Quando hai deciso di imparare a ballare il tango argentino
Quando si decide di avvicinarsi a una nuova disciplina, molto spesso si ha l’impressione di non sapere da dove cominciare, non è vero? In particolare, per quanto riguarda il ballo, sono davvero molte le persone che seguono con un certo interesse le esibizioni dei danzatori professionisti, sognando magari di raggiungere il loro stesso livello, senza però trovare il coraggio di iscriversi a un corso di danza. Se la vostra passione è proprio il tango, seguite questi pratici consigli che vi spiegheranno come avvicinarvi a questo ballo così speciale e affascinante.
La prima cosa da fare è sicuramente avere un’idea ben precisa di quali sono le nostre reali intenzioni, ma soprattutto di quello che andremo a imparare attraverso i corsi che seguiremo. Naturalmente nessuna scuola di ballo per principianti richiederà come requisito fondamentale una conoscenza già avviata del tango, ma questo servirà piuttosto a voi. Armatevi di un computer oppure recatevi personalmente presso una scuola di ballo specializzata, per prendere già confidenza con le movenze, i suoni e il ritmo tipico del tango. Se ne avete la possibilità, cercate anche diverse esibizioni di ballerini professionisti nella vostra città. Vi aiuterà ad avvicinarvi al mondo della danza, focalizzando anche l’obiettivo finale, anche se è molto difficile raggiungerlo.
Un ottimo modo per accostarci alle atmosfere del tango è quello di ascoltare le canzoni che accompagnano da sempre questo ballo. Scegliete le più classiche, cantante nell’originario lunfardo, ma anche quelle più recenti. L’importante è che presentino il ritmo e le melodie tipiche del tango argentino. La musica è una componente essenziale per scoprire la natura e il senso profondo di una determinata danza ed è questa la ragione per cui un ottimo consiglio è scoprire anche gli aspetti per così dire più ritmici e “sonori” legati al ballo.
A questo punto, se ve la sentite, potete provare ad accennare qualche passo di danza in totale autonomia. Consultate un video tutorial online oppure seguite i ballerini professionisti alla TV, cercando di imitarne i passi, anche in modo impacciato. Se non riuscite a seguire i movimenti o il ritmo del tango, non scoraggiatevi. Le prime volte può essere normale, ma basterà l’aiuto di un insegnante professionista per imparare correttamente.
Potreste persino acquistare un manuale per principianti che vogliono imparare a ballare il tango, per familiarizzare con il lessico e le figure più tipiche del ballo.
Se avete superato anche questo step, non vi resta che scegliere la scuola di ballo. Consultate i motori di ricerca online, affidatevi al passaparola con gli amici, raccogliete del materiale pubblicitario. Tutto potrà servirvi per orientarvi nella scelta. Se questo non dovesse rivelarsi sufficiente, non abbiate timore a recarvi personalmente in ognuna delle scuole che avete selezionato, chiedendo magari di assistere ad una lezione o addirittura di usufruire di una lezione di prova. Parlate con l’insegnante, esponendo le vostre esigenze ed eventuali perplessità. Sarà ben lieto di chiarire ogni vostro dubbio.
Una volta che avrete scelto la scuola di ballo, per le prime lezioni non sarà necessario nessun accessorio o abbigliamento particolare. L’importante è che vi possiate sentire comodi per tutta la durata della lezione. Dopo qualche giorno, chiedete al vostro insegnante quale potrebbe essere l’occorrente iniziale da acquistare, scegliendolo con cura nei negozi specializzati.
Avete già mosso i primi passi di tango a lezione? Bene, adesso potete anche iniziare a esercitarvi da soli, per rinforzare i concetti appresi dall’insegnante. Ricordatevi di mantenere la giusta postura e di ballare liberamente davanti allo specchio o mentre siete impegnati nelle faccende domestiche. Se il vostro partner è d’accordo, potreste anche esercitarvi insieme, soprattutto nell’abbraccio tipico del tango. La vostra vita sentimentale prenderà una piega completamente diversa.
Tango: la musica e la danza
Il tango. Non è solo un semplice ballo di coppia ma un’affascinante manifestazione culturale, un simbolo artistico dalla storia interessante che si è sviluppato nel territorio sudamericano verso la fine dell’Ottocento.
Se pensiamo però che il tango sia esclusivamente un ballo, si tratta di un’affermazione solo parzialmente corretta. Occorre sottolineare che il tango è invece profondamente legato a una melodia musicale, anzi, il tango come ballo di coppia è intimamente connesso sin dalle sue origini a un’espressione sonora che ne costituisce il fondamento.
Il tango come espressione musicale veniva eseguito da formazioni in trio che ricorrevano a flauto, violino chitarra. Quello strumento così particolare chiamato “bandoneòn” si affermò invece nel corso del Novecento grazie alla presenza di gruppi di immigrati che probabilmente lo importarono dall’Europa, dove era nato. Si ritiene che questo strumento sia nato infatti proprio in Germania alla fine dell’Ottocento.
