoro.
7 gennaio 2010
Rivolta dei lavoratori immigrati di Rosarno (RC), impiegati in agricoltura nella raccolta delle arance nella piana di Gioia Tauro. Alla radice della sommossa le violenze perpetrate da ignoti ai danni di alcuni immigrati residenti nell’accampamento abusivo e fatiscente di Rosarno. Esasperati dalle condizioni di lavoro e dalle precarie condizioni di alloggio nello stesso accampamento, gli immigrati occupano per alcune ore le strade principali della cittadina, abbandonandosi anche ad alcune devastazioni.
19 gennaio 2010
Un gruppo di lavoratori dell’indotto Fiat si accampa sul tetto dello stabilimento di Termini Imerese (PA) per protestare contro l’ondata di licenziamenti che li coinvolge. I posti di lavoro sono messi a rischio dalla decisione della Fiat di riassorbire le funzioni produttive svolte dalla ditta appaltatrice (settore pulizia e raccolta materiali di scarto della lavorazione). In sei mesi, dalla protesta estiva dei lavoratori dell’Innse (agosto 2009), l’occupazione dei tetti è divenuta una delle più ricorrenti forme di contestazione estrema sui luoghi di lavoro, interessando stabilimenti e aziende in tutta Italia.
29 gennaio 2010
Nell’ambito delle agitazioni operaie nell’industria chimica Vinylis quaranta lavoratori si incatenano ai cancelli del deposito costiero di carburanti dell’Eni, a ridosso della zona industriale di Porto Torres.
30 gennaio 2010
Il Popolo Viola organizza sit-in in decine di città in tutto il paese, per manifestare in difesa della Costituzione.
24 febbraio 2010
Un gruppo di cassaintegrati della Vinylis occupa le strutture abbandonate del carcere di massima sicurezza dell’isola Asinara. Grazie anche all’abilità di alcuni studenti (che aprono un blog e che raccontano l’occupazione in diretta tramite le pagine del social media Facebook) la protesta ottiene rapidamente l’attenzione dei media. ‘L’isola dei cassaintegrati’ è la prima occupazione operaia rilanciata mediaticamente su internet, raccontata giorno per giorno come se fosse un reality televisivo. “L’unico reality REALE, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro.”
27 febbraio 2010
Il Popolo Viola organizza una manifestazione nazionale in piazza del Popolo a Roma per protestare contro la legge sul legittimo impedimento, in discussione in Parlamento in quelle settimane. Slogan della protesta: “La legge è uguale per tutti”.
28 febbraio 2010
A L’Aquila un gruppo di alcune centinaia di cittadini improvvisa una protesta contro lo stallo nei lavori di ricostruzione del centro storico della città, abbattuto dal terremoto del 6 aprile 2009. La ‘rivolta delle carriole’, come viene immediatamente battezzata dalla stampa, è una forma di azione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e contemporaneamente ad impegnare i manifestanti nel concreto lavoro di sgombero delle macerie, che ancora affollano le piazze centrali de L’Aquila. I cittadini si radunano con delle carriole e dei picconi e procedono in prima persona allo smaltimento dei detriti.
5 marzo 2010
Per sanare le irregolarità di presentazione di alcune liste elettorali del Pdl per le regionali 2010, il governo emana un decreto “interpretativo” della legge elettorale. Ma il decreto ‘salva-liste’ non è efficace per la lista che sostiene la Renata Polverini, candidata Pdl alla Regione Lazio, di cui il Tar conferma l’esclusione.
7 marzo 2010
Il Popolo Viola organizza presidi in diverse città italiane in segno di protesta contro il decreto salva-liste. Slogan delle manifestazioni: “Agorà per l’emergenza democratica”.
Nuovo appuntamento per il ‘popolo delle carriole’ nel centro storico de L’Aquila. Stavolta l’iniziativa coinvolge un numero maggiore di abruzzesi, fanno la loro comparsa diversi slogan e striscioni contro il governo.
10 marzo 2010
Il Senato approva con due voti di scarto il disegno di legge sul legittimo impedimento. Tale norma permette al presidente del Consiglio e ai ministri della Repubblica di giustificare – in virtù della loro carica e dei loro impegni pubblici – la propria assenza dalle aule di tribunale nei processi in cui siano coinvolti in qualità di imputati. Il Popolo Viola organizza un concentramento a piazza Navona a Roma, per poi sfilare in una fiaccolata di protesta dal Senato fino a piazza di Montecitorio.
13 marzo 2010
A Reggio Calabria sfila una manifestazione nazionale contro tutte le mafie. Il No Mafia Day è un evento autoconvocato che nasce dal tam tam spontaneo partito sulla Rete, poi sostenuto attivamente dai comitati locali del Popolo Viola.
