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Perdere peso. Chiedimi come.

Fantastico. Mai nella vita avrei pensato di scrivere una cosa del genere.

Il titolo che vi propongo è il cavallo di battaglia del marketing connesso alla perdita di peso, ovvero una delle più fiorenti industrie della società occidentale, almeno nel settore legato alla ‘salute‘ e al ‘benessere‘.

ciccione

Un’industria schifosa, diciamolo subito e con convinzione.

Dopo aver inquinato e disperso la cultura gastronomica di quella biodiversità alimentare premoderna che metteva i piatti in tavola, ove possibile, senza fare appello a cibi che avessero viaggiato per migliaia di chilometri, ecco che il capitalismo ti inventa la perversione estrema.

Dopo che per millenni la gente si era dannata per arrivare a quel maledetto fabbisogno calorico individuale, ecco che la fabbrica dei mostri ti inventa l’obesità.

Obesità low cost, per la precisione.

L’alienazione nel lavoro si traduce immediatamente nell’emancipazione economica che serve – immediatamente – per placare la fame storica delle popolazioni occidentali.

Il reddito occidentale – non senza la complicità dell’industria alimentare globalizzata – può garantire a molti milioni di persone la possibilità di eccedere a livello alimentare.

Accumulare, verbo tanto caro all’homo economicus moderno e contemporaneo.

Accumulare grasso, però, che intasa le arterie e uccide, letteralmente, come se fosse la pena del contrappasso di un’umanità per secoli piagata dalla fame, appunto, ed ora immediatamente destinata all’obesità, ‘come per magia’.

Si può ingrassare facilmente e a poco prezzo, anche nella nostra Italia della crisi permanente.

Si ingrassa perchè si mangia male, per esempio.

Nell’era dei piatti di spaghetti surgelati pronti da mangiare, la ‘cultura’ della gastronomia ha perso terreno in favore di logiche di mercato decisamente fuori da ogni considerazione nutrizionale minimamente sensata.

Ma si ingrassa anche in casa dei grandi cuochi, fatevelo dire.

Proprio perchè dove invece si coltiva l’arte della pentola ecco che è facile indugiare nei consumi, allenando una libido mai sazia a non accontentarsi di poco.

E’ il mio caso, in definitiva.

Sono un ottimo interprete di quella che comunemente viene definita ‘cucina mediterranea‘, sono un cuoco fantasioso e creativo, allenato, versatile, competitivo.

🙂

In 20 anni di fornelli non era poi così improbabile tendere all’ingrasso, avendo un metabolismo già particolarmente predisposto, sotto il profilo genetico.

Ci sono persone che mangiano tanto senza ingrassare.

Ci sono persone che mangiano tanto e ingrassano tanto, ma almeno non sanno cucinare troppo bene o non si applicano.

Ci sono infine persone che mangiano tanto e ingrassano tanto e subito, e che hanno anche una certa abilità ai fornelli che gli consente di mangiare bene e con gusto in qualsiasi momento.

Questi, come me, rischiano seriamente di accumulare ciccia senza soluzione di continuità.

E così è andata.

Complice il lavoro sedentario, quest’inverno mi sono reso conto di essere arrivato ad un peso che mai avrei pensato di raggiungere nella vita.

Nulla di che. Sono un uomo di un metro e 80 e ho sempre avuto una corporatura robusta, e la pancia naturalmente.

Ma non mi aspettavo di poter superare i 100 chili nella vita… e come capita a molti, semplicemente, non me ne sono reso conto.

🙂

E ora, dunque?

Ora devo perdere peso. E so come farlo, perchè ho già cominciato e sono – manco a dirlo – a metà dell’opera.

Ho perso i primi 8 chili su 19 che vorrei scontare sulla pesa iniziale presa a riferimento (104 abbondanti).

Traguardo ottantacinque chilogrammi, ma tutto sommato non avrei problemi nel fermarmi prima se dovesse risultare che il ‘peso ideale’ suggerito dalle equazioni teoriche fosse sottostimato rispetto alla mia fisionomia effettiva.

Anche perchè non è affatto solo una questione di peso, ovviamente, ma di percentuale grassa e di – invece – massa muscolare totale.

Sul rapporto tra muscoli e grasso misuriamo la nostra percezione di salute o di ‘forma’, in defintiva, e non mi stupirei se alla fine della ‘cura’ il mio peso complessivo fosse superiore alle aspettative, se quei chili in più fossero di puro muscolo invece che di molle ciccia.

Vi faccio sapere come va.

🙂



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