Cento e mille baci, come un fiume carsico in piena.
Così si rincorron le labbra degli innamorati,
nella corsa dei destini alla luce della luna.
Cento e poi ancora mille, e cento baci sulla tua pelle di seta;
una sete riarsa assale le lingue. E che dolce tormento…
Ma l’ultimo bacio è quello che conta,
mentre gli altri volano rapidi come farfalle;
è l’ultimo sguardo che rimane negli occhi,
come una foto stampata nell’anima.
La vita è un morso, un lampo, una cacata d’uccello
[breve, inattesa, fulminea... puzzolente].
Incontaminati, noi, cuori nudi nel vento,
prendiamoci per mano, oggi, un’altra volta ancora.
Dimentichiamo il passato, che è un libro già scritto.
Senza peccato, per un minuto, scordiamoci di domani.
Siedi qui con me, dolcemente, ancora per un attimo solo.
Il tempo di un bacio, null’altro io chiedo.
Il tempo di un volo del cuore,
di un sussurro magico che spira tra le labbra.
Sogno pronunciato a mezza voce,
Dolce epitaffio di un incontro riuscito,
Piccolo ma gradito regalo fatto di luce…
… insomma, un bacio, amore mio!
La vita come una cacata d’uccello?
Ci sarebbe da scriverci sopra, perché gli uccelli hanno la loro orina nelle feci e adorano, a differenza della vita, centrare bersagli a casaccio…
Cosa non si fa o scrive per ottenere un bacio…
Benvenuto Rosso Scuro e grazie per tutto quello che hai fatto e fai per tenere in linea questo blog!!
Cosa non farebbe Gutenberg per ottenere un bacio…
Mi ricorda i mille baci di Catullo, deinde centum
Il senso era più o meno quello dei baci catulliani, da recuperare temporaneamente presso un amore finito.
E’ andata bene, l’ultimo bacio c’è stato ed è stato bello, rubato e nascosto come i migliori baci.
Ma lei questa non l’ha mai letta però…