Il declino storico delle frodi assicurative in Italia
Solo nei giorni scorsi è tornato sui quotidiani italiani uno dei tormentoni ricorrenti per chi segue il mondo delle assicurazioni nel nostro paese.
In coordinamento con il pubblico ministero una compagnia di carabinieri ha portato a termine un’operazione volta a disarticolare un piccolo ma ben radicato circuito operante nel settore delle truffe asssicurative, che ha prosperato grazie ai risarcimenti ottenuti dalle compagnie per incidenti e danni connessi ai veicoli dei vari partecipanti.
Falsi incidenti, o danneggiamenti causati e/o alterati ad arte, presunti danni a passeggeri compiacenti: l’elenco dei più tipici trucchi del settore, che non mancano mai di suscitare perplessità nel consumatore onesto, che in definitiva è compartecipe del danno subito dalle compagnie assicurative.
Perché purtroppo il montante dei risarcimenti incide sul livello medio dei premi, pertanto il fenomeno del ‘risarcimento creativo’ o della vera e propria truffa assicurativa coinvolge indirettamente anche gli automobilisti onesti, che sono chiamati a pagare con i rincari sui premi dell’RC auto quei ‘costi supplementari’ che le compagnie devono sostenere per far fronte alle truffe e ai rimborsi fraudolenti.
La buona notizia è che lo scenario attuale sembra aver visto la riduzione, almeno almeno sotto il profilo economico, dell’entità dei danni che tali piccole organizzazioni criminali riescono ad infliggere alle grandi compagnie.
I controlli delle compagnie sono più puntuali e capillari di un tempo, e i risarcimenti per i piccoli danni non raggiungono le cifre ‘faraoniche’ che in passato attiravano i malfattori.
Le compagnie inoltre, sia per quanto attiene le compagnie tradizionali che per quel riguarda le cosiddette compagnie dirette, che operano senza rete di agenti sul territorio, hanno imparato a fare rete.
Le banche dati incrociate e le agenzie terze per il calcolo dei fattori di rischio hanno contribuito a creare un ‘materasso’ informativo che riesce a schermare il sistema dalle truffe più macroscopiche, organizzate su larga scala dai gruppi più forti della criminalità organizzata.
A fronte di un allargamento ormai decennale del mercato assicurativo europeo e della progressiva disintermediazione dei rapporti tra consumatori e compagnie, il sistema di verifiche che segue i sinistri è sempre meno penetrabile alla falsificazione, molto più moderno e affidabile rispetto al passato anche grazie alla cooperazione transfrontaliera e soprattutto alla standardizzazione dei registri automobilistici a livello intra-comunitario.
Chi segue le notizie sul mondo assicurativo italiano non potrà certo dire che le forze di polizia non stanno facendo il proprio lavoro: non passa settimana che non si leggano notizie in cronaca su controlli ed indagini per sventare le frodi sulle polizze auto, più o meno in tutta Italia. Eppure non mancano mai piccole o grandi organizzazioni dedite alla falsificazione dei tagliandi assicurativi.
Falsi incidenti, o danneggiamenti causati e/o alterati ad arte, presunti danni a passeggeri compiacenti: l’elenco dei più tipici trucchi del settore, che non mancano mai di suscitare perplessità nel consumatore onesto, che in definitiva è compartecipe del danno subito dalle compagnie assicurative.
Perché purtroppo il montante dei risarcimenti incide sul livello medio dei premi, pertanto il fenomeno del ‘risarcimento creativo’ o della vera e propria truffa assicurativa coinvolge indirettamente anche gli automobilisti onesti, che sono chiamati a pagare con i rincari sui premi dell’RC auto quei ‘costi supplementari’ che le compagnie devono sostenere per far fronte alle truffe e ai rimborsi fraudolenti.
La buona notizia è che lo scenario attuale sembra aver visto la riduzione, almeno almeno sotto il profilo economico, dell’entità dei danni che tali piccole organizzazioni criminali riescono ad infliggere alle grandi compagnie.
I controlli delle compagnie sono più puntuali e capillari di un tempo, e i risarcimenti per i piccoli danni non raggiungono le cifre del passato.
Le compagnie inoltre, sia per quanto attiene le compagnie tradizionali che per quel riguarda le cosiddette compagnie dirette, che operano senza rete di agenti sul territorio, hanno imparato a fare rete.
Le banche dati incrociate e le agenzie terze per il calcolo dei fattori di rischio hanno contribuito a creare un ‘materasso’ informativo che riesce a schermare il sistema dalle truffe più macroscopiche, organizzate su larga scala dai gruppi più forti della criminalità organizzata.
A fronte di un allargamento ormai decennale del mercato assicurativo europeo e della progressiva disintermediazione dei rapporti tra consumatori e compagnie, il sistema di verifiche che segue i sinistri è sempre meno penetrabile alla falsificazione, molto più moderno e affidabile rispetto al passato anche grazie alla cooperazione transfrontaliera e soprattutto alla standardizzazione dei registri automobilistici a livello intra-comunitario.
