Ultimi giorni per risparmiare sulla RC Auto
Approfittare delle offerte promozionali nel campo dei servizi è una delle armi più potenti per il consumatore per risparmiare davvero qualche soldo, soprattutto in tempi di crisi come questi.
Naturalmente buona parte di queste offerte promozionali hanno esatttamente lo scopo di incrementare la base di clientela della compagnia che se ne fa promotrice; gli sconti sono concessi in previsione del tasso di rinnovo, molto spesso, e ogni promozione è coordinata in funzione di una raccolta commerciale che evidentemente mira ad un rientro dell’investimento promozionale, se non nell’immediato almeno in tempi medi o medio-lunghi.
Ma le due intenzioni non sono necessariamente contradditrorie.
Il consumatore ha convenienza nell’aderire a determinate offerte di natura promozionale se l’entità dello sconto lo incentiva a cambiare fornitore, o se semplicemente la tariffa promozionale in oggetto risulta essere la più conveniente sul mercato, almeno nel brevissimo periodo di durata della promozione.
D’altra parte le compagnie possono in questo modo raccogliere un certo numero di nuovi contratti di fornitura, dando vita, nei casi positivi, a quelle economie di scala che probabilmente hanno consentito quella previsione di spesa che ha innescato l’offerta pubblica sul mercato di una tariffa o di un servizio ad un prezzo particolarmente competitivo, evidentemente a parità di prestazioni e/o qualità in confronto agli altri competitor presenti su piazza.
Non è affatto detto che una volta conclusa la tariffa a carattere promozionale il consumatore abbia effettivamente immediata esigenza di rivolgersi ad un terzo fornitore.
Nel breve periodo la strategia commerciale applicata dalle aziende che offrono servizi in promozione funziona sicuramente, almeno su una certa percentuale di nuovi contratti di fornitura.
Naturalmente solo una minima parte dei nuovi clienti raccolti grazie alla promozione commerciale potrà tramutarsi in clientela ‘fissa’ capace di incidere sui bilanci commerciali dell’azienda sul lungo periodo, mentre è necessario prevedere il fatto che entro un determinato lasso di tempo gli efffetti benefici di una campagna pubblicitaria basata su sconti sensibili sulle tariffe standard vengano a decadere.
Sarà dunque conveniente per l’azienda procedere con una nuova campagna promozionale atta ad attirare nuove fasce di consumatori, riattivando il ‘circuito’ commerciale descritto sopra.
Proprio grazie alla libera fluttuazione dei prezzi e delle tariffe e alla continua ricerca dell’occasione migliore da parte dei consumatori più attenti si forma, nel bene o nel male, quell’equilibrio tra costi e prestazioni che teoricamente coinvolge tutti, i consumatori attenti come quelli distratti, le aziende rampanti e marketing-oriented come quelle assolutamente tradizionali e del tutto avulse da certe strategie di commercializzazione.
La riduzione dei costi RC Auto
Rispetto a quando ero neopatentato, nei primi anni 2000, i premi delle RC Auto in Italia sono tendenzialmente divenuti meno costosi.
Sotto il profilo soggettivo questo è stato particolarmente vero anche perchè ovviamente ora sono in una classe Bonus-Malus molto più vantaggiosa, complice anche la famosa Legge Bersani che ha permesso a molti giovani di ‘ereditare’ la classe Rc Auto di uno dei genitori.
Ma in generale il trend al ridimensionamento dei costi assicurativi per i veicoli è di lungo periodo ed ha interessato l’intero paese.
D’altra parte il mercato dei servizi ha cambiato fisionomia negli ultimi venti anni, anche nel nostro paese.
La disintermediazione del commercio elettronico e della grandissima distribuzione ha interessato anche i servizi assicurativi e finanziari, che anzi sono tra i principali responsabili della progressiva ‘digitalizzazione’ dell’italiano medio, che ha imparato nel corso degli anni ad utilizzare la tecnologia, se non per convinzione sicuramente per convenienza.
