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Campo de’ Fiori e Giordano Bruno

Ripensando all’uccisione su rogo dell’eretico Giordano Bruno non possiamo fare a meno di recarci a Campo de’ Fiori, per rendere omaggio ad un uomo che ha rinunciato alla propria vita in nome della libertà. Al centro della piazza infatti si erge una statua bronzea a lui dedicata dagli italiani  nel 1887, un monumento di Ettore Ferrari, oggi orgoglio dei cittadini romani, perché emblema del sacrificio in nome dei propri ideali… il monumento è austero e solenne, il filosofo incappucciato tiene tra le mani strette il libro delle sue teorie, sembra volerle ancora cantare, difendere, e ogni giorno ribadire quella “maledetta ostinazione” che lo condusse alla morte il 17 febbraio del 1600.

La bella piazza romana, era stata prescelta come luogo delle esecuzioni capitali in quanto era zona molto frequentata essendo luogo di affari e di piacere, perciò era il posto ideale per affiggervi bandi ed editti e per bruciarvi al rogo gli eretici; nelle stampe antiche pervenuteci è visibile al centro della piazza il palo con la corda, che pronto per l’uso doveva ammonire il popolo.
All’epoca tuttavia, come abbiamo già detto,Campo de’ Fiori era anche un importante centro di affari, soprattutto da quando il mercato del Campidoglio nel 1478 fu spostato nella più vicina Piazza Navona; esso era inoltre un passaggio obbligato per i pellegrini che visitavano le basiliche di S.Giovanni, S.Maria Maggiore e S.Pietro e per gli ambasciatori diretti al palazzo pontificio. Data quindi la notevole affluenza, Campo de’ Fiori ospitava anche numerose osterie e locande, intensificatesi intorno al 1500. Vi era l’osteria “della Nave”, “della Luna”, “dell’Angelo”e tra tutte spiccava per bizzarria “l’Albergo della Vacca” la cui proprietaria era una certa Vannozza amante di papa Alessandro VI Borgia… insomma niente di più immorale presso una piazza in cui si vendicava la giustizia ecclesiastica!

Qui si erano stabiliti alcuni nobili tra cui gli Orsini e gli Anguillara e la tradizione ci tramanda che le due casate erano avversarie, perciò furono spesso protagoniste di memorabili zuffe, magari per la contesa di una cortigiana!
Finora abbaiamo parlato di un luogo selciato, infatti la piazza era stata pavimentata sotto Eugenio IV (1431-1447),  tuttavia il nome stesso ci riferisce che prima doveva esservi un prato fiorito; sembra fosse delimitato dalle case solo da una parte, dall’altra invece arrivava fino al Tevere. Un’altra fonte però ci tramanda che il nome della piazza deriva dal latino Campus Florae cioè campo di Flora. Chi era dunque questa donna? Sembra fosse l’amante di Pompeo Magno. E allora andiamo a curiosare tra le fonti scritte e i resti delle strutture superstiti nelle cantine degli stabili che si affacciano presso Campo de’ Fiori e le strade vicine, e scopriremo un immenso tesoro pagano nascosto: un imponente progetto architettonico (I sec. a.C.) ideato per l’appunto da Pompeo! Egli infatti in seguito alle vittorie militari in Oriente, accumulò ricchezze tali da poter realizzare un teatro, un tempio, dei portici e una curia, trasformando così un luogo periferico e paludoso come Campo Marzio, in un centro monumentale altamente rappresentativo divenendo uno stimolo allo sviluppo storico-politico della zona.

E’ importante inoltre notare che il teatro di Pompeo fu il primo in muratura costruito a Roma, in quanto secondo le precedenti disposizioni normative del Senato del 154  a.C. ciò era vietato per ragioni di moralità. Pompeo con acuta astuzia trovò l’escamotage per violare la proibizione: fece costruire il tempio dedicato a Venere Vincitrice sulla sommità della cavea utilizzando le gradinate del teatro anche come accesso al tempio, conferendo così all’edificio una funzione sacra.
Il quadriportico era decorato con fontane, opere d’arte e boschetti e i resti vennero alla luce tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ’70 quando venne ristrutturato il teatro Argentina mentre la Curia fu teatro del celebre assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C.

Chi potrebbe mai immaginare che il complesso pompeiano si estendeva per una lunghezza di circa 330 metri, dal lato meridionale di Campo de’ Fiori a via di Torre Argentina,visto che oggi  i suoi resti sono nascosti all’interno del tessuto edilizio stratificatosi nei secoli! E’ questa la magia di Roma, una città ricca di segreti che possono essere svelati solo da un’instancabile caccia ai tesori archeologici!
Dopo aver curiosato nella storia pagana, medioevale, e rinascimentale di Campo de’Fiori, facciamo un salto nel tempo e giungiamo fino ai nostri giorni per aggiornarci sulla cronaca d’attualità: infatti il quotidiano la Repubblica del 25 novembre 2003 ci informa che il sito ha subito un’ulteriore trasformazione per la riqualificazione; per adeguare il mercato, istituito dal 1869, al prestigio della storica piazza,infatti è stata vietata la vendita di prodotti che non siano ortofrutticoli,caratteristica del mercato storico, e inoltre gli operatori dovranno avvalersi di un nuovo banco mobile in legno e tela, pieghevole da portar via.

Dunque Campo de’ Fiori ha avuto una lunga storia gloriosa, spesso travagliata e purtroppo macchiata di sangue innocente; tuttavia ci piace ricordarla perché non è giusto che cali l’oblio sul sacrificio di un uomo, che vorremmo valesse come insegnamento per l’eternità! E quando si passeggia il sabato notte nella piazza brulicante di giovani multietnici e multiformi, accorsi per divertirsi, guardando la statua di Giordano Bruno,si prova gratitudine per il sacrificio di quanti nei secoli passati hanno contribuito a donarci la libertà.

Piazza Campo de Fiori



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