Come far crescere i propri fan su Facebook?
Moltissime aziende non si accontentano più di utilizzare il solo sito web istituzionale per rappresentare la propria identità online.
Una presenza matura e attiva sul web viene ormai sempre più veicolata da un mix particolare che, pur passando senza dubbio anche per il classico sito web aziendale, non può sottrarsi dall’allestimento di alcuni profili dedicati presso i principali social networks mondiali.
Una pagina aziendale su Facebook ed un profilo Instagram aggiornato, come base essenziale per costruire un buon ‘mix‘: ma anche canali video dedicati su Youtube o anche raccolte fotografiche da curare su Pinterest.
Sicuramente i ‘social media’ permettono di accogliere un ampio genere di contenuti per rilanciarli presso il pubblico di fan-followers-contatti.
Ecco che anche la promozione della stessa pagina aziendale su Facebook inizia ad essere un ulteriore aspetto da curare da parte dei marketer aziendali, che naturalmente non possono ormai permettersi di sottostimare il peso pubblico di questo particolare strumento di comunicazione tra aziende e consumatori-clienti-fan.
Di ricasco capita che molti uffici stampa vengono a chiederci – a noi che facciamo della promozione online il nostro pane quotidiano da anni – come comportarsi di fronte a questo nuovo ‘fronte’ della visibilità pubblica, come approcciare la diffusione di una pagina fan su Facebook, come stimolarne la crescita.
Volendo essere sarcastici diremo meglio che la principale domanda che capita di sentire parlando di questo argomento con le tradizionali agenzie di PR si riduce ad un quesito di gran lunga più immediato e di basso livello, sul piano della ricognizione strategica che invece dovrebbe contraddistinguere un momento di ‘scoperta’ di un nuovo pulpito per la comunicazione commerciale.
Una delle principali domande di aziende e agenzie di comunicazione è semplicemente connessa a scoprire trucchi o sistemi per aumentare i fan su Facebook in favore della pagina che hanno in gestione.
La domanda sarebbe anche legittima, intendiamoci.
Purtroppo la risposta migliore che possiamo dare costringe gli interlocutori ad ampliare le proprie prospettive e ad approfondire implicitamente le logiche che sottintendono effettivamente ad una vera operazione di marketing sostenuta – anche – grazie alla presenza aziendale su Facebook.
La risposta è altrettanto semplice, di per sé.
Per far crescere il pubblico di una pagina fan su Facebook è sufficiente curare un’agenda di contenuti tematizzati e interessanti, spunti e suggestioni originali che siano in grado di avvicinare l’attenzione dell’iscritto Facebook verso l’azienda curatrice della pagina fan e verso i suoi servizi, prodotti o iniziative.
Cosa c’è dietro al “Mi piace”?
Il “Mi piace” non dipende esclusivamente dal fatto che una cosa, istintivamente, sia di nostro gradimento o no. Dipende soprattutto dalla riprova sociale, ovvero da quanto quel post o quella pagina siano già piaciuti ad altri.
Non importa chi siano gli altri e che cosa fanno. Sicuramente, se un amico ha già messo “Mi piace” a qualcosa, l’utente sarà portato a mettere anche il suo “Mi piace”. Se poi, oltre all’amico, la cosa ha interessato altre 20000 persone (perché ci sono 20000 “Mi piace”), allora poi quel contenuto non deve essere così male.
Quindi, si clicca. Perché, in fondo, piace anche a noi. Se un contenuto non ci soddisfa, ci possono essere anche un milione di “Mi piace”, non ci interesserà lo stesso. Se, invece, siamo indecisi se cliccare o no, allora i ‘like’ saranno un fattore determinante per la nostra scelta. Ecco perché potrebbe aver senso allestire strategie per aumentare i ‘mi piace’ su Facebook raccolti dalla nostra pagina fan.
Come si realizza la riprova sociale senza che l’utente ne sappia nulla? Torniamo al nostro esempio: se l’amico dell’utente ha messo “Mi piace”, non era certo perché l’utente lo sapesse.
Come l’amico ha messo il “Mi piace”, l’utente ha ricevuto una notifica che lo informava del “Mi piace” dell’amico. L’amico non sa se l’utente guarderà il post o se metterà il “Mi piace” come lui. L’amico ha messo il “Mi piace” semplicemente perché gli andava.
Nonostante questo, ha scatenato la riprova sociale: l’utente andrà a vedere per curiosità e si accoderà all’amico nella maggior parte dei casi.
Un altro fattore incide nel fare click su “Mi piace”: lo scambio. Capita che un amico crei una pagina fan e che chieda di mettere il “Mi piace” sulla sua pagina. L’utente lo fa, ma “in cambio” vorrà un “Mi piace” sul suo post/pagina.
Lo scambio non è sempre costruttivo. Magari riceveremo qualche “Mi piace” in più, ma poi l’utente non si sentirà parte della pagina e la dimenticherà: ha già fatto “lo scambio”, quindi non gli interessa l’interazione. Non è coinvolto.
