Il lessico bancario utile per capire come parla la tua banca
Finanza, economia, banche, istituti di credito e conto correnti. Come orientarsi in questo fitto mondo di termini che sembrano così lontani dalle nostre attività quotidiane eppure indispensabili? Com’è semplice immaginare, una maggiore consapevolezza del lessico bancario può rivelarsi utile per guidarci nelle operazioni specifiche e nelle scelte che riguardano la nostra vita finanziaria, evitando di commettere errori di gestione o passi falsi. Ecco quindi una piccola guida di cultura finanziaria pensata per i “non addetti” ai lavori!
Correntista
Iniziamo subito da un termine di basilare importanza: correntista. Può definirsi tale colui che possiede un conto corrente, dunque, il correntista è il titolare di un conto corrente aperto presso una banca o un ufficio postale. Ma che cos’è un conto corrente?
Conto corrente
Il conto corrente è uno strumento bancario posseduto da un correntista. Abbreviato con la sigla C/C, questo strumento che indica il deposito di denaro presso un istituto di credito, può essere adottato da privati e da aziende. Si tratta di una forma di risparmio tutelata dall’intervento statale, che può essere definita “contratto tipico” sotto il profilo giuridico. Il correntista, o possessore di conto corrente, può usufruire di una serie di servizi alternativi alla circolazione di denaro contante come assegni, carte di credito, bonifici. Sempre più spesso, è possibile inoltre utilizzare comodi servizi di home banking legati alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie sul web.
Assegno
Si definisce assegno bancario uno strumento di pagamento a disposizione del correntista e che gli consente di trasferire il pagamento di una somma di denaro da un soggetto a un altro. Si tratta dunque di un ordine di pagamento con il quale il titolare del conto corrente avvia un ordine di versamento di una certa somma a un beneficiario. Chi apre un conto corrente ha generalmente a disposizione un libretto o carnet di assegni.
Assegno circolare
L’assegno circolare è una tipologia di assegno che non può essere emesso senza il nome del suo beneficiario. Si tratta di un titolo di credito particolarmente utile per la transazione di denaro sia nel caso di persone fisiche che per le imprese. Affinché un assegno circolare possa essere emesso è necessario che sul conto sia disponibile la cifra indicata e dunque, in virtù di questa peculiarità, si tratta di uno strumento particolarmente sicuro.
ATM
ATM è una sigla che sta per Automated Teller Machine e che indica tutti quei sistemi che consentono di prelevare automaticamente denaro contante dal proprio conto corrente grazie a distributori o sportelli anche fuori dagli orari di apertura della banca.
Bonifico
Si definisce bonifico un trasferimento di una somma di denaro da un soggetto chiamato “ordinante” a un altro detto invece “beneficiario”. Si tratta di uno strumento a disposizione del correntista, che prevede dei costi variabili, e che richiede l’utilizzo di un IBAN, ovvero l’International Bank Account Number, un codice alfanumerico che identifica banca e titolare di conto corrente e che in Italia è composto da 27 caratteri.
Carta di credito
La carta di credito è una carta di pagamento rilasciata da un istituto bancario o da un ente finanziario al richiedente sotto forma di tessera plastificata dotata di microchip, striscia magnetica e codice PIN. Secondo scadenze fisse, solitamente mensili, la banca invia al possessore un estratto conto inerente ai movimenti effettuati dalla carta. Il titolare restituisce quindi l’importo attraverso addebito del conto corrente in un’unica soluzione o con una formula rateale ma non contestualmente all’operazione. La carta viene utilizzata per il prelievo di contanti dagli sportelli automatici, come metodo di pagamento alternativo ai contanti presso esercenti dotati di POS o per le transazioni on line.
Carta di debito (bancomat)
La carta di debito è una carta di pagamento simile alla carta di credito, rilasciata dalla banca o da un ente finanziario a un titolare di conto corrente, e che consente dunque al suo titolare di effettuare una serie di operazioni di prelievo o pagamento in alternativa alla circolazione di denaro contante. A differenza della carta di credito, con le carte di debito gli importi sono addebitati sul conto corrente contestualmente all’operazione effettuata, dunque è necessario che si disponga di una certa cifra sul conto corrente prima di avviare la transazione.
