Come leggere Freud oggi
Sono passati poco più di 110 anni dalla pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni da parte di Sigmund Freud. Allora sapere di avere un estraneo in casa, precisamente nella propria mente, sconvolse l’opinione pubblica bigotta e conformista della Belle Époque.
Oggi la psicologia pervade la vita di tutti i giorni: qualsiasi settimanale ha il test, che non è altro che un metodo psicologico spicciolo per divertirsi e, magari, conoscersi un po’ meglio.
La psicologia come metodologia per conoscere meglio le proprie attitudini oggi si usa anche per scegliere più candidati allo stesso posto di lavoro, oppure per vedere se quella persona è la più adatta a noi.
Cosa possono dire oggi le parole di Freud? Sicuramente, alcune verità continuano a sconcertare ancora oggi: per esempio, il fatto che i sogni abbiano un contenuto manifesto (cioè quello che vediamo nel sogno e che ricordiamo) e un contenuto latente, che dobbiamo interpretare nel modo giusto.
I segnali della psiche possono essere difficili da interpretare: ogni sogno nasconde un messaggio, una sorta di autodifesa della nostra mente. In periodi particolarmente complessi della vita (come nel caso delle dipendenze, qualunque esse siano), tutto ricomincia dalla persona che vive il problema.
Infatti, nelle dipendenze mano a mano l’individuo perde la capacità di venire incontro alle esigenze del proprio corpo e inizia a far dipendere la propria giornata dall’origine della dipendenza (alcolici, droga, gioco d’azzardo, persino dal PC).
Con i processi analizzati per la prima volta da Freud, oggi siamo in grado di rivolgerci a un esperto terapeuta, che studierà un percorso che permetta alle persone con dipendenza di uscire dal tunnel per gradi, riacquistando un’insperata autonomia.
La strada di Freud non è certo una delle più facili, quindi il consiglio è di prendere in considerazione l’opera di Freud e la psicologia in genere prima del verificarsi dei problemi.
Qualsiasi dipendenza (e non solo) si dimostra con un disagio momentaneo facile da intuire per chi sta intorno alla persona che sta iniziando un percorso al contrario. Riuscire a parlarne prima con i familiari o con gli amici per un consulto successivo da un esperto rende tutto più semplice e dimezza le possibilità di riprendere una vita normale.
Freud sicuramente non poteva essere a conoscenza delle nuove dipendenze (come quella da Internet), ma ha spianato la strada per un nuovo modo di conoscere la psicologia e con essa la mente umana.
Rileggerlo ora significa acquisire consapevolezza su ciò che siamo davvero: chissà che, con un po’ di spirito critico, non saremo in grado di sorprenderci all’affascinante lettura dell’Interpretazione dei sogni.
La psicologia aiuta a vivere meglio
La psicologia, nata sul finire dell’Ottocento, negli ultimi anni è diventata anche argomento portante dei salotti televisivi più importanti. Che si tratti dell’ultimo omicidio o del modo migliore per rilassarsi, non c’è niente di meglio di un esperto in materia per sviscerare l’animo umano.
Come mai la psicologia e le materie a essa collegate attirano così tanti spettatori alla ricerca del benessere o dei dettagli più morbosi? È presto detto.
Sempre più portati verso la ricerca di quel “qualcosa che manca” e che deve sempre mancare per invogliare all’acquisto, siamo pronti a scovare nei meandri oscuri dell’inconscio e a scoprire (non si capisce come) anche bisogni che in realtà non ci interessano.
La psicologia serve a conoscersi meglio e a trasformare i problemi in una risorsa per risolverli? Sì, ma nel modo giusto. La psicologia non è una scienza esatta e non può dare risposta a tutto. Se vogliamo conoscerci veramente meglio, però, è l’unica scienza in grado di farlo.
Nella nostra vita frenetica, non troviamo mai un momento per pensare a noi stessi: lo stress si accumula, ma non sappiamo nemmeno perché, ritenendo che un consulto con un terapeuta sia da relegare ai casi più gravi.