14 marzo 2010
Domenica di lavoro-manifestazione per il popolo delle carriole che scava le macerie a L’Aquila. Polemiche tra i comitati promotori e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
21 marzo 2010
Nel corso della quarta domenica di manifestazione da parte del popolo delle carriole, in un tendone in piazza Duomo, nel pieno centro de L’Aquila, si tiene l’incontro ‘Spazi aperti per una agenda aquilana’, che discute formule di lavoro e teorie organizzative a sostegno dell’iniziativa dei comitati promotori della protesta. Autorganizzazione del lavoro e partecipazione assembleare sono le principali parole d’ordine del convegno.
25 marzo 2010
Il consiglio di amministrazione della Rai ha imposto un lungo blocco dell’approfondimento giornalistico nel periodo precedente le elezioni regionali previste per il 28 e il 29 marzo. La redazione di Anno Zero, in collaborazione con l’Usigrai e la Fnsi, organizza un programma giornalistico al Paladozza di Bologna, con l’intento di aggirare il silenzio-stampa imposto dall’azienda. Raiperunanotte è stato trasmesso in diretta streaming sul web, nelle piazze italiane e in collaborazione con diverse emittenti aderenti all’evento, sia digitali che analogiche. L’evento è stato seguito da oltre centomila telespettatori ed ha rappresentato un momento simbolicamente significativo nella lotta per la libertà d’informazione.
28 marzo 2010
Per la quinta domenica consecutiva alcune centinaia di aquilani tentano di raggiungere la ‘zona rossa’ del centro storico de L’Aquila, per proseguire la loro protesta rimuovendo i detriti. Stavolta la Digos procede con il sequestro di alcune carriole e l’identificazione di alcuni manifestanti, dal momento che ogni manifestazione pubblica è vietata per via del ‘blocco’ legato alla scadenza delle consultazioni amministrative.
16 giugno 2010
Manifestazione di protesta nel centro storico de L’Aquila. Ventimila aquilani chiedono l’avvio della ricostruzione della città, a più di un anno dal sisma.
27 giugno 2010
Manifestazione a L’Aquila. I cittadini protestano per ottenere la ricostruzione del centro storico della città, devastata dal terremoto.
1 luglio 2010
Nell’ambito delle mobilitazioni di protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche (‘legge-bavaglio’) in discussione alle camere, il Popolo Viola organizza una manifestazione di protesta in piazza Navona a Roma, in collaborazione con la Fnsi ed altre sigle. L’appello della manifestazione: “Una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica. […] Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voce ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento.”.
7 luglio 2010
Gli aquilani manifestano a Roma per ottenere dal governo aiuti concreti per la ricostruzione in Abruzzo. Il corteo parte da piazza Venezia ma viene bloccato in via del Corso dalle forze dell’ordine, che di fatto impediscono ai manifestanti di raggiungere il piazzale di Montecitorio. Nella zona del Corso si verificano alcuni incidenti, il corteo subisce alcune cariche di alleggerimento: la manifestazione viene ufficialmente sciolta, ma gli aquilani proseguono in diverse direzioni. Una parte del corteo tenta di raggiungere la sede del Senato, mentre un altro spezzone di dimostranti blocca il traffico sul Lungotevere, per poi raggiungere ed assediare la sede del dipartimento della Protezione Civile, dove si verificano altri momenti di tensione tra aquilani e forze dell’ordine.
9 luglio 2010
Sciopero nazionale della stampa proclamato dalla Fnsi in segno di protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni, che mina la libertà d’informazione e il diritto di cronaca dei giornalisti.
31 luglio 2010
Il Popolo Viola organizza una manifestazione di solidarietà con gli sfollati aquilani. E’ L’Aquila Day. Un corteo di delegazioni da tutta Italia sfila nel centro devastato del capoluogo abruzzese.
4 settembre 2010
Alla festa del Partito Democratico di Torino viene invitato il presidente del Senato Renato Schifani, del Popolo della Libertà, che interviene in un dibattito con Piero Fassino. Dalla folla di partecipanti si levano fischi e insulti nei confronti del senatore del Pdl. I contestatori gridano “Fuori la mafia dallo Stato”; fino all’intervento della polizia, che mette fine alla protesta. Fassino definisce i dissidenti etichettandoli come ‘squadristi’.
Ottobre 2010
L’emergenza ambientale in Campania riaccende il conflitto tra cittadinanza e governo sul problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Mentre ad ottobre a Napoli vengono incendiati cumuli di rifiuti e cassonetti straripanti, a Terzigno, comune dell’hinterland vesuviano, la cittadinanza protesta contro l’apertura di una nuova discarica alle falde del vulcano. Il 21 ottobre la tensione sfocia in violente cariche della polizia sui manifestanti in presidio permanente, e gli scontri si ripetono nelle giornate successive.
