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I vini della Valpolicella

Il territorio veronese della Valpolicella si distingue per una storia geologica particolarmente ricca e complessa. Essa, tra le altre cose, è testimoniata dai pesci fossili del sito di Bolca, tra i più celebri e ricchi di reperti al mondo, il quale testimonia chiaramente come un tempo tutta l’area fosse coperta dal mare, prima che fenomeni sismici dessero origine ai rilievi collinari oggi presenti.

Il clima stesso della Valpolicella possiede caratteristiche non comuni: l’esposizione solare è ottimale, poiché le colline si affacciano a sud; l’escursione termica fra il giorno e la notte è resa del tutto particolare dalle correnti pedemontane provenienti dai monti Lessini; la piovosità, infine, si mantiene su livelli molto buoni, mentre il terreno della regione possiede le giuste proprietà drenanti per lasciar defluire l’acqua.

vino

La combinazione fra unicità geologica e virtù del clima ha reso quest’area un ambiente eccezionalmente adatto alla coltivazione della vite, che infatti vi è stata coltivata fin dall’antichità, come confermano numerose fonti. In particolare, l’eccezionalità del territorio ha potuto favorire, molto più che in ogni altra parte d’Italia, lo sviluppo e il mantenimento nel tempo di vitigni autoctoni, ossia di coltivazioni che hanno trovato origine in questo luogo. In Valpolicella dunque, la gran parte del vino si produce proprio da uve autoctone, una pratica decisamente in controtendenza rispetto alla norma, che vede la produzione del vino realizzarsi molto spesso con le uve più diffuse e di più facile coltivazione (Merlot e Cabernet fra tutti). I maggiori vitigni autoctoni della Valpolicella sono: corvina, corvinone, rondinella, oseleta. Dalla sapiente unione di questi diversi uvaggi si generano i grandi vini di questo territorio, a differenza di ciò che avviene in molti altri luoghi in cui la produzione del vino si basa sul monovitigno.

L’Amarone della Valpolicella si produce principalmente con uve corvina e corvinone. Per ottenere la massima qualità le uve devono essere raccolte e selezionate a mano, e poi lasciate appassire dalla vendemmia, in settembre, fino a gennaio. Anche il processo di fermentazione è particolarmente lento, e si protrae per circa quaranta giorni. In questo modo è possibile estrarre al meglio dal frutto le sostanze coloranti, i tannini e le componenti aromatiche. Ecco che il vino acquista dunque una ricchezza speciale, diviene vellutato e intensamente fruttato. Il suo colore è cupo, con riflessi quasi violacei, e si dimostra intensissimo al gusto, avvolgente, di grande densità e ricchezza estrattiva. Il vino non è poi l’unico dono dell’uva. Dalla distillazione delle vinacce si ottiene la grappa di amarone, un apprezzato liquore da meditazione.

Il Valpolicella prende vita dalla sapiente unione di uve corvina, corvinone, rondinella, croatina e oseleta, e si distingue per un denso e profondo color rubino. Questo vino può essere lasciato invecchiare in barrique o botti di rovere anche per 10 o 15 mesi. In alternativa, è possibile aggiungere alla produzione di questo vino le vinacce dell’amarone al termine della fermentazione, per ottenere una tipologia di Valpolicella detta “ripasso”.

Il vino Recioto della Valpolicella è prodotto utilizzando le stesse uve dell’amarone. Ciò che cambia è il periodo di appassimento delle uve stesse, più lungo, che da settembre si estende fino a marzo e che determina un calo medio del peso degli acini fino all’80%. Ancje il recioto rimane a riposare in barrique di rovere fino al momento dell’imbottigliamento.

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