Oggi moltissimi italiani sanno perfettamente che un tipo di servizio come la polizza per l’assicurazione dell’auto può essere molto più conveniente se acquistato direttamente online, piuttosto che dal vecchio agente in carne ed ossa, con i suoi orari d’ufficio e i suoi lentissimi bollettini di pagamento mandati via posta cartacea, magari.
Mentre invece il ‘trionfo’ della comparazione pubblica e della concorrenza di mercato ha generato un reticolo di ‘informazione diffusa’ che può consentire a qualsiasi cittadino munito di connessione di informarsi in prima persona e risparmiare il massimo sfruttando le offerte del momento.
Gli operatori più competitivi sul mercato non fanno infatti mancare ai potenziali clienti promozioni ed offerte che siano in grado di incidere ulteriormente sui costi dei servizi, invogliando il consumatore ad affidarsi all’operatore che risulta più appetibile al momento della stipula.
In questo periodo una scelta decisamente interessante è quella offerta per le polizze RC Auto che vengono stipulate direttamente online, appunto, compilando i vari dati attraverso il ‘questionario’proposto dalla compagnie, che naturalmente serve anche ad avviare la procedura burocratica di controllo con i database ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici), avviando de facto l’iter di stipulazione della polizza vera e propria..
Il 5 % di sconto viene offerto su tutte le polizze RC Auto attivate direttamente online grazie all’attivazione e alla compilazione integrale del questionario.
Un ulteriore 15 % di sconto viene concesso a quanti attivano, insiema alla polizza RC Auto obbligatoria, le 3 garanzie più importanti che comunemente si associano alla RCA, ovvero la copertura per gli infortuni al conducente, la garanzia di tutela giudiziaria e la polizza di assistenza stradale.
Un 5 % di sconto viene infine riservato a coloro che accendono una nuova polizza RCA e hanno già una precedente polizza su un altro veicolo o hanno un membro del proprio nucleo familiare già cliente dell’istituto assicurativo.
In totale quindi si offre fino al 25 % di sconto per chi attiva una RC Auto entro il prossimo 14 gennaio 2022, a patto ovviamente di rispettare tutte o alcune delle condizioni imposte dalla promozione attuale.
Non male, in effetti, se si vuole risparmiare davvero qualche soldo su un servizio ‘immateriale’ come quello della RC Auto, in tempi in cui qualsiasi euro ‘recuperato’ appare prezioso per moltissime famiglie italiane.
In Italia i premi per l’RC Auto di un automobilista medio sono particolarmente più onerosi di quelli della media degli altri paesi europei.
L’aggiornamento delle tariffe di mercato e il progressivo allineamento ai più economici premi delle polizze europee fanno parte delle prospettive tra le più auspicabili per i consumatori del nostro paese, anche alla luce della grave crisi economica in corso e della emergente tendenza al calo generalizzato dei consumi interni.
Le compagnie assicurative, dal canto loro, stanno attuando una strategia modernizzatrice che ha già dato un primo importante segnale sul mercato italiano, ma che vuole ottenere un più profondo riassetto della ‘filiera del rimborso’.
Secondo gli assicuratori il livello dei premi RCA italiani è determinato dall’incidenza dei rimborsi sulla raccolta complessiva delle polizze.
Un primo intervento in questa direzione era stato avviato nel 2011 ed emerge ora con una discreta evidenza anche sugli organi di stampa generalista, e riguarda la procedura di risarcimento delle microlesioni.
Il nuovo approccio ha voluto colpire un ben noto malcostume italiano che per decenni ha favorito una certa facilità di rimborso per danni fisici di entità – spesso – non rilevabile nemmeno ad un esame medico specialistico.
Il ben noto ‘colpo di frusta’, insomma, che spesso veniva diagnosticato da medici compiacenti a danno delle compagnie.
Oggi ottenere risarcimenti per le microlesioni è divenuto molto più difficile: è davvero necessario dimostrare la presenza della lesione attraverso esami diagnostici oggettivi, tutto qui.