2 ottobre 2010
Con un corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni si celebra a Roma la giornata del No Berlusconi Day 2. Pur esibendo una partecipazione decisamente inferiore rispetto alla prima manifestazione del 5 dicembre 2009, l’appuntamento di protesta del Popolo Viola esprime fedelmente gli obiettivi fondativi della sua aggregazione politica. Le dimissioni di Silvio Berlusconi e il rispetto della Costituzione sono ancora le principali parole d’ordine del movimento.
16 ottobre 2010
Manifestazione nazionale della Fiom a Roma. Nonostante le provocazioni preventive del ministro dell’Interno Maroni un pacifico corteo di centinaia di migliaia di metalmeccanici della Fiom-Cgil, nutrito da folti gruppi di precari, studenti, pensionati, attivisti dei movimenti ed esponenti della società civile, sfila per il centro della città, per poi riempire piazza San Giovanni. Il comizio finale di Guglielmo Epifani, che parla dal palco per l’ultima volta come segretario generale della Cgil, è rivolto a recuperare lotte e diritti di tre generazioni di lavoratori. I temi più importanti sono la difesa della contrattazione nazionale e la richiesta di diritti per i lavoratori precari, sulla base della parola d’ordine “Si ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune”. La Fiom chiede lo sciopero generale, mentre al corteo partecipano tutti i partiti di centro-sinistra, da Sinistra e Libertà, ai Comunisti Italiani, all’Italia dei Valori. Manca solo l’adesione ufficiale del Partito Democratico.
17 novembre 2010
Manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica. Il No Gelmini Day attacca, con una serie di cortei tesi e partecipati, i tagli alle spese per istruzione e ricerca universitaria contenuti nel pacchetto di riforme del ministro dell’Istruzione Gelmini. I movimenti studenteschi di Roma e Milano danno vita alle manifestazioni più rilevanti sotto il profilo della partecipazione.
20 novembre 2010
Imponente manifestazione di protesta a L’Aquila. Oltre venticinquemila persone marciano pacificamente dietro allo striscione “Macerie di democrazia”, che apre il lungo corteo che sfila attraverso la ‘zona rossa’, normalmente inibita al transito cittadino.
Il movimento ‘Agende rosse’ di Salvatore Borsellino organizza dei presidi davanti ai tribunali di Milano, Roma, Firenze e Palermo. In collaborazione con alcune associazioni di familiari delle vittime di mafia e con l’adesione del Popolo Viola, i presidi vogliono esprimere pubblicamente il proprio sostegno ai magistrati che indagano sulle stragi del biennio 1992-’93, in difesa di una magistratura libera e indipendente e non più sottoposta a continui tentativi di delegittimazione.
23 novembre 2010
Ricercatori precari e universitari della Sapienza occupano il tetto della facoltà di Architettura di Roma, nell’ambito delle agitazioni contro la riforma Gelmini. Nei giorni successivi moltissimi atenei di tutta Italia saranno toccati dalle agitazioni, con occupazioni di facoltà, occupazioni di tetti, cortei. Il 28 novembre verrà simbolicamente occupato anche il tetto del Cern di Ginevra.
24 novembre 2010
Un corteo studentesco sfila verso il centro di Roma, nel tentativo di raggiungere piazza Montecitorio. Qui un sit-it pacifico lancia slogan contro il governo che sta approvando la riforma Gelimini: “Ridateci il nostro futuro!!”. Nel corso della manifestazione uno spezzone studentesco riesce a superare alcune transenne e a raggiungere Palazzo Madama, sede del Senato. Qui tentano di penetrare nel palazzo, subito respinti dagli addetti alla sicurezza. Dopo un lancio di uova marce sulla facciata dell’edificio le forze dell’ordine intervengono con delle cariche, sciogliendo lo spezzone a forza di manganellate.
Dall’agosto 2009 operai e studenti occupano i tetti di tutta Italia per lottare contro le condizioni di precarietà e ricatto cui sono sottoposti: dopo quasi un anno e mezzo anche il Partito Democratico nota il fenomeno e invia Bersani sul tetto della facoltà di Architettura di Roma, dove studenti e ricercatori precari sono in assemblea permanente contro la riforma Gelmini.
25 novembre 2010
Dopo l’occupazione dei tetti gli universitari passano all’occupazione dei monumenti pubblici. Nel corso delle mobilitazioni contro la riforma Gelmini alcune decine di studenti di Pisa sono entrati all’interno della Torre Pendente in piazza dei Miracoli, mentre a Roma alcuni colleghi scavalcano le transenne del Colosseo, per raggiungere ed occupare simbolicamente il secondo anello. A Torino gli studenti occupano la Mole Antonelliana, mentre fallisce a Siena l’occupazione della Torre del Mangia, per l’intervento delle forze dell’ordine.