Senza coinvolgimento, quel “Mi piace” non diventa una “Persona che ne parla”, quindi non porta nulla alla pagina: è solo uno scambio.
Non importa la quantità, ma la qualità. 100 fan che commentano, che seguono, che parlano sono meglio di 1000 che non passano mai dalla pagina. Per coinvolgere chi ha già fatto “Mi piace”, ci vuole pazienza, strategia e un consiglio esperto, che saprà gestire la pagina Facebook per dare una marcia in più alla tua reputazione online.
La riprova sociale è complessa: non si possono prevedere al 100% i comportamenti umani, ma si può strutturare una pagina Facebook in modo che sia apprezzata dall’utente.
Metriche Facebook: una questione di dimensioni
Mentre ormai quasi tutte le aziende che hanno un sito web hanno attivato anche una pagina fan in grado di rappresentarle, sia pure approssimativamente, sul grande social delle facce, Facebook.com, solo pochissime imprese sono arrivate realmente ad assaporare i gustosi miraggi tanto paventati e sbandierati dai corifei del social media marketing, nostrano e d’importazione.
Il mito della viralizzazione dei contenuti proposti dalla pagina fan, tanto spacciato dalla retorica del passaparola spontaneo, è ben lontano dall’essere a portata di tutti, solo perché si è aperta un apagina fan e si sono rimediati alcuni like tra contatti, amici, parenti e – forse – qualche cliente affezionato.
Cosa manca ai più per avvalersi dei prodigiosi risolti sociali della tanto decantata pubblicità su Facebook?
Nella stragrande maggioranza dei casi mancano i ‘numeri’, è sempre e solo la solita questione di dimensioni, che tanto attanaglia l’umanità da secoli.
I grezzi numeri riportano le nostre velleità virali alle più modeste cifre da ‘cortile del condominio’, altro che ‘infinita piazza virtuale su cui non cala mai il sole’.
Per verificare i vantaggi del social media marketing vero e proprio dovreste provare a ragionare su grandezze di scala appena superiori.
Provate a moltiplicare per 10 il numero dei vostri fan. Poi moltiplicate per 100.
Ora potete riprendere i discrosi di gloria del social media consultant di prima e misurarli alla luce di alcune migliaia di fan iscritti agli aggiornamenti della vostra fanpage aziendale. Forse anche decine di migliaia.
Allora avrete tutt’altre possibilità statistiche di godere dei frutti della viralizzazione, quando ciascuno dei vostri contenuti partirà dal discreto vantaggio di una consistente platea di pubblico pregresso.
Ecco spiegato il motivo per cui le aziende più ‘navigate’ nel mondo dell’advertising digitale investano risorse e fatica nell’accumulare una sempre più consistente base di fan per la propria pagina Facebook.
Come fanno?
Pubblicano contenuti interessanti capaci di attirare l’attenzione e l’approvazione degli iscritti Facebook, che possono diventare fan direttamente e naturalmente.
Si rivolgono alle agenzie di marketing che si occupano direttamente della vendita di fan italiani targhetizzati.
Pianificano campagne pubblicitarie a pagamento tramite il programam interno dei Facebook Ads.
Una volta innescata la metrica di crescita dei contatti tutti i numeri della pagina fan cambieranno drasticamente, in positivo; verificando anche le più mirabolanti promesse del social media marketing tanto sbandierato sulla piazza, ma solo raramente applicato con coerenza e consapevolezza.
Gestire una pagina fan su Facebook: miti ed errori
Chi pensa alla visibilità su Facebook spesso pensa che:
– Appena sbarcato su Facebook riceverà migliaia di “Mi piace”, perché i “Mi piace” arrivano sempre per qualsiasi cosa;
– Tutte le persone che metteranno “Mi piace”, automaticamente acquisteranno i prodotti promossi sulla pagina fan;
– I commenti che arriveranno alla pagina fan saranno tutti positivi e non ci saranno clienti insoddisfatti della nostra attività.
La realtà è un’altra. Una pagina appena messa online è una pagina sconosciuta. Invitare tutti gli amici in massa non porta vantaggi assoluti. Basta pensarci. Se hai un’attività, probabilmente i familiari più stretti e gli amici già sanno che è in piedi. Magari, già acquistano da te ciò che serve.
È importante invitare solo quegli amici che sono interessati alla nostra attività, oppure che non la conoscono. Non è detto che, una volta ricevuta la notifica di invito, l’utente cliccherà sul bottone “Mi piace”.
In più, oggi i “Mi piace” sono in bella mostra sul profilo dell’utente (nella schermata precedente alla richiesta di amicizia), quindi questi sono ancora più portati a selezionare i propri click.
Tra un click e un affare c’è di mezzo il mare. Parafrasando il detto, dal “Mi piace” alla vendita, il passo è più lungo di quanto si pensi. Il cliente (se l’azienda non vende online) deve recarsi alla sede più vicina, acquistare solo quello che serve per esigenze personali, trovare il tempo e l’offerta giusta.