Home banking
Con questa espressione si indica una serie di servizi bancari che è possibile effettuare presso una postazione internet o comodamente da casa, dunque attraverso il web, e in alternativa allo sportello fisico della banca. Tra questi servizi vi è la possibilità di effettuare bonifici on-line, o di consultare il proprio estratto conto, compiere pagamenti, e ricariche, il tutto accedendo alla sezione personale del sito della propria banca.
Prodotti derivati
I derivati sono degli strumenti finanziari importanti per l’economia globale e la loro natura è piuttosto complessa. Non si tratta di titoli con un valore determinato o fisso ma la cui natura deriva appunto dall’andamento dei prezzi di un’attività. Le attività sono appunto finanziarie come obbligazioni o azioni o attività reali, ovvero merci, e quindi ad esempio petrolio. Quando si parla di prodotti derivati, si tratta generalmente di un contratto a termine tra due controparti, e i principali sono i Futures, Opzioni, e gli Swaps.
Spillature e girate: piccola guida agli assegni
Gli assegni rappresentano un metodo di pagamento alternativo al movimento di denaro contante e all’utilizzo della carta di credito o del bancomat. Il primo esempio di questo strumento di pagamento risale al 1763 ed è legato alla “Hoare’s bank” di Londra che emise il “capostipite” di tutti gli assegni successivi. Da allora, sono molti gli assegni che vengono emessi dagli istituti finanziari e che circolano quotidianamente all’interno del mercato, ed esistono delle norme specifiche che regolano tale materia come il regio decreto 21 dicembre 1933 n.1736, dedicato appunto all’assegno.
Uno dei requisiti fondamentali per disporre di un libretto di assegni è che il proprietario sia titolare di un conto corrente bancario. La banca, infatti, in seguito all’apertura di un deposito monetario, può rilasciare un carnet cartaceo contenente una serie di assegni che presentano alcune indicazioni prestampate, riguardanti i dati della banca emittente, il numero di conto corrente dell’intestatario e la denominazione di assegno bancario. Al momento dell’utilizzo, sarà il cliente a procedere con la compilazione, inserendo il proprio nominativo e quello del beneficiario, l’importo da pagare, data e luogo dell’emissione, accanto alla propria firma. Attraverso l’assegno, la banca si impegna a pagare, per conto del proprietario del conto, una determinata somma di denaro a favore di un beneficiario, come un altro individuo o un esercizio commerciale, oppure allo stesso intestatario del conto.
Esiste una terminologia specifica legata all’ambito degli assegni, che potrebbe talvolta risultare difficile da comprendere nell’immediato. Ecco, dunque, una breve e semplice descrizione delle parole più comuni che potremmo incontrare durante queste operazioni.
“Girata” e assegno “non trasferibile”: se osserviamo un assegno, noteremo la presenza di uno spazio in cui è possibile indicare la non trasferibilità del pagamento. Apponendo la dicitura “non trasferibile” nello spazio apposito, dunque, si impedisce che l’assegno possa essere “girato”. Questo vuol dire che l’incasso potrà essere indirizzato e prelevato solo ed esclusivamente dal beneficiario indicato sull’assegno. La “girata” invece è il meccanismo mediante il quale il “girante”, ovvero la persona verso cui è stato in origine intestato l’assegno, può indirizzare lo stesso nei confronti di un terzo, che viene definito “giratario”.
La dicitura “non trasferibile” è un’ulteriore forma di protezione nei confronti dell’intestatario del conto corrente, poiché, in caso di truffa o smarrimento dell’assegno, questo non potrà in alcun modo essere utilizzato da soggetti che non siano indicati sull’assegno stesso.
“Spillata” o troncatura: un assegno si dice “spillato” quando viene reciso l’angolo superiore sinistro. Questo può essere eseguito quando l’assegno non risulta più valido, e dunque, non può più circolare, per errata compilazione o una volta ultimato il pagamento. La troncatura è quindi eseguita dalla banca durante la fase di incasso dell’assegno.