27 novembre 2010
Manifestazione nazionale della Cgil a Roma, dove un doppio corteo “contro la crisi, contro il precariato, contro il malgoverno” attraversa il centro cittadino per poi riempire piazza San Giovanni, dove parla la neoeletta segretaria generale Susanna Camusso. La mobilitazione è rivolta a contrastare gli attacchi alla contrattazione nazionale sferrati dalla Confindustria, e a ribadire contemporaneamente l’iniquità sociale dei tagli alla spesa pubblica per scuola e università contenuti nei provvedimenti della riforma Gelmini. Numerosi spezzoni studenteschi attraversano la città con iniziative autonome, mescolandosi poi nei cortei generali. Tra le parole d’ordine Cgil: “Il Futuro è dei giovani e del lavoro. Diritti e più democrazia”. Tra i vari commenti, quello di Nichi Vendola: “L’Italia migliore è in piazza e sui tetti, quella peggiore – quella del governo – è barricata nel palazzo, perché teme di essere cacciata.”.
14 dicembre 2010
La giornata è resa rovente dal doppio appuntamento parlamentare che vede il governo Berlusconi IV alla prova della fiducia di Camera e Senato, dopo l’allontanamento di Gianfranco Fini dalla coalizione di governo. Nel primo pomeriggio, dopo la scontata vittoria alla Camera, il governo ottiene la fiducia al Senato per soli tre voti di scarto. Nel frattempo a Roma un imponente corteo studentesco tenta di portarsi sotto la sede del Senato, contrastato però dalle forze di polizia che hanno ostruito ogni via di accesso alla zona delle due camere parlamentari, disegnando l’immancabile ‘zona rossa’ interdetta al transito pubblico. Dopo i primi tafferugli il corteo degenera in durissimi scontri con le forze dell’ordine, coinvolgendo, nel corso di alcune ore di botta e risposta tra manifestanti e celerini, la zona di via del Corso, via del Babuino e piazza del Popolo. Il bilancio del lungo pomeriggio di disordini conta un centinaio di feriti e più di quaranta arresti tra i dimostranti.
21 dicembre 2010
La Procura di Milano iscrive Berlusconi nel registro degli indagati per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. L’indagine viene resa pubblica solo il 14 gennaio 2011, al momento della consegna dell’ordine di comparizione. L’incartamento processuale viene aperto sulla base di una telefonata fatta da Berlusconi, nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, per costringere la questura di Milano a rilasciare in affido alla consigliera regionale Nicole Minetti la minorenne marocchina Karhima Rashida el Marhug, tratta in arresto per un’accusa di furto e trovata sprovvista di documenti. Berlusconi sostiene che ‘Ruby’ sia la nipote del presidente egiziano Mubarak, chiedendo ed ottenendone il rilascio. A gennaio 2011 la Procura trasmette alla Camera diverse centinaia di pagine di intercettazioni, nelle quali emergono con chiarezza i medievali dettagli sul giro di prostituzione mantenuto dal premier. La stampa mondiale divulga il caso, mentre le strategie difensive dell’avvocato berlusconiano Niccolò Ghedini appaiono confuse, contraddittorie. L’ennesima ‘questione morale’ (e anche legale, per la verità) si abbatte sul governo Berlusconi: il ‘caso Ruby’ occupa redazioni di quotidiani e televisioni, offrendo all’opinione pubblica il racconto di un contesto di potere sempre più inaccettabile sul piano morale e politico.
22 dicembre 2010
Pacifiche manifestazioni studentesche occupano le strade in tutta Italia. E’ l’ultima grande giornata di mobilitazione contro la riforma Gelmini, che otterrà l’approvazione definitiva del Senato il giorno successivo, 23 dicembre. A Roma lo spezzone studentesco intasa la tangenziale est per diverse ore, mandando in tilt il traffico. Nonostante i disagi molti automobilisti romani sono scesi dalle auto e hanno applaudito la protesta.
13 gennaio 2011
La Consulta della Corte di Cassazione boccia come parzialmente incostituzionale la legge sul legittimo impedimento. Berlusconi non può autocertificare il suo effettivo impedimento a prendere parte ai suoi processi, per ragioni legate alla sua carica pubblica.
14 gennaio 2011
Alla Fiat di Mirafiori si vota un referendum su un patto proposto dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, che chiede l’abbandono della contrattazione nazionale per lo stabilimento minacciando altrimenti la delocalizzazione della produzione. La Fiom vota contro, ma il referendum passa con i voti decisivi dei colletti bianchi. Si salvano dei posti di lavoro, ma nell’accordo sono previsti dei tagli alle pause e un infame incremento della flessibilità nei tempi di lavoro.