L’altro intervento che gli assicuratori vorrebbero ottenere dal governo, almeno se guardiamo alle attività di lobbing messe in campo da Ania, riguarda invece l’introduzione di norme che limitino la libertà dell’automobilista assicurato nella scelta dell’officina per le riparazioni soggette a rimborso.
Ania propone l’istituzione di apposite officine di carrozzeria che siano convenzionate con le compagnie assicurative di riferimento, assicurando quindi un processo di riparazione al ‘minor costo’ o comunque presumibilmente scevro da sovrapprezzi eccessivi.
Il Governo è sicuramente sensibile alle istanze del settore assicurativo, anche per l’ordine di grandezza che questo assume in Italia.
Ma d’altra parte l’idea delle carrozzerie convenzionate ha già destato non poche critiche dalle associazioni di consumatori, per non parlare delle proteste dei meccanici e carrozzieri.
Al momento la proposta è stata associata al disegno di legge della finanziaria per il prossimo anno, ancora nella fase di studio da parte del gabinetto di governo.
Il mercato assicurativo italiano rispetto a quello europeo
Uno dei vantaggi che sarebbe dovuto essere diretta conseguenza dell’Unione Europea, almeno per noi italiani, era quello connesso ai benefici conseguenti alla maggior concorrenza, sotto il profilo degli standard e dei costi, derivante dall’unificazione del mercato europeo.
Prezzi e caretteristiche di servizi e prodotti si sarebbero dovuti uniformare su scala continentale, portandoci almeno alcuni vantaggi, se non anche diversi disagi dovuti all’arretratezza strutturale del nostro sistema-paese.
In effetti l’unificazione politica con il resto d’Europa ha inciso solo parzialmente sulle dinamiche interne del mercato terziario italiano, lasciando ancora ampio spazio per opere di modernizzazioni quanto mai necessarie, ora che la crisi ci costringe a ridiscutere le nostre priorità economiche senza farci paralizzare dai pregiudizi.
Ottimo l’esempio della RC Auto, che ben rappresenta il tipo di ritardi presenti sul mercato italiano nonostante gli stimoli allo sviluppo introdotti dallo scenario di mercato di tipo ‘europeo’, con cui tutti dobbiamo confrontarci a partire dai primi anni duemila.
Nel resto d’Europa le tariffe RC Auto sono sensibilmente più economiche rispetto a quelle italiane, questo è il punto.
In un mercato di stampo continentale possono senz’altro coesistere disallineamenti nelle forbici medie di beni o servizi, ma lo scarto tra i premi italiani e quelli europei è troppo elevato per non porre un problema anche all’osservatore più indulgente.
Cosa blocca il mercato italiano delle polizze auto, costringendolo ad una pressione sulla tasche dei cittadini ben maggiore di quella – pur legittima e sufficiente – in vigore nella maggior parte degli altri paesi europei?
Gli analisti indipendenti più acuti evidenziano due ordini di causalità a giustificazione di quest’ennesima anomalia italiana.
Da una parte l’arretratezza infrastrutturale del paese si somma all’attitudine ‘criminale’ dell’italiano medio alla guida: in altre parole il pessimo stato delle strade urbane ed extraurbane si mescola con uno scarso rispetto delle norme di guida da parte dell’automobilista italiano, determinando un’incidenza di collisioni molto maggiore rispetto alla media europea, che a sua volta determina una diretta maggiorazione dei costi dei premi RCA.
Dall’altra parte è il mercato stesso delle polizze RC Auto in Italia ad essere poco moderno ed ‘europeo’.
C’è troppo poca concorrenza, se si pensa che solo 5 tra i maggiori brand assicurativi riescono a raccogliere un totale che supera il 95 % del totale del mercato.
Maggiore competizione tra le aziende assicurative potrebbe senz’altro livellare i costi dei premi italiani sul livello degli altri paesi europei, dove un premio annuo di una RCA costa mediamente 250 euro.
Modernizzazione infrastrutturale e coscienza civica, da una parte, stimolo alla vera concorrenza di mercato, dall’altra.
Queste sono in sintesi le parole cardine su cui occorre lavorare per rendere davvero ‘europeo’ il mercato assicurativo italiano.