Il “Mi piace”, invece, è solo un click. Come passare alla conversione? È importantissimo dare l’idea che non si sta vendendo. La pagina non è fatta per vendere, ma per mostrare l’attività.
Se l’utente vorrà, ci farà un salto. Se troverà un oggetto di gradimento, andrà ad acquistarlo. Nell’attesa, nella pagina deve trovare un album di foto che mostri i nuovi arrivi e gli sconti. Tanto per gradire…
I consigli e la condivisione di post già graditi sulle altre pagine del settore fanno il resto. Se l’utente vede che la vostra pagina è di qualità, quando avrà bisogno di quel prodotto saprà già dove andare.
Facebook non è il solo passaggio della conversione, ma certamente è uno dei più importanti: l’utente deve sapere chi sei e che cosa fai, devi ispirargli fiducia facendo attenzione a cosa condividi e a cosa no, cosa commenti e cosa no, come sai gestire chi ti sta attaccando (con cortesia ed efficienza). Solo così, l’utente potrà “pensare” di diventare cliente, magari trovando poi sul sito aziendale una landing page studiata per chi arriva da Facebook.
Una buona struttura non garantisce la vendita al 100%, ma ti assicura una buona conversione, che ti permetterà non solo di vendere un pezzo, ma di essere un punto di riferimento per il tuo fan/cliente.
Perché alcuni aggiornamenti di stato su Facebook sono più visibili di altri?
L’algoritmo interno usato da Facebook che fa sì che alcuni aggiornamenti siano più visibili di altri un tempo si chiamava Edgerank. Ultimamente questo algoritmo è stato sostituito da uno un po’ più complesso, che però non ha ancora un nome.
Le dinamiche che questo algoritmo segue sono piuttosto complicate e si basano sul “grado di affinità” che vi è con gli altri membri o pagine di un dato gruppo di amicizie e sul tipo e la frequenza di “interazioni” che corrono fra i membri dello stesso.
L’algoritmo assegna un valore a ogni interazione che avviene tra il ricevente e il mittente di un messaggio. Più questo valore è alto, maggiori saranno le probabilità che il post venga visualizzato tra le notizie più popolari in bacheca.
Parlando praticamente: più voi cliccate “Mi piace” sulla pagina di un amico e commentate i post di quell’amico, più visibili saranno poi gli aggiornamenti di quell’amico sulla vostra bacheca.
Il peso delle interazioni nell’algoritmo è diverso. Ad esempio un “Mi piace” ha meno peso di un commento, così come un commento ha meno peso di una condivisione. Allo stesso modo, un video, una foto o un link hanno una posizione più alta nella graduatoria di un post semplice come può esserlo un aggiornamento di stato. La differenza con il precedente Edgerank è che ora ci sono molte più categorie e sotto-categorie di azioni che determinano il diverso “peso”, ossia il diverso grado di affinità fra mittente e destinatari.
Se prima bastava questo per determinare il grado di affinità, ora, con la scomparsa dell’Edgerank in favore del più nuovo e complesso algoritmo, Facebook guarda le interazioni globali e non solo quelle personali.
Nel concreto: se un aggiornamento appare a 100 utenti, ma solo un paio di loro interagiscono con esso, la volta seguente l’aggiornamento del mittente non apparirà in bacheca o apparirà in una posizione meno visibile. Viceversa, se un numeroso gruppo di persone interagiscono con l’aggiornamento in questione, il prossimo aggiornamento di quel mittente avrà più probabilità di apparire in una posizione rilevante.
Inoltre nell’algoritmo entra in gioco anche il fattore tempo: se una pagina viene visualizzata tutti i giorni e l’utente clicca tutti i giorni “Mi piace” su un post di quella pagina, gli aggiornamenti della stessa risulteranno più visibili nella bacheca dell’utente rispetto a quelli di una pagina che non viene visualizzata da mesi.
La visibilità viene, poi, influenzata dalla capacità degli utenti di nascondere messaggi o segnarli come spam e dalle impostazioni di relazione che gli utenti possono applicare (etichettando il mittente come “amico” o “conoscente”, ad esempio. O scegliendo se ricevere gli aggiornamenti di quella pagina).
Infine, l’algoritmo considera anche quale dispositivo viene utilizzato e la velocità di connessione a Internet di un utente per decidere cosa mostrare.
Quindi, quali sono i trucchi per rendere i propri post più visibili?
Innanzitutto è necessario aggiornare spesso la propria pagina e pubblicare post nelle ore del giorno più frequentate, in modo che un numero maggiore di gente possa cliccare “Mi piace” o commentarlo. Inoltre, sarebbe preferibile interagire il più possibile con gli amici in elenco, cliccando a vostra volta “Mi piace” sulle loro pagine personali e commentando i loro aggiornamenti. Più loro ricambieranno queste attenzioni, più il vostro grado di affinità salirà, garantendovi una posizione visibile nella loro bacheca.
E’ infine importante diversificare i post (foto, link, video, citazioni etc) in modo da attrarre una fetta di pubblico vasta e potrebbe essere utile terminare i post con delle domande, così da spingere gli altri utenti a rispondere.