Quando si parla di queste prime formazioni, non bisogna pensare a dei gruppi di musicisti dalla preparazione teorica approfondita, anzi, questi artisti a malapena sapevano leggere e scrivere musica, infatti, nella maggior parte dei casi non possedevano tale bagaglio culturale. Era un’arte che si sviluppava su tecniche di improvvisazione e queste formazioni crebbero nel tempo a livello numerico e strumentale. Ciò dimostra quanto sia importante la presenza del fattore “istinto” nei processi di creazione artistica e nella nascita di forme diventate poi celebri e intramontabili in tutto il mondo.
Tra gli artisti che hanno dato il loro contributo a questo mondo affascinante c’è sicuramente Carlos Gardel, uno dei simboli del tango. Si potrebbe affermare che con Gardel si sviluppò il cosiddetto tango canzone nei primi del Novecento. Nel corso del tempo, più precisamente negli anni ’40, invece, furono diverse le orchestre che si dedicarono a questo genere musicale. Si possono annoverare le importanti formazioni di Anibal Troilo o Osvaldo Pugliese per esempio.
Chi non conosce invece Astor Piazzolla? Diventato famoso a partire dagli anni Sessanta, questo artista rappresenta ormai un vero e proprio simbolo all’interno della storia del tango. Per quanto riguarda gli sviluppi prettamente musicali del tango, è indiscutibile che negli ultimi tempi, questo genere abbia subito delle influenze provenienti dai vari ambiti musicali, dando vita a interessanti incroci. Per esempio esistono fusioni di tango con jazz, rock, e persino elettronica come dimostra la formazione dei Gotan Project.
Se originariamente il tango era la musica che accompagnava i passi dei ballerini e veniva suonato da un conjunto di pochi ed essenziali strumenti, si può dire che nel corso del tempo, questo rapporto tra musica e passi di danza si è andato via via sempre più consolidando, avviando sperimentazioni, accogliendo figure ritmiche basate sulla poliritmia come accadeva nel caso di Osvaldo Pugliese, e affinando i propri mezzi espressivi di pari passo con quanto accadeva sul versante esclusivamente coreografico.
Nessuno o quasi è indenne al richiamo di questa danza, complice anche le melodie che da sempre accompagnano questa forma artistica!
Come prepararsi per la vostra prima lezione di danza
Come ci si prepara ad una lezione di danza, in modo da non sprecare tempo prezioso e sfruttare al meglio ciò che si sta facendo? Alcuni semplici consigli possono essere di grande aiuto, sopratutto per chi è alle prime armi.
1. Curate i capelli
Se avete i capelli lunghi, la cosa più importante è che non cadano. Potete raccoglierli in una crocchia, una coda di cavallo, trecce, o qualsiasi modo che vi lasci il volto libero, di modo che non dobbiate continuamente scostarli con le mani.
2. Scegliete il vestiario
Verificate per prima cosa se la vostra scuola di danza ha richieste specifiche circa l’abbigliamento. Se vi viene richiesto un body nero e un collant, potete scegliere liberamente varianti su questo dress code.
In ogni caso, qualsiasi sia la vostra scelta, è bene sincerarsi che i vestiti che indossate siano assolutamente confortevoli e che possiate ballare e muovervi comodamente. Le scarpe sono uno degli elementi più importante e, naturalmente, la loro scelta è condizionata dal tipo di danza che studiate: scarpe da punta, scarpe da tip tap, scarpe jazz, scarpe da ginnastica. Assicuratevi di indossare sempre il giusto tipo di scarpa e controllate con il vostro insegnante, prima di iniziare, lo stato del vostro abbigliamento, sempre in un’ottica funzionale.
3. Preparate l’attrezzatura
Assicuratevi di avere una borsa in cui potete riporre tutto il necessario per la lezione. L’ideale è che sia molto capiente, con varie tasche per gli accessori in modo che possiate conservare e trasportare tutto con ordine. Per prima cosa è bene mettere i vari tipi di scarpe, in una borsetta separata più piccola, e aggiungere poi le varie cose di cui potreste avere bisogno (confrontandovi sempre con l’insegnante) non solo per la lezione ma anche per dopo.
4. Arrivate puntuali alla lezione
Sembra scontato, ma ogni minuto perduto si traduce in minor apprendimento. Una buona idea è quella di arrivare alla lezione almeno un quarto d’ora prima che questa inizi, per avere il tempo di fare stretching e riscaldarsi comodamente. I motivi non sono solo per questioni tanto pratiche: avere tempo prima del corso vi permette di chiacchierare con i vostri compagni e staccare mentalmente da ciò che stavate facendo prima di arrivare.
5. Fate un buon riscaldamento
Fare stretching è assolutamente importante. Generalmente, il riscaldamento è coordinato dall’insegnante stesso, ma una buona pratica prevede che venga eseguito comunque anche prima della lezione vera e propria. Bastano pochi semplici movimenti dolci e ripetuti per scaldare i muscoli e stendere i legamenti. In questo modo eviterete ogni contrazione o, peggio, degli strappi che potrebbero impedirvi di lavorare per molto tempo.
