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La Galleria d’Arte Moderna al Palazzo Pitti

La Galleria, inaugurata nel 1922 al secondo piano di Palazzo Pitti ,presenta lo svolgersi della pittura e della scultura italiana dal periodo neoclassico ai primi decenni del secolo scorso, con esempi significativi di artisti stranieri,secondo precisi passaggi cronologici e gruppi tematici.

L’origine delle collezioni risale al tempo del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena – quando si pensò di creare un museo dedicato alle opere moderne vincitrici dei concorsi accademici – fondo poi arricchito, al tempo dell’unità d’Italia, da numerose altre raccolte qui confluite sia per lascito, importantissimo quello di Diego Martelli del 1897, che per acquisizione.

La visita delle sale consente non solo di osservare i molteplici passaggi storici e stilistici di questo complesso periodo culturale, passando per scuole regionali di indiscusso richiamo come quella toscana dei Macchiaioli, ma anche, grazie ad una splendida galleria di ritratti, di focalizzare l’attenzione sull’irripetibile connubio tra carattere e personalità del soggetto congiunti allo stile e alla forma dell’abito indossato, che rimandano la fantasia ai salotti e alle sartorie locali o dei grandi atelier internazionali dei vari periodi.

Nei dipinti di artisti come Ary Sheffer, Puccinelli, Miseri, Lega, Fattori, Cecioni, Winterhalter, Carolus, Durian, Zandomeneghi, Boldini, Simi ed Elizabeth Chaplin, è possibile esplorare spaccati di vita diversi e cogliere attraverso gli occhi dell’autore, gesti, atteggiamenti e rituali di intimità domestica o di sofisticata mondanità.

Passando da delicate camicie, in mussola di cotone alle sete fruscianti degli abiti da ballo si leggono con evidenza quasi da manuale, le oscillazioni della moda e delle sue fogge; dalle semplici toilette impero, attraverso le fluttuanti crinoline e alle scultoree tournure ottocentesche, fino al recupero di una essenziale linearità decò Oppure, seguire lo stesso personaggio in passaggi diversi dall’esistenza, come accade per Alaide Banti, ritratta giovanissima in azzurro da un meticoloso Michele Gordigiani, poi donna con tratti di spiccata personalità dalla pennellata vivace di Boldini ed infine, in età avanzata , con austero portamento da Oscar Ghiglia.



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