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Note storiche e personali sul rossetto

Ho dei ricordi remoti, quando imitavo mia madre che si truccava. Mi sedevo davanti allo specchio e cospargevo il viso con polvere di cipria, con un grosso piumino da cipria, mi passavo una striscia di rossetto rosso rubino sulle labbra, sempre di mia madre, ed ecco che mi sentivo come le stelle del cinema e della televisione che avevo visto. Ricordo anche i giorni in cui le mie amiche ed io, avevo circa 11 o 12 anni, non essendo arrivata all’età in cui ci era permesso di usare il rossetto, abbiamo nascosto un tubetto di rossetto a scuola, mettendocelo direttamente lì, per poi pulirlo fuori, prima di arrivare a casa. Oggi, so che ci sono donne che affermano di sentirsi nude senza rossetto.

Rossetto

Il rossetto in una forma o nell’altra è sempre stato utilizzato, nella storia, ed è sempre stato soggetto alle oscillazioni della ‘moda’. La storia ci racconta che gli antichi Egizi utilizzavano l’henné per dipingere le loro labbra. Secondo Meg Cohen Ragas e Karen Kozlowski nel loro libro, “Read My Lips: una storia culturale del rossetto”, un rosso porpora fatto col mercurio e chiamato fucus – algina, 0,01% di iodio, bromo e mannite – è stato utilizzato per fare un lucida-labbra ante litteram. Poco a poco gli antichi Egizi hanno scoperto che era potenzialmente velenoso – parlavano del ‘bacio della morte’!

Sebbene in passato non ci fosse egiziano che sarebbe uscito da casa senza rossetto, il trucco non ha sempre avuto un posto riconosciuto nella società. In realtà, ha percorso una strada accidentata di lenta accettazione.

Secondo Ragas e Kozlowski, Thomas Hall, un pastore inglese noto come autore di “Loathsomeness of Long Haire” (1653), capo di un movimento che dichiarò che dipingersi la faccia era “opera del diavolo” e che le donne che mettono il rossetto sulla bocca cercano di “catturare gli altri e di accendere il fuoco e le fiamme della lussuria nei cuori di coloro che volgono il loro sguardo su di loro.” Nel 1770 il Parlamento britannico ha approvato una legge che condannò il rossetto, affermando che “le donne colpevoli di sedurre gli uomini in matrimonio per mezzo dei cosmetici potrebbero essere processate per stregoneria.”

Jessica Pallingston sottolinea nel suo libro, “Lipstick”, che nel 1800 la regina Vittoria dichiarò pubblicamente il trucco contrario alle norme di buona educazione. E ‘stato visto come qualcosa di volgare, qualcosa che viene utilizzato da attori e prostitute.

La Seconda Guerra Mondiale, con l’aiuto dell’industria cinematografica, ha dato al rossetto e alle ciprie la rispettabilità. Nel 1930 leader nel settore come Helena Rubinstein e Elizabeth Arden hanno aperto i primissimi saloni di bellezza del mondo, offrendo servizi che andavano dai massaggi al viso aalla parrucchieria, fino al trucco.

Il rossetto contiene una varietà di cere, oli, pigmenti, ed emollienti. La cera da rossetto serve a garantire la facilità di applicazione. Tra le cere c’è la cera d’api, una sostanza ottenuta da favi di api che si compone di monoalcoli a catena lineare con catene di carbonio pari numerati da C24 a C36, e acidi a catena lineare anch’essi con numeri pari di atomi di carbonio fino a C36. Le cere includono anche la cera carnauba, che è un essudato dai pori di foglie delle palme brasiliane, e la cera candelilla, che è ottenuta dalla pianta candelilla e viene prodotta in Messico immergendo le piante in acqua bollente contenente acido solforico, raccogliendo la cera che sale in superficie.

Gli oli e i grassi usati nel rossetto comprendono l’olio di oliva, l’olio minerale, l’olio di ricino, il burro di cacao, la lanolina e il petrolato. Più del 50% dei rossetti prodotti negli Stati Uniti contengono quantità importanti di olio di ricino. Questo forma una pellicola robusta e brillante, quando si asciuga dopo l’applicazione. Tuttavia, l’ingestione di grandi quantità di olio di ricino può causare frequenti visite al gabinetto!.

Negli ultimi anni, come ingredienti idratanti vengono utilizzati vitamina E, aloe vera, collagene, aminoacidi. I componenti aggiuntivi servono a mantenere le labbra morbide, umide e protette dalle intemperie.

Il rossetto deve il suo colore ad una varietà di pigmenti aggiunti. Tra loro ci sono l’acido bromo, D & C Red No. 21, coloranti e affini. Altri coloranti del rossetto più comuni sono D & C Red No. 27 e i coloranti insolubili, come D & C Red No. 34 e D & C Arancio No. 17. Le sfumature rosa sono fatte da diossido di titanio in miscelazione con varie tonalità di rosso.

Fare il rossetto è come fare i pastelli – un sacco di riscaldamento e la miscela in agitazione continua. In poche parole, la miscela viene macinata finemente, e le cere sono aggiunte per dare consistenza e per mantenere la rigidità. Oli e lanolina vengono aggiunte per esigenze legate alla formula chimica specifica del rossetto. La miscela calda viene poi versata in stampi metallici freddi dove solidifica e viene ulteriormente raffreddata. Il rossetto viene quindi sottoposto a una fiamma per circa mezzo secondo per creare una finitura liscia e lucida e per eliminare le imperfezioni.

Dalla fabbrica al negozio arrivano una varietà di rossetti. La maggior parte dei composti di bismuto utilizzati nei prodotti cosmetici hanno una bassa tossicità, se ingeriti, ma possono causare reazioni allergiche quando applicati alla cute.

Fino a poco tempo non avevo mai pensato di leggere l’etichetta su un tubetto di rossetto. Ora che ho avuto modo di leggere qualcosa in materia mi sono convertita. Vado a leggere tutte le etichette dei rossetti, prima di acquistarli.

Ma non per questo ho perso interesse per quel tubo colorato, anzi lo apprezzo anche di più!



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