In realtà, sono tante le figure professionali che ruotano intorno alla vera psicologia: sociologi, psicologi, terapeuti possono aiutare a evitare piccoli episodi che rendono la vita impossibile e darci un modo per vivere meglio senza essere legati a una pubblicità.
Per esempio, gli psicologi nelle scuole servono a risolvere le prime avvisaglie di bullismo, oppure per venire incontro a quei ragazzi che, semplicemente per età, si riscoprono diversi e non hanno altri modi per parlarne nel mondo digitale.
La psicologia fai-da-te è da riservarsi alle riviste patinate e alle rubriche speciali: se vogliamo conoscere davvero noi stessi, accettando i nostri difetti e vivendo con serenità il nostro rapporto con chi ci circonda, abbiamo necessità di un occhio esterno, che ci consenta di vedere un lato di noi che non conoscevamo.
Farlo significa prendere coscienza di tre cose.
1) Tutti noi siamo pieni di problemi, le difficoltà fanno parte della vita, ma farsi riempire la testa di parole vuote e soluzioni facili non serve.
2) Mai affidarsi al fai-da-te, soprattutto in chiave psicologica.
3) La psicologia non è un modo per perdere tempo o scoprirsi “felici” di punto in bianco, ma vedersi come un universo a parte da un punto di vista diverso e affascinante.
I blog di psicologia: pro e contro
I blog di psicologia, o in generale, quelli che trattano di salute e benessere, spesso danno una definizione utile per un malessere al quale non sappiamo dare un nome. Le definizioni, però, vanno prese con le pinze per diversi motivi.
Il primo è che le definizioni sono generiche, perché devono rivolgersi alla vasta platea di Internet. Per sapere davvero quali sono le vostre problematiche, non potete fare a meno di un consulto a tu per tu con il terapeuta, che saprà così darvi ragione della vostra difficoltà.
Il secondo è che i blog che si occupano di psicologia spesso si riferiscono a casi concreti avvenuti diversi anni prima, oppure rispondono a domande specifiche degli utenti in modo da dare una soluzione anche a chi, eventualmente, avesse la stessa difficoltà, ma non potesse essere pubblicato.
Il terzo è che anche i blog di psicologia, come qualsiasi blog, devono tener conto delle parole chiave per farsi trovare sui motori di ricerca. Quindi i termini sono scelti per essere facilmente fruibili, evitando un gergo troppo tecnico.
Quando rivolgersi ai blog di psicologia? I blog nascono per essere una vetrina del terapeuta; in definitiva avere la possibilità di sapere il curriculum professionale di chi si sta relazionando con voi in rete, per poter velocemente chiedere un consiglio, non deve essere sottovalutata.
I blog di psicologia vanno quindi utilizzati spesso e volentieri per chiedere un consiglio e per capire se il disagio che stai passando è relativo e passerà da solo, oppure se è necessario intraprendere un percorso finalizzato alla completa riabilitazione.
Come per una persona che ha subito un incidente e che deve recuperare l’uso delle gambe, anche la mente ha bisogno di una lenta riabilitazione, che dipende dal danno subito e da diversi altri fattori inconsci che possono agire nella vita di tutti i giorni.
Il riscontro da parte degli utenti in queste situazioni è sempre fondamentale: venire alla conoscenza dell’esperienza di altri clienti del terapeuta fa sì che la fiducia aumenti, anche se non lo si conosce personalmente.
Spesso, le difficoltà della vita non sono così evidenti come possiamo pensare: ragioni inconsapevoli possono rendere la vita molto difficile, soprattutto se non siamo in grado di controllare tic e stati ansiosi.
Il percorso per riprendersi non è facile, ma fa bene. In tantissimi hanno trovato nei blog di psicologia un punto di contatto con un esperto affidabile, anche solo per dare risposte immediate e personalizzate al proprio caso. Cosa aspetti?