Quando sentiamo parlare di assegno circolare, invece, si sta facendo riferimento a un tipo di assegno che viene rilasciato dalla propria banca soltanto dopo aver appurato l’effettiva disponibilità sul conto corrente della cifra richiesta. L’importo viene quindi bloccato fino al momento della riscossione dell’assegno, al contrario del semplice assegno bancario, che invece può essere compilato a prescindere dalle disponibilità di fondi nel conto. Se il titolare non dovesse disporre della somma dovuta al beneficiario, indicata sull’assegno, questo risulterà “scoperto”, e non potrà quindi essere riscosso.
Leggere e capire un conto scalare
Il conto scalare, assieme all’estratto conto e al conteggio delle competenze, è uno degli strumenti con cui una banca comunica ai correntisti le situazioni dei vari conti. Viene anche chiamato riassunto scalare, e differisce in modo sostanziale dell’estratto conto per il contenuto e le modalità di presentazione delle informazioni.
La sua lettura è estremamente istruttiva, ma non è immediata e chiara come quella dell’estratto conto: questo perché è appunto basato su presupposti diversi.
Proviamo allora ad analizzare gli elementi che lo compongono e le procedure con cui viene compilato per fare un po’ di luce.
All’interno del documento si riportano le rendicontazioni che la banca ha effettuato sui movimenti di denaro nel conto corrente: è in pratica il modo con cui la banca può informare i suoi clienti correntisti di interessi debitori o creditori. Per il cliente, si tratta del mezzo più pratico per desumere i costi e gli introiti del proprio conto corrente.
Come l’estratto conto anche il conto scalare è composto da diverse voci:
Valuta: si tratta della data da cui gli interessi per i crediti iniziano a maturare, e da cui gli interessi per i debiti smettono di farlo.
Saldi per valuta: è il saldo relativo dalle entrate ed uscite per le differenti operazione eseguite, con riferimento alla data corrispondente alla voce precedente.
Giorni valuta: si tratta del numero di giorni che intercorre fra il saldo di riferimento ed il successivo.
Tasso: il tasso annuo d’interesse applicato nei giorni per valuta (non sempre presente).
Numeri debitori e Numeri creditori: si tratta del risultato matematico di una semplice equazione, cioè la moltiplicazione dei saldi per valuta per i giorni valuta. Alcune banche lo dividono per 100 o per 1000, ma la cosa non è rilevante ai fini del calcolo degli interessi. Se il risultato ha valore negativo viene considerato numero debitorio, se invece ha valore positivo viene considerato numero creditorio. Sulla totale di questi valori si opera poi il calcolo degli interessi specifici, passivi o attivi.
Saldo disponibile finale: è la liquidità concretamente disponibile alla chiusura del trimestre
Uno dei motivi di perplessità di fronte al conto scalare è spesso che i movimenti sembrano non coincidere con quelli dell’estratto conto. In effetti, non è semplice confrontare i due documenti a meno che non vengano comparati su periodi di tempo piuttosto lunghi. Il conto scalare, infatti, raggruppa tutte le operazioni avvenute e mostra i saldi per valuta anziché i saldi contabili.
Questi due tipi di saldi, sul breve termine, raramente coincidono. La ragione è che, come la pratica quotidiana ci insegna, esiste uno scarto temporale tra la data di esecuzione di un’operazione bancaria e la data di contabilizzazione. Ad esempio, il versamento di un assegno prevede un certo numero di giorni prima che inizino a decorrere degli interessi attivi su tale assegno (data di valuta). Durante questi giorni, è possibile che il conto corrente abbia già prodotto altri movimenti: in questo caso è evidente che la data delle operazioni e le date di valuta non possono coincidere.
Se invece il conto corrente non esegue alcuna operazione per diversi giorni, è probabile che l’estratto conto ed il conto scalare tornino a coincidere: i due strumenti hanno quindi bisogno di tempo per sincronizzarsi